Allo studio Solid State Drive con memoria a cambiamento di fase

Allo studio Solid State Drive con memoria a cambiamento di fase

Realizzato un prototipo di Solid State Drive con memoria a cambiamento di fase, in grado di garantire benefici non trascurabili rispetto alla tecnologia NAND Flash. I dettagli nella news.

di pubblicata il , alle 08:40 nel canale Storage
 

La tecnologia è sempre in piena evoluzione e c'è sempre chi pensa al "dopo". Sebbene i Solid State Drive stiano vivendo un periodo di grande successo, con grandi margini di miglioramento in termini di vendite proporzionali al calo dei prezzi, c'è chi sta sperimentando i Solid State Drive del futuro, o almeno una delle tecnologie più promettenti. É il caso di un gruppo di lavoro della University of California di San Diego, che ha messo a punto un  prototipo di SSD con memoria a cambiamento di fase.

Onyx, questo il nome del prototipo (da non confondere con OCZ Onyx, un prodotto commerciale con tecnologia NAND Flash), è realizzato con chip a cambiamento di fase prodotti da Micron, dotati di una struttura cristallina. Il materiale, qualcosa di simile al vetro, è in grado di cambiare stato in seguito a un leggero riscaldamento. In una fase gli atomi del supporto sono ordinatamente disposti in un reticolo cristallino, mentre nell'altro stato appaiono disorganizzati, creando però di fatto due situazioni chiare e definite da far corrispondere a 0 e 1 del mondo digitale.

Partiamo dai contro: nei Solid State Drive è possibile scrivere blocchi interi contemporaneamente, a patto che vi siano a disposizione celle "vuote". La tecnologia che prevede l'utilizzo di memoria a cambiamento di fase permette, ad oggi, la scrittura di un solo bit per volta. In alcuni scenari questa "limitazione" ha fatto segnare vantaggi prestazionali (+70/120%) rispetto a un non meglio identificato disco NAND Flash da 80GB destinato al mondo server, come nel caso di scritture da pochi kilobyte.

Le prestazioni del disco Onyx, prototipo di soli 8GB, calano drammaticamente se ad essere chiamate in causa sono scritture di grandi moli di dati. A vantaggio della tecnologia però vi sarebbe una vita media molto più elevata dei chip, nonché un potenziale prestazionale molto incoraggiante.

Ricordiamo che siamo di fronte a un prototipo e che anche la tecnologia NAND Flash, agli esordi, era gravata da problemi quasi insormontabili, solo un ricordo se si guarda oggi gli SSD commerciali realizzati con controller raffinatissimi e chip ottimizzati, figli della ricerca durata anni. Quella degli SSD con memoria a cambiamento di fase, come affermato da Techreport, è una delle tecnologie al vaglio per applicazioni commerciali che vedremo, forse, fra qualche anno.

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2 Commenti
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avvelenato16 Giugno 2011, 09:06 #1
la vedo dura far concorrenza ai mlc, l'impaccamento raggiungibile è sensibilmente inferiore, e non esiste un modo di memorizzare più di un bit sulla stessa cella.
LeaderGL216 Giugno 2011, 09:08 #2
Allo studio!?
Attualmente sono in fase avanzata sistemi SSD ibridi, NAND + PCM (Phase Change Memory), dove le PCM costituiscono una sorta di cache per velocizzare l'accesso al disco (fat, file più usati, file più recenti).

Un SSD con sole PCM costerebbe uno sproposito dato il costo di questo tipo di tecnologia.

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