Addio ai nastri magnetici? Cerabyte promette 100 petabyte per rack entro il 2030
Cerabyte ha svelato una roadmap ambiziosa per la sua tecnologia di archiviazione Ceramic Nano Memory. Entro il 2030 prevede sistemi cloud con 100 PB per rack e prestazioni superiori a quelle dei nastri magnetici tradizionali.
di Manolo De Agostini pubblicata il 06 Luglio 2025, alle 09:01 nel canale StorageCerabyte
Cerabyte, startup fondata nel 2022 con uffici a Monaco, Vienna e negli Stati Uniti, ha presentato una nuova roadmap per la sua tecnologia di archiviazione a lungo termine denominata Ceramic Nano Memory, ovvero supporti di archiviazione in ceramica.
L'obiettivo è chiaro: entro il 2030 l'azienda prevede di offrire sistemi cloud in grado di contenere fino a 100 petabyte per singolo rack, con una velocità di trasferimento superiore a 2 GB/s e tempi di accesso ridotti a meno di 10 secondi.

Si tratta di un salto prestazionale rispetto all'attuale sistema pilota, che offre 1 PB per rack, 100 MB/s di throughput e un tempo di accesso di circa 90 secondi. La fase iniziale di test proseguirà fino al 2026, mentre un aggiornamento intermedio previsto tra il 2027 e il 2028 porterà la densità nella gamma delle decine di petabyte, con tempi di accesso dimezzati e velocità più che raddoppiate.
Il sistema si basa su sottili lastre di vetro da 9x9 cm rivestite con un film ceramico spesso 10 nanometri. I dati vengono incisi nella ceramica utilizzando laser a femtosecondi, creando micro-fori che formano una struttura assimilabile a un codice QR, successivamente letta da una fotocamera ad alta risoluzione.
Le lastre vengono inserite in cartucce simili a quelli dei nastri magnetici e gestite da bracci robotici, il che spiega i tempi di accesso relativamente lunghi rispetto a SSD e HDD. L'utilizzo ideale di questa tecnologia è quindi l'archiviazione "cold", ossia dati consultati raramente ma da conservare nel lungo periodo.
Cerabyte punta su un approccio produttivo compatibile con i processi industriali esistenti nel settore dei display, al fine di contenere i costi. Inoltre, il sistema offre vantaggi significativi rispetto ai tradizionali nastri magnetici: raddoppio della larghezza di banda, durata superiore ai 100 anni contro i 7-15 anni dei nastri e costi dimezzati per terabyte.
La roadmap include anche una prospettiva tecnologica a lungo termine: entro il 2045, Cerabyte prevede di adottare tecniche di scrittura a fascio di ioni di elio, capaci di ridurre la dimensione del bit da 300 a 3 nanometri, potenzialmente spingendo la densità di archiviazione nel campo degli exabyte per rack.
Sul fronte finanziario, l'azienda ha già raccolto circa 10 milioni di dollari in finanziamenti seed e oltre 4 milioni in grant, con il supporto di attori di rilievo come Western Digital, Pure Storage, In-Q-Tel, oltre alla Commissione Europea e al programma EIC Accelerator. Secondo le previsioni di Cerabyte, il costo totale di gestione potrebbe scendere dagli attuali 7.000-8.000 dollari per PB/mese a soli 6-8 dollari per PB/mese entro la fine del decennio.










HONOR Magic 8 Pro: ecco il primo TOP del 2026! La recensione
Insta360 Link 2 Pro e 2C Pro: le webcam 4K che ti seguono, anche con gimbal integrata
La nave elettrica più grande mai progettata è finalmente realtà: iniziati i test in acqua
Spusu lancia il Wi-Fi Calling: come funziona il VoWiFi e quanto costa
Questo robot impara a muovere le labbra semplicemente guardandoti
iPhone 17 annienta la concorrenza in Cina: da solo vende il doppio di tutti i competitor locali
La nuova Xiaomi SU7 batte un record: 4.264 km percorsi in 24 ore (comprese le ricariche)
È possibile copiare i qubit: dei ricercatori scoprono come fare il backup dei dati quantistici
BYD alza ulteriormente l'asticella: batterie garantite per almeno 250.000 km
Il nuovo razzo spaziale riutilizzabile cinese Lunga Marcia 12B è quasi pronto al debutto
L'ex leader di Assassin's Creed porta Ubisoft in tribunale e chiede un risarcimento: non si sono lasciati bene
Il razzo spaziale NASA SLS e la capsula Orion per la missione Artemis II sono al pad di lancio per gli ultimi test
Samsung Galaxy S26 Ultra: quattro colorazioni in arrivo, la versione arancione non ci sarà
AWS investe 1,2 miliardi in Italia. Coinvolte 35 imprese per rafforzare l'ecosistema di data center lombardo
La navicella cinese Shenzhou-20 con il finestrino danneggiato da un detrito è rientrata correttamente
I piani Business ed Education di Google Workspace ottengono Flow: video generati da AI da testo e immagini








4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSi è un sistema di archiviazione WORM.
Parlo da totale ignurante in materia, ma già oggi mi pare di capire che esistono sistemi Write once read many non basati su nastri magnetici, anzi il formato di riferimento dovrebbero essere i dischi ottici, dvd\bluray... ma anche m-disc
https://en.wikipedia.org/wiki/Write_once_read_many
The Wacky World Of WORM Storage Media
https://objectfirst.com/it/guides/i...d-many-storage/
Che poi mi pare di capire che si può fare un sistema WORM un po' con tutto, pennette usb microsd, hard drive... ma anche lastre di pietra, tanto che ci sono quelli hardware based, ma anche software based.
The Wacky World Of WORM Storage Media
tornando alla news qui si parla esplicitamente di cartucce simili a quelle usati per i nastri magnetici, ma che all'interno contengono lastre di vetro incise, di fatto quindi concettualmente più simili ai dischi ottici.
altrove trovo anche questo video:
Microsoft Project Silica | Preservare i dati per migliaia di anni nel vetro
Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".