Drobo BeyondRAID: un approccio alternativo allo storage

Drobo BeyondRAID: un approccio alternativo allo storage

L'azienda americana Drobo produce soluzioni per lo storage basate su tecnologia BeyondRAID, grazie alla quale si vuole rendere più semplice e pratico il gestire configurazioni di storage con più hard disk

di pubblicata il , alle 16:55 nel canale Storage
Drobo
 

Drobo è un'azienda che si è affacciata nel mercato delle soluzioni storage per aziende e installazioni domestiche con dispositivi che riprendono dai NAS in commercio la forma e le dimensioni, ma non l'approccio alla base legato alle tradizionali configurazioni Raid. Al posto di queste, variabili a seconda del numero di hard disk a disposizione e delle preferenze tra prestazioni velocistiche e ridondanza dei dati, Drobo utilizza la tecnologia BeyondRAID.

Questo nome identifica la tecnologia proprietaria di Drobo che permette, con tutti i dispositivi dell'azienda e quindi a prescindere dal numero di hard disk presenti, digestire in modo più flessibile lo spazio di storage a disposizione superando alcune delle limitazioni proprie delle tecnologie Raid. E' ad esempio possibile rimuovere e inserire hard disk nel dispositivo anche quando acceso, oppure mischiare hard disk di differente capacità e tecnologia (SATA oppure SAS, ad esempio). L'approccio seguito dall'azienda è quello di assicurare i benefici delle tecnologie Raid senza però doverne gestire la complessità e i limiti in termini di modalità di configurazione.

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Una volta installati gli hard disk all'interno di un modello Drobo dei led identificano lo stato di ogni unità di storage: verde a indicare un funzionamento che è stabile e corretto; giallo per gli hard disk che necessitano di venir sostituiti con altri di maggiore capienza e rosso per le unità che devono essere cambiate in quanto non più funzionanti correttamente. Un approccio visuale di questo tipo è semplice e intuitivo per qualsiasi tipo di utente, soprattutto pensando a coloro che non hanno esperienza nella configurazione di modalità Raid.

In caso di malfunzionamento di uno degli hard disk presenti nell'unità Drobo i dati vengono automaticamente riconfigurati tra gli altri hard disk presenti, lasciando all'utente l'unico compito di sostituire il disco danneggiato con altro funzionante. Nel momento in cui si necessita di maggiore capacità di archiviazione l'unica cosa da fare è quella di sostituire hard disk piccoli con altri di maggiore capienza, lasciando che sia Drobo a redistribuire automaticamente i dati tra le unità disponibili massimizzando la capienza di ciascuna. Con configurazioni Raid l'aumento dello spazio di archiviazione richiede tipicamente l'acquisto di tutti i nuovi hard disk e il loro aggiornamento progressivo, prestando attenzione al fatto che gli hard disk siano tutti uguali.

Per incrementare le prestazioni velocistiche, con i modelli capaci di ospitare un numero elevato di hard disk, è sufficiente inserire una o più unità SSD che operano quale memoria cache velocizzando lettura e scrittura dei dati da e verso gli hard disk. L'inserimento di un SSD è ovviamente legato al tipo di utilizzo che viene fatto di Drobo: utile in presenza di dati che vengono letti e scritti in modo continuativo, meno ad esempio se Drobo è utilizzato quale unità di storage per accedere alla riproduzione di contenuti multimediali.

Le soluzioni che Drobo propone sul mercato sono diverse, a seconda del target di utilizzo e del numero di hard disk che possono venir installati. Le unità Drobo Mini, Drobo e Drobo 5D sono sviluppate pensando alle necessità di utenti singoli, con spazio di archiviazione per 4 oppure 5 hard disk a seconda del modello e interfacce USB 3.0 e Thunderbolt. I modelli Drobo 5N e Drobo B810N integrano interfaccia ethernet, pensati per l'installazione in una rete locale quali NAS: accettano rispettivamente 5 e 8 hard disk. A chiudere i modelli Drobo B810i e Drobo B1200i, con 8 e 12 hard disk, interfacce Ethernet Gigabit e tecnologia iSCSI per un utilizzo quali soluzioni SAN.

Le soluzioni Drobo sono disponibili sul mercato italiano ma con una distribuzione che non è ancora attraverso un canale di vendita nazionale ufficiale; nel corso dei prossimi mesi l'azienda inizierà però la distribuzione anche in Italia rendendo queste proposte facilmente acquistabili e utilizzabili quale alternativa ad altre proposte per lo storage sviluppate per utenti privati, professionisti e piccole-medie aziende.

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5 Commenti
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Rubberick26 Luglio 2016, 17:59 #1
Hanno messo su un demone linux che controlla di continuo lo status dei dischi e condivide le risorse dinamicamente? Sarebbe curioso sapere come è gestito ^^

Se usa un raid vero sotto, se un mix tra mdadm, filesystem particolari, etc..
TheDarkAngel26 Luglio 2016, 18:26 #2
Non vedo grande differenza con la modalità SHR di synology, se non la serietà che sembra totalmente mancare a drobo, sul sito nelle specifiche non si trova nemmeno l'hardware montato. Non affiderei nemmeno i porno ad una piattaforma così fumosa

Da wikipedia:
One criticism stands even with the latest generation of Drobos. The "Drobo death spiral" shows that the Drobo itself is the single point of failure for customers owning only a single unit. Its disks use the proprietary Drobo format and hence cannot be mounted or read on any other system


Ho trovato anche le specifiche dei due nas, ad essere gentili, fanno pietà con prezzi fuori mercato
Emin00126 Luglio 2016, 19:02 #3
TheDarkAngel Dov'è il problema? Emulano, sperano e speculano come tanti(Verbatim, Seagate, Fantec, Buffalo, ecc...) e comunque le specifiche hardware non sono tutto: apple docet.
MrBlonde8927 Luglio 2016, 09:16 #4
Sono il possessore di un drobo fs con la medesima tecnologia.
Lo so sulla carta sembra interessante. Volete un consiglio? Lasciate perdere.
Ho avuto problemi su problemi con questo modello e tecnologia raid.
Quando rebuilda l'array in determinate condizioni comincia a malfuzionare e ciclando sul rebuil oltre a dare i servizi a singhiozzo via lan, per cui salvare TB di dati è stato veramente un parto.

Lo sconsiglio vivamente.
Davis527 Luglio 2016, 09:40 #5
scusate ma... parlano di approccio innovativo... e quale sarebbe la novita'?

Se vai fuori dalla configurazione jbod sei fregato se tocchi un disco!

se hai un raid0 e scippi un disco hot-swap senza meta' dei dati secondo voi come funziona?

cambiare un disco in hot-swap su un raid1 e' qualche decennio che si puo' fare in molti sistemi...

per il resto sono soluzioni costose con alternative molto piu' economiche...

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