Azione legale di ASMI contro la SIAE per l'equo compenso

Azione legale di ASMI contro la SIAE per l'equo compenso

ASMI, insieme a produttori e venitori di supporti registrabili, decidono di fare sul serio, denunciando la SIAE per il controverso e assurdo tema dell'equo compenso

di pubblicata il , alle 09:52 nel canale Storage
 

Sono passati poco più di 18 mesi dall’entrata in vigore del decreto legislativo 68/2003 in materia di diritto d’autore e copia privata, un lasso di tempo sufficiente per fare il punto della situazione e riflettere con calma sulle reali conseguenze sul mercato dei supporti registrabili ma non solo.

Analizziamo dunque i dati e le relative conseguenze.

 

 

 

Il bilancio tracciato in prima battuta da ASMI (Associazione Sistemi e Supporti Multimediali Italiana) ha messo in evidenza un vero e proprio crollo delle vendite, anche dell’ordine del 40%, del mercato dei supporti di registrazione a partire dal momento dell'entrata in vigore della legge, con gravi ripercussioni per le aziende produttrici oltre che per il consumatore finale costretto spesso a sua insaputa a devolvere a SIAE un equo compenso indipendentemente dall'uso del supporto stesso.

Molti potranno notare come la vendita dei supporti CD sia per forza soggetta ad un calo "fisiologico", a tutto vantaggio di supporti DVD, essendo molto più diffusi masterizzatori DVD rispetto ad un paio di anni fa. Ciò potrebbe essere anche vero, se non fosse che i dati sono assolutamente sballati rispetto a quelli della media europea, che vede valori di vendita di supporti DVD ben più alti rispetto a quelli apparentemente buoni del nostro Paese. Stesso discorso vale per i supporti CD, assolutamente non soggetti ai cali riscontrati in Italia.

L’ASMI e le aziende direttamente coinvolte nella produzione e nella vendita di supporti come Computer Support Italcard, Datamatic, Imation, TDK Marketing Europe, TX Italia, Verbatim hanno deciso di fare sul serio, denunciando la SIAE "con l’obiettivo di veder riconosciuta l’incostituzionalità degli articoli del decreto che trattano il tema della definizione dell’equo compenso", giusto per riportare le parole precise del portavoce di ASMI.

"Il recepimento della direttiva comunitaria 2001/29 ha portato all'introduzione in Italia di un aumento del compenso per copia privata sui supporti di registrazione, calcolato in misura fissa per ogni tipologia di supporto; ciò a titolo di “equo compenso” per i titolari dei diritti d’autore nei confronti del corrispondente diritto riconosciuto ai privati ad effettuare una copia privata delle opere protette. La prima evidente incongruità sta nel fatto che tale compenso e la sua entità era già previsto in una normativa preesistente, e l’opera del legislatore ha arbitrariamente fissato i nuovi compensi con incrementi che in alcuni casi si avvicinano al 3000%. Tale aumento ha comportato un aumento dei prezzi di vendita, che in alcuni casi sono stati anche dell’ordine del 60%."

L'ASMI denuncia per la precisione l'incompatibilità tra gli articoli 71-sexies, septies, octies e 39 del decreto, e i principi presenti nell’articolo 5 della Direttiva Comunitaria nelle seguenti disposizioni ai fini della determinazione dei compensi: “La legge" - incalza Mauro Santi Presidente dell’associazione - "non prevede diversità di trattamento tra riproduzione analogica e digitale, non tiene conto della presenza di misure di protezione anti-copia di cui molti DVD e CD sono dotati e non distingue tra apparecchi e supporti in grado di diventare strumenti di riproduzione di opere protette, e viceversa”. “Sul fronte dell’incostituzionalità" – prosegue Santi – "la legge è stata varata contravvenendo gli articoli 3, 30, 23 della Costituzione in quanto vi è rispettivamente: una violazione del principio di eguaglianza, poiché è sottoposto a tassazione solo chi vende i propri prodotti all’interno del territorio, e non chi dall’estero vende in Italia; è prevista un’imposizione di prestazioni patrimoniali regolata da un decreto e non in base a una legge; assenza da parte del legislatore di principi e criteri direttivi per determinare i compensi”.

L'esasperazione dell'ASMI e dei produttori nasce anche da antichi rancori, fra cui spicca la questione di non essere stati minimamente interpellati in sede di stesura della legge; se così fosse stato probabilmente adesso non ci troveremmo in una situazione tanto paradossale e unica in Europa.

La parola adesso passa alla Corte di giustizia della Comunità Europea, sulle cui risposte non mancheremo di tenervi informati.

Per onor di cronaca, la SIAE incassa circa 80 milioni all'anno grazie al cosiddetto "equo compenso"; la pirateria inoltre non ha subito una frenata ma è, al contrario, cresciuta.

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103 Commenti
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ezio25 Marzo 2005, 10:05 #1
era ora...
Giaki25 Marzo 2005, 10:08 #2
scusate ma, speriamo che gli facciano il culo.
cionci25 Marzo 2005, 10:12 #3
poiché è sottoposto a tassazione solo chi vende i propri prodotti all’interno del territorio, e non chi dall’estero vende in Italia

Speriamo invece che non rispondano solamente a questo punto mettendo le tasse anche sui supporti acquistati all'estero e fermati in dogana...
bizzu25 Marzo 2005, 10:14 #4
Ce ne hanno messo di tempo per svegliarsi... si saranno scordati di farla subito la denuncia, meno male che le perdite del 40% gliel'hanno fatta ricordare
DjLode25 Marzo 2005, 10:15 #5
Originariamente inviato da cionci
Speriamo invece che non rispondano solamente a questo punto mettendo le tasse anche sui supporti acquistati all'estero e fermati in dogana...


Quindi tu nutri qualche certezza che toglieranno del tutto le tasse? Siamo in Italia purtroppo e vedrai che faranno come tu temi.
DevilsAdvocate25 Marzo 2005, 10:17 #6
"la pirateria inoltre non ha subito una frenata ma è, al contrario, cresciuta."
Ma queste informazioni vengon fuori dall'uovo di pasqua?
La pirateria e' drasticamente diminuita (almeno da queste parti), se non e' aumentato il volume di vendite
di DVD/Giochini/audioCD e' solo a causa dei prezzi
(lievemente alti) e della cronica carenza di contenuti
(un paio di titoli si salvano, il resto e' tutto trito
e ritrito...). Ad esempio al botteghino dei cinema nel
2004 mi pare siano stati stabiliti alcuni record (ed anche sull'attuale prezzo dei cinema ci sarebbe da parlare....)
Tefnut25 Marzo 2005, 10:21 #7
non possono tassere merce europea.. sarebbe un pelino fuorilegge
Athlon 64 3000+25 Marzo 2005, 10:23 #8
Spero che facciano il culo alla S.I.A.E. perchè se lo meritano dato che io la considero una società sotto forma di furto legalizzato.
DjLode25 Marzo 2005, 10:25 #9
Originariamente inviato da Tefnut
non possono tassere merce europea.. sarebbe un pelino fuorilegge


Sicuro? Non è una provocazione, te lo sto solo chiedendo visto che di materie legali non so un cacchio
Cioè non potrebbero mettere una tassa SIAE su tutti i prodotti che entrano in Italia?
ezio25 Marzo 2005, 10:25 #10
Originariamente inviato da Tefnut
non possono tassere merce europea.. sarebbe un pelino fuorilegge

ci sono già molte cose un po' "fuorilegge" in Italia

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