Colpo di scena Seagate: via il CEO Bill Watkins, torna Steve Luczo

Colpo di scena Seagate: via il CEO Bill Watkins, torna Steve Luczo

Anche Seagate alle prese con un riassestamento della forza lavoro. A farne le spese per primo nientemeno che Bill Watkins, CEO dell'azienda

di pubblicata il , alle 16:22 nel canale Storage
Seagate
 

Si susseguono purtroppo a ritmo incalzante le notizie riguardanti riorganizzazioni societarie di differenti aziende operanti nel settore IT. Questa volta a fare parlare di sé è Seagate, con una notizia che sorprende non poco, poiché a saltare per primo è stato nient'altro che il CEO della società californiana, ovvero Bill Watkins. Il carismatico Bill, protagonista in passato di interviste interessanti e colorite, è stato formalmente destituito, sostituito da Steve Luczo, precedente CEO ed attualmente chairman Seagate (qualcosa di simile al nostro presidente del consiglio di amministrazione).

Allo stato attuale delle cose è impossibile dire se Bill Watkins sarà destinato ad un altro incarico in azienda o se dovrà suo malgrado rivolgersi ad altre aziende. Quello che si può dire per certo, prima di lasciarci andare a qualche ipotesi, è che il mercato ha accolto la notizia come un segnale negativo, facendo segnare un calo di oltre il 10% nelle azioni Seagate, che fanno così segnare una perdita del 78% su base annua.

Il potere decisionale dell'azienda passa quindi quasi tutto nelle mani di Steve Luczo, che si farà carico di affrontare la crisi economica partendo proprio con un taglio di organico comune purtroppo a molte aziende. Voci insistenti parlano infatti di ulteriori interventi che potrebbero portare ad un taglio del 20% del personale. Carte rimescolate quindi per quanto riguarda i piani di Seagate per il futuro, senza avere per ora ben chiaro in che modo si intenda correre ai ripari.

Alcuni analisti, come ad esempio quelli della CNN, si lanciano in alcune speculazioni riguardanti ipotetici o reali errori di Seagate che potrebbero mettere l'azienda californiana in una posizione più difficile di quella dettata dalla sola crisi economica. Vediamone alcuni. A Seagate viene rimproverato un eccessivo interesse al raggiungimento di elevate capacità nei dischi da 3,5 pollici desktop, il settore che ha maggiormente risentito della crisi economica. Ne è conseguito un problema di eccessiva produzione e giacenza, mentre altre aziende hanno saputo meglio interpretare le esigenze di mercato puntando maggiormente sui dischi da 2,5 pollici.

Non solo: Seagate ha sempre detto di non temere i Solid State Drive, puntando tutto sulle elevate capienze. Scelte queste che potrebbero costare care a Seagate, soprattutto in virtù dei prezzi sempre più concorrenziali di queste unità. Un compito difficile dunque quello che attende Steve Luczo. Non resta che attendere per capire come il maggiore produttore di hard disk intenda affrontare il periodo di crisi.

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14 Commenti
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CLAUDIO7813 Gennaio 2009, 16:42 #1
e ci credo, ha ritardato all'inverosimile l'ingresso nel segmento SSD del settore storage. Ora dovranno sborsare una valanga di soldi per acquistare un'azienda avviata ed il suo know how.
Che tonto.
bLaCkMeTaL13 Gennaio 2009, 16:50 #2
ora si spiegano alcune cose!
robest8813 Gennaio 2009, 17:04 #3
Originariamente inviato da: CLAUDIO78
e ci credo, ha ritardato all'inverosimile l'ingresso nel segmento SSD del settore storage. Ora dovranno sborsare una valanga di soldi per acquistare un'azienda avviata ed il suo know how.
Che tonto.

Hai ragione. E adesso i soldi è sempre più difficile sborsarli visto il periodo di crisi.
AleLinuxBSD13 Gennaio 2009, 17:09 #4
Prima di dare una grande azienda come Seagate come fosse quasi defunta aspetterei.

Gli hdd a stato solido ancora sono ben lontanti da essere una realtà competitiva sia dal punto di vista dei loro costi che della loro durata.
cacchione13 Gennaio 2009, 18:37 #5
Gli hdd a stato solido in tre anni saranno più che competitivi.
Il problema di Seagate è che non possiede proprio la tecnologia per la memoria non volatile, al contrario dei produttori di chip che se prima non erano concorrenti ora lo sono ed in maggiore quantità. Gli stessi concorrenti attuali (Samsung, Toshiba, Fujitsu, Hitachi) producono ssd.
E' un classico: introduzione di una nuova tecnologia e chi può adeguarsi rimane, chi no si attacca.
Che via pubbliche relazioni abbiano detto di non preoccuparsi degli ssd è preoccupante per loro, significa che non possono far altro che sperare di rimanere ancorati alla vecchia tecnologia per più tempo possibile.
Mi auguro che riescano ad acquisire un, magari piccolo, produttore di flash per entrare nel mercato, altrimenti questo grafico:
http://finance.google.com/finance?c...:STX&ntsp=0
proseguirà sullo stesso trend degli ultimi 3 anni. (Seagate vale ora circa un quinto rispetto al 2006-2007, non avrei immaginato tanto)
MiKeLezZ13 Gennaio 2009, 19:20 #6
Originariamente inviato da: AleLinuxBSD
Gli hdd a stato solido ancora sono ben lontanti da essere una realtà competitiva sia dal punto di vista dei loro costi che della loro durata.
Lo sono al momento, ma non per incapacità propria: con un minimo sforzo potrebbero fare piazza pulita di molti segmenti

In ogni caso i produttori di HDD elettromeccanici hanno ancora degli assi nelle maniche, e il fatto siano passati da 333GB/piatto a 500GB/piatto (una cosa in realtà mostruosa ed inaudita) non è certo un caso

Grazie al Perpendicular arriveremo senza grossi problemi, nei prossimi anni, fino a HDD da 6-10TB
CLAUDIO7813 Gennaio 2009, 20:20 #7

@MikeLezz

la capacità è l'ultimo degli aspetti su cui puntare per reggere il confronto.
Le killer applications sono velocità di lettura/scrittura e consumi, oltrechè affidabilità (nota dolente degli attuali SSD) e capienza.
Se gli SSD raggiungeranno un tagli medio di 80/120gb ad un prezzo ragionevole, soppianteranno tutti gli HD montati su Pc preconfigurati e Notebook. E si parla di milioni di installazioni all'anno.
Ecco dove inzierà la crisi, dagli hd destinati ai sistemi operativi oem.
ste_jon13 Gennaio 2009, 20:45 #8
quoto Claudio78! ben venga la capacità ma prima vogliamo velocità, affidabilità e bassi consumi!
AleLinuxBSD13 Gennaio 2009, 21:16 #9
Originariamente inviato da: CLAUDIO78
la capacità è l'ultimo degli aspetti su cui puntare per reggere il confronto.
Le killer applications sono velocità di lettura/scrittura e consumi, oltrechè affidabilità (nota dolente degli attuali SSD) e capienza.
Se gli SSD raggiungeranno un tagli medio di 80/120gb ad un prezzo ragionevole, soppianteranno tutti gli HD montati su Pc preconfigurati e Notebook. E si parla di milioni di installazioni all'anno.
Ecco dove inzierà la crisi, dagli hd destinati ai sistemi operativi oem.


cacchione e Claudio
Mi auguro che le vostre previsioni si avverino entro pochi anni.

Premesso che per me prezzo competitivo significa un disco da 80 gb a 50 euro (iva inclusa) queste unità potrebbero benissimo prima diffondersi in ambito di dispositivi portabili (dato le loro dimensioni potenzialmente molto inferiori rispetto ai dischi tradizionali) anche con costi maggiorati (tipo 100 euro).
In seguito potrebbero raggiungere un prezzo finalmente più adeguato per il settore mainstream.

Ma di certo dubito che gli hdd tradizionali scomparirebbero dato che nel frattempo avrebbero raggiunto altri traguardi notevoli.
Certo a molti una simile capacità, apparentemente, può sembrare esagerata ma se si aumenta l'uso del computer, es. grafica, fotografica, montaggio video, ecc. lo spazio non basta mai.
Sicuramente ci sarebbe un certo ridimensionamento delle quote di mercato, quando questo inciderebbe è tutto da dimostrare.
cignox114 Gennaio 2009, 07:51 #10
Bo, credo che all'inizio, come dice claudio78, si vedranno sui notebook (ma mi sa che ci vorra' qualcosa di piu' che 80 gb, io un disco cosi' piccolo non lo prenderei neanche adesso, figuriamoci tra un paio di anni).
Pero' penso che il primo vero utilizzo che si fara' sara' quello che configurazioni SSD+HDD, con programmi e SO installati sul primo. Queste configurazioni garantiscono la grossa capienza degli HDD e la velocita' degli SSD.
Magari tra un annetto ci faccio un pensierino...

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