ASMI e SIAE, in revisione l'Equo Compenso

ASMI e SIAE, in revisione l'Equo Compenso

La controversa tassa del cosiddetto Equo Compenso potrebbe diminuire, anche se non è da escludere che le nuove disposizioni non portino anche alcune amare sorprese

di Alessandro Bordin pubblicata il , alle 09:32 nel canale Storage
 

Novità in vista per quanto riguarda la famigerata e contestatissima materia dell'equo compenso, introdotta dal decreto legislativo N.68 del 29 aprile 2003 e causa di una crisi di mercato decisamente grave, come abbiamo avuto modo di esporre in un precedente approfondimento.

Riassumiamo brevemente il problema, per chi non avesse avuto modo di seguire la vicenda. Attualmente ogni CD o DVD venduto attraverso i canali ufficiali è gravato di un compenso fisso per copia privata, che produttori e importatori devono versare alla SIAE. Tale balzello porta in alcuni casi al raddoppio del prezzo dei supporti all'utente finale, soprattutto ora che CD e DVD sono caratterizzati da un prezzo di produzione davvero esiguo.

Cosa c'entra la SIAE? La cosiddetta tassa sull'Equo Compenso va a riempire le casse della Società Italiana Autori ed Editori in maniera forfettaria, in quanto si ipotizza che parte dei supporti di memorizzazione ospiteranno materiale illegale, sui quali non è stato versato il compenso per i diritti d'autore. Se si acquistano supporti DVD o un disco rigido, per fare un esempio, per ospitare i propri dati come fotografie digitali, si pagherà comunque tale tassa. Questo perché secondo i legislatori qualcuno da qualche parte sta usando altri supporti per copiare o diffondere materiale illegale. Soluzione? Tassa per tutti, stop.

Sebbene il problema della pirateria sia molto diffuso e necessiti di una soluzione, non sembra essere questa la strada migliore. Data l’entità del compenso, dal 2003 ad oggi, il mercato ufficiale di supporti ottici è crollato e sono esplose le vendite dall’estero via internet e lo sviluppo del mercato nero con perdite, per IVA evasa, che secondo nostre stime supererà nel 2005 gli introiti SIAE legati al compenso per copia privata. Arriviamo dunque alla novità segnalata dall'ASMI.

Sembra che sia in programma una riduzione reale della tassazione, così come approvata dalla Commissione Bilancio, tendente a ristabilire una condizione di mercato tale da rendere non più conveniente l’importazione illegale di prodotti. La genesi di tale modifica appare travagliata, in quanto sembrava all'inizio andare in direzione opposta, ovvero verso un'inasprimento delle tariffe. Alla fine hanno prevalso il dialogo e il buonsenso, che hanno portato la trattativa alla situazione appena descritta: la modifica proposta porterebbe il compenso per copia privata al 10% del prezzo di vendita al distributore.

Lecito aspettarsi dunque un calo dei prezzi di tutti i supporti di memorizzazione, ottima notizia per l'utente finale.

Ovviamente, c'è chi dice no. La SIAE ha duramente criticato il nuovo corso (che deve ancora essere trasformato in legge, sia ben chiaro), osservando come tale provvedimento porterebbe l'Italia fuori dall'Europa. Pronta la replica dell'Asmi: la Direttiva Europea n. 29/2001 non contiene alcuna previsione o obbligo relativo all'entità del compenso per copia privata. L'eventuale modifica dello stesso, pertanto, non potrebbe mai dare luogo ad alcuna "esclusione" dell'Italia dall'Europa.

Se è vero che in Europa esistono leggi simili che regolano l'Equo Compenso, è anche vero che attualmente è l'Italia quella che detiene il valore di tassazione in assoluto più elevato. La riduzione proposta non farebbe altro che portare tale tassa, che rimane a nostro avviso ingiusta, a livello degli altri Stati membri.

Non sono tutte rose e fiori, in ogni caso. L'emendamento difende comunque in modo dubbio gli aventi diritto: con la modifica proposta infatti si introduce l'assoggettamento ad Equo Compenso di prodotti quali memory flash e USB drive, prima esenti e settori attualmente in crescita esponenziale. Tale gettito, ancora più illegittimo sempre a nostro parere, verrebbe incontro alla SIAE per compensare le "perdite" derivanti dalla diminuzione della tassazione sui supporti precedentemente iper-tassati. ASMI ritiene in ogni caso che l'emendamento vada nella direzione giusta di risolvere in maniera equa e condivisa i gravi problemi creati dalla precedente normativa.

Siamo certi in ogni caso che l'ASMI ha fatto tutto il possibile per evitare il peggio, ovvero l'aumento del balzello preesistente e l'aggiunta della tassa anche ad altre tipologie di supporto. Una conseguenza positiva si rifletterà nell'ipotetico abbassamento dei prezzi dei supporti di memorizzazione come CD e DVD, sempre che la legge diventi operativa.

Ovviamente è nostra convinzione che se tale intervento limiterà il fenomeno dell'acquisto all'estero di CD e DVD, molti utenti continueranno a rivolgersi all'estero per le nuove tipologie di prodotti tassati. Non ultimo il malessere generale creato nell'utenza potrebbe portare ad un effetto "ribellione", aumentando di fatto la pirateria quasi come ritorsione contro una tassazione per nulla condivisa e contro la quale nulla si può fare. Non a caso la pirateria in Italia negli ultimi due anni è aumentata.

Fonte: ASMI

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114 Commenti
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Kralizek09 Novembre 2005, 09:39 #1
Ma la corte costituzionale non ha avuto da dire nulla su questa tassa?
axias4109 Novembre 2005, 09:39 #2
E la pirateria continuera' ancora ad aumentare. E' come il cane che si morde la coda: loro aumentato le tasse sui supporti per compensare le perdite dal pirataggio, e quest'ultimo di conseguenza aumenta.
Quando capiranno che sono altre le strade da percorrere?
Cemb09 Novembre 2005, 09:41 #3
In effetti è triste come principio.. presunzione di colpevolezza. A questo punto tanto vale essere colpevoli davvero..

Caspita, si potrebbe pagare un forfait annuo alla SIAE ed essere "coperti" per tutto il materiale pirata che si vuole! non cambierebbe poi molto..
Daniele Nobile09 Novembre 2005, 09:43 #4
<Non ultimo il malessere generale creato nell'utenza potrebbe portare ad un effetto "ribellione">

Infatti! Hanno dichiarato una guerra indiscriminata contro tutto e tutti... bene guerra sia!
lelino3009 Novembre 2005, 09:53 #5
semplicemente INDECENTE!!!

avendo molti amici che hanno intrapeso la "carriera" musicale conosco bene le malefatte della SIAE!!!!!!

sempre gli ultimi in europa comunque...e ora che il mercato della memorizzazione si sta spostando da cd/dvd a pen drive (vedi presentazioen di modelli da 8gb!) noi che facciamo???tassiamo quest'ultimi???ma vaffan....
neonato09 Novembre 2005, 09:53 #6
qundo in europa si togliera la tassa sul diritto d'autore alla siae nn gli frega un c...zo se siamo fuori dall'europa xke la tassa porta loro soldi......

penso che in materia giuridica ci sia qualche incongruenza specialmente dopo quello che e successo con sony....

questo trovo ingiusto
Nemios09 Novembre 2005, 09:54 #7
E' una continua istigazione alla disobbedienza con queste leggi... a forza di ingoiare rospi anche i più ligi alle leggi si stuferanno!
Rubberick09 Novembre 2005, 09:55 #8
NAPOLI - PIAZZA GARIBALDI, una 20ina di negozi vendono DVD E CD vergini a tonnellate di ogni genere di marca e tipo, prodotti di qualita' bassa e non... prezzi? contenutissimi forse nn si applica nemmeno l'iva e ho i miei dubbi che possa essere merce rubata..

tutte queste schifezze nascono perche' in italia c'e' la SIAE e politici mangiasoldi.
gianni187909 Novembre 2005, 10:04 #9
ancora non hanno capito che la politica della tassazione non porta a nulla!!

perchè invece di arginare il problema con stupide disposizioni antipirateria, e l'innalzamento delle tasse, non risolvono il problema dalla radice.
Non vogliono capire, o fanno finta di non capire, che basterebbe ridurre il prezzo dei vari supporti originali, come si fa a prendere un film uscito da poco in dvd quando questo costa una cifra allucinante? cosa dire anche dei cd-audio di nuova produzione che costano oltre 20 euro!! ma stiamo scherzando.

io aspetto sempre i ribassi e non compro mai a prezzo pieno, se un cd costasse 10 euro mi volete dire chi se lo va a prendere uno pirata? io no sicuramente, preferisco l'originale, ma non a quei prezzi assurdi.
Stesso discorso per un gioco, se un gioco costasse 10 euro o poco superiore, ma chi cavolo li va a cercare quelli piratati, senza contare che venderebbero molto!
Invece di costringerci a prendere un gioco ogni tanto, e tirargli pure le cuoia

Ma loro fanno finta di non sentire
neonato09 Novembre 2005, 10:05 #10
con le tasse sulle memorie flash e Co, vedranno un aumento di persone che comprerranno all'estero e nn pagheranno neanche l'iva. bel risultato perdono soldi su due fronti. Se dovessero usare la mem flash x pirateria sara una bella presa x il culo

sempre peggio

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