Dischi rigidi : MTBF esagerati da parte dei produttori

Dischi rigidi : MTBF esagerati da parte dei produttori

Dopo le conclusioni sconcertanti di Google, ecco una nuova spallata alle "certezze" che circondano il mondo degli hard disk, stando a recenti studi della Carnegie Mellon University

di pubblicata il , alle 15:53 nel canale Storage
Google
 

Uno studio della Carnegie Mellon University, situata a Pittsburgh, Pennsylvania USA, ha reso noto il frutto di uno studio condotto su 100.000 dischi rigidi nell'arco di un periodo di tempo non specificato. I più assidui lettori di Hardware Upgrade non potranno non notare l'affinità del campione utilizzato con quello che ha permesso a Google di far crollare molte certezze nel settore, grazie ad uno studio simile riassunto in un nostro recente focus.

Non è chiaro se i dati utilizzati dalla Carnegie Mellon University attingano almeno parzialmente da quelli di Google, in quanto come fonte vengono dichiarati non meglio identificati service providers, centri di calcolo e ricerca. Quello che è chiaro invece è che le conclusioni a cui sono giunti gli studenti di Pittsburgh confermano molte delle affermazioni già esposte da Google, aggiungendo inoltre altra carne al fuoco.

La più importante riguarda il famigerato MTBF, Mean Time Between Failure. Questo indicatore, già controverso di suo in quanto molto spesso interpretato in diversi modi anche da personale esperto, può essere preso come metro per l'affidabilità di un disco rigido. Siamo ovviamente di fronte a stime, sia chiaro, oltre che ad una semplificazione del problema; a grandi linee però anche dalle stesse case produttrici di dischi rigidi è sempre stato usato come parametro per valutare l'affidabilità di un disco.

Non mancano dischi dal MTBF di 1,5 milioni di ore, pari a circa 171 anni di utilizzo, come per esempio il Seagate Cheetah X15 SCSI/SAS. Ebbene, stando agli studi condotti, questo valore sembrerebbe di gran lunga amplificato rispetto alla realtà dei fatti, fino ad un fattore moltiplicativo di 15.

Rientrano inoltre nello studio anche unità SCSI/SAS, non citate da Google nel precedente studio. I vantaggi di queste costose unità sarebbero esclusivamente in termini di performance, in quanto il tasso di rottura sarebbe del tutto assimilabile a quello delle unità Parallel ATA o Serial ATA.

Confermate anche le conclusioni riguardanti la temperatura, che non influirebbe in maniera significativa sulla durata di un disco. La conclusione degli studi individua soprattutto nell'usura la maggiore probabilità di rottura di un disco, indipendentemente dalle condizioni ambientali, dall'interfaccia e dal MTBF dichiarato. Più un disco è stato utilizzato nel tempo dunque, maggiore sarà la sua possibilità di danneggiarsi.

La durata media di un disco utilizzato in modo massiccio e continuativo è stata di circa 7 anni; per quanto riguarda i dischi usciti meglio dalla prova (come gli ottimi Seagate Cheetah X15), tale valore sale a 11-13 anni, molto lontani comunque dai 171 dichiarati. La media in ogni caso si assesta sui 7 anni, indipendentemente da tutto. A corollario delle conclusioni spiccano le parole di Garth Gibson, uno dei professori associati della menzionata università, secondo il quale non vi sarebbe motivo per scegliere un disco SCSI/SAS o Fibre Channel, se non per le prestazioni.

Maggiori informazioni su Dailytech.

Resta aggiornato sulle ultime offerte

Ricevi comodamente via email le segnalazioni della redazione di Hardware Upgrade sui prodotti tecnologici in offerta più interessanti per te

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione.
Leggi la Privacy Policy per maggiori informazioni sulla gestione dei dati personali

46 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
Paganetor12 Marzo 2007, 16:09 #1
buono, almeno concordano!

Vash198612 Marzo 2007, 16:17 #2

Temperatura non influisce?

Forse non influisce finchè si rimane su valori "normali" tra i 35 e i 52 gradi.

Ma posso assicurarvi che quando l'hard disk sale sopra i 60 gradi, allora potete aspettarvi delle simpatiche schermate blu, cluster danneggiati e quant'altro.

Lo dico sia per esperienza, sia perchè ho cambiato decine di hard disk in vari studi/aziende, che tenevano i pc in posti senza alcuna possibilità di ricambio d'aria, e la temperatura interna arrivava a 50 gradi, per cui cpu e hard disk si portavano sopra 60 in poche ore.

Ancora mi sento male a pensare che fino a 4 anni fa si usavano i case senza ventole di scambio (tralasciando l'alimentatore). Anzi qualcuno in giro si vede tutt'ora, da parte dei produttori farlocchi (Olidata, CDC, ecc...).
ezio7912 Marzo 2007, 16:23 #3
dov'è il problema l'importante è che un hd sia affidabile 3-5-7 anni a seconda del tipo e dell'uso, oltre è probabilmente obsoleto
bongo7412 Marzo 2007, 16:23 #4
io che non sono prof e che ho provato centinaia di hard disk di tutte le marche posso dirvi che se lo usate parecchio dopo 3 anni sono, mediamente, amari

moltiplicare x30
ha 3anni --- 3x30 =90 anni (anzianotto..
giskardd12 Marzo 2007, 16:26 #5
Più un disco è stato utilizzato nel tempo dunque, maggiore sarà la sua possibilità di danneggiarsi.


però... chi l'avrebbe mai detto
Mister2412 Marzo 2007, 16:31 #6
La conclusione degli studi individua soprattutto nell'usura la maggiore probabilità di rottura di un disco, indipendentemente dalle condizioni ambientali, dall'interfaccia e dal MTBF dichiarato. Più un disco è stato utilizzato nel tempo dunque, maggiore sarà la sua possibilità di danneggiarsi.


Certo che per trarre questa conclusione bisogna fare studi e ricerche parecchio complicate, io pensavo che si rompessero anche solo a tenerli fermi dentro a un cassetto.
rezinomed12 Marzo 2007, 16:33 #7
Non mancano dischi dal MTBF di 1,5 milioni di ore, pari a circa 171 anni di utilizzo, come per esempio il Seagate Cheetah X15 SCSI/SAS. Ebbene, stando agli studi condotti, questo valore sembrerebbe di gran lunga amplificato rispetto alla realtà dei fatti, fino ad un fattore moltiplicativo di 15.


Eh bhe, e che si aspettavano...del resto la stessa sigla del prodotto contiene la dicitura "X15"
Apix_102412 Marzo 2007, 16:34 #8
Originariamente inviato da: bongo74
io che non sono prof e che ho provato centinaia di hard disk di tutte le marche posso dirvi che se lo usate parecchio dopo 3 anni sono, mediamente, amari

moltiplicare x30
ha 3anni --- 3x30 =90 anni (anzianotto..


infatti il mio maxtor da 160gb dopo tre anni ha alzato bandiere bianca... per fortuna rimaneva giusto un mesetto di garanzia...
Marco7112 Marzo 2007, 16:34 #9

E' sconcertante...

...come anche da persone appartenenti al cosiddetto mondo "accademico" U.S.A e non ogni tanto si pontifica sul tema M.T.B.F.
I costruttori di unità "hard disk" sono i primi a dire (da sempre) che il valore dichiarato (una volta sempre, oggi molto meno spesso lo si "dichiara" di M.T.B.F (ma sarebbe meglio parlare di M.T.T.F) non deve essere passibile di operazioni di tipo algebrico per ricavare, in ultima analisi, valori multi-centenari di aspettativa di "vita utile".
Anche Google con la sua ultima "analisi sul campo" non ha contribuito assolutamente a chiarire il significato statistico di M.T.B.F.
La teoria della affidabilità è basata su solide basi statistico-matematiche non su espressioni peregrine di stregoni.
Anche la affermazione che le unità S.C.S.I/S.a.S o Fibre Channel rispetto a quelle A.T.A ("seriali" o "parallele" hanno come unica distinzione e differenziazione solo quella concernente le prestazioni "raw" (pure e semplici) è molto ma molto superficiale.
La differenziazione c'è ed esiste in ogni sottosistema: qualità dei motori impiegati (sia il motore principale spindle che pone in rotazione i dischi, sia in quello a "bobina mobile" che si occupa dello spostamento del gruppo testine);
anche dal punto di vista elettronico c'è diver5sità eccome basta osservare "ad occhio nudo" la quantità della circuiteria presente sulle unità S.C.S.I/S.A.S e su quelle A.T.A.
I "signori" che si occupano di esternare si dovrebbero leggere prima le tonnellate di brevetti richieste negli ultimi venti anni (come minimo) dagli ingegneri, ricercatori indipendenti in genere, aventi come oggetto i capolavori di ingegno elettromeccanico che sono gli hard disk (in primis proprio quelli relativi alle unità S.C.S.I e poi S.A.S).
Grazie.

Marco71.
Larsen12 Marzo 2007, 17:02 #10
bhe', il mio atlas da 18gb scsi e' dal 99 che frulla (rumorosamente) senza problemi... ed e' sempre stato trattato in modo piuttosto "rude" (fino al 2001 e' stato su un server di streaming realvideo, numerosi traslochi con sbatacchiamenti vari, e adesso e' sul mulo h24)...
di sicuro i dischi scsi durano di piu' degli altri...

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^