360TB di dati grazie allo storage pentadimensionale

360TB di dati grazie allo storage pentadimensionale

Un gruppo di ricercatori dell'Università di Southampton ha realizzato un particolare sistema per codificare l'informazione in cinque dimensioni, che permette di ottenere supporti con capienze fino a 360TB e durata pressoché eterna

di pubblicata il , alle 16:41 nel canale Storage
 

La maggior parte dei supporti per lo stoccaggio e la conservazione dei dati ha un problema di durata a lungo termine: il tempo, con varie modalità, li usura irrimediabilmente rendendo impossibile il recupero delle informazioni in essi contenute. La capacità di preservare la conoscenza dell'umanità è pertanto stata esercitata fino ad ora con il passaggio dell'informazione tra generazioni successive di supporti di memorizzazione.

Una possibile rivoluzione in questo campo giunge dai ricercatori dell' Optical Research Center dell' Università di Southampton che sono riusciti a realizzare un nuovo supporto e un nuovo formato capace di codificare l'informazione in piccole nanostrutture vetrose. Un supporto di questo genere è in grado di conservare 360 terabyte di dati per un periodo di circa 13,8 miliardi di anni. L'età del nostro pianeta, a confronto, è di "appena" 4,5 miliardi di anni.

La particolarità di questo metodo è la registrazione dell'informazione in cinque dimensioni, ed è già dimostrato teoricamente in una pubblicazione del 2013. I ricercatori hanno da allora affinato le tecniche per arrivare fino allo stato attuale che potrebbe essere ulteriormente migliorato per giungere forse anche all'approdo commerciale.

Per comprendere il modo in cui questi supporti possono conservare una mole così elevata in informazione è opportuno considerare il principio di funzionamento di un normale supporto ottico come un CD. Le informazioni sono lette da un CD grazie ad un laser che viene indirizzato verso la superficie del supporto, la quale è caratterizzata da un susseguirsi di microscopici dossi. Quando la luce colpisce uno di questi dossi viene riflessa e raccolta da un fotorecettore, rappresentando l'elemento 1 dell'informazione binaria. In caso contrario, quando non vi è alcuna riflessione, verrà registrato uno 0.

Il supporto pentadimensionale conserva l'informazione non sulla sua superficie ma al suo interno usando piccole strutture che vengono descritte come "nanograting", ovvero una sorta di nanoscopico reticolo. Questi reticoli vanno a modificare il modo in cui la luce viene riflessa secondo cinque parametri: oltre alle tre naturali dimensioni dello spazioni, vi sono poi l'intensità della luce riflessa e il suo orientamento, dipendenti proprio dall'orientamento nello spazio del nanograting e dalla faccia che espone alla radiazione luminosa. Tutto ciò consente ad un disco di conservare informazione ad una densità molto superiore a quella dei normali dischi ottici. Un supporto Blu-Ray può oggi archiviare fino a 128GB di informazione, mentre un disco pentadimensionale può registrarne 3 mila volte tanto.

La durata nel corso del tempo è assicurata dal fatto che il supporto è realizzato in materiale vetroso che oltre ad essere chimicamente stabile è in grado di supportare temperature fino ad oltre 1000°C. Attualmente sono necessarie operazioni con laser molto dispendiosi per poter registrare l'informazione sul supporto, e questo non permetterà al disco pentadimensionale di poter uscire dai laboratori di ricerca molto presto, ma le operazioni di lettura possono essere condotte con strumentazione relativamente semplice che prevede l'impiego di un microscopio e un polarizzatore.

Per dimostrare nel concreto le potenzialità del nuovo supporto di archiviazione i ricercatori hanno creato copie della Bibbia di re Giacomo, della Dichiarazione universale dei diritti umani e del trattato Ottica di Isaac Newton.

Resta aggiornato sulle ultime offerte

Ricevi comodamente via email le segnalazioni della redazione di Hardware Upgrade sui prodotti tecnologici in offerta più interessanti per te

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

13 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
LMCH17 Febbraio 2016, 17:09 #1
Uhm.
Codificano in termini di polarizzazione & dimensione punto per punto su un volume 3D.
Se riescono a mettere a punto dei dispositivi per scrittura e lettura questo potrebbe
sostituire tutti gli attuali sistemi di archiviazione persistente
(a quanto ho capito il quarzo fuso utilizzato come supporto è scrivibile una sola volta).

Mica male, "monetine non riscrivibili" di quel tipo risolverebbero un sacco di problemi riguardo l'archiviazione sicura ed a lungo termine di dati di ogni tipo.
demon7717 Febbraio 2016, 17:24 #2
Questa cosa è una figata all'ennesima potenza.
Almeno.. se la scrittura è una cosa fattibile senza apparecchiature che può permettersi solo la nasa e se ovviamente la lettura è altrettanto accessibile e soprattutto rapida.

Il problema della longevità dei supporti per la conservazione delle informazioni è una cosa tutt'altro che secondaria..
Sapere di poter archiviare in modo DEFINITIVO ed ETERNO ben 360 tera per volta su economicissimi dischetti di vetro è una cosa semplicemente fantastica.
adapter17 Febbraio 2016, 17:28 #3
In una parola:

Sticazzi...
Vash8817 Febbraio 2016, 17:29 #4
uno dei problemi di questa tecnica è che mi sembra quasi impossibile una produzione per stampaggio, l'unica sostenibile a livello commerciale per un prodotto non riscrivibile. L'unica applicazione consumer è per la creazione di film 8K 10 bit secondo me, che sarà a portata di streaming solo fra qualche anno. In ambiti specialistici invece può essere estremamente utile. In ambito aerospaziale la resistenza data da un supporto di questo tipo sarebbe eccellente.
Il supporto inoltre è quarzo, tutt'altro che economico come il vetro.
solidsnake8717 Febbraio 2016, 17:54 #5
ma scrivendo in pentadimensionale il tempo si annulla?
s-y17 Febbraio 2016, 19:03 #6
a prescindere dagli eventuali sbocchi commerciali o meno, a me pare che il nocciolo sia di carattere diciamo 'filosofico'.
se il sistema diventasse utilizzabile, sarebbe un passo notevole dal punto di vista della conservazione 'statica' dei dati, e quindi della conoscenza umana, come gia' evidenziato. e' una problematica tutt'altro che risolta, e pesera' sempre piu' (anche troppo, temo, pur senza essere insensibile al fascino della cosa)
marchigiano17 Febbraio 2016, 20:33 #7
https://www.youtube.com/watch?v=qwGavUG7sos



comunque sia già ci sono dvd che possono mantenere dati per millenni

http://www.mdisc.com/

l'ho scoperto quando ho comprato il nuovo masterizzatore... vedevo che poteva scrivere mdisc, mi sono chiesto " che cavolo è?" e ho trovato questo dvd che è fenomenale per salvare dati importanti
Dumah Brazorf17 Febbraio 2016, 21:23 #8
I cristalli di Superman!
demon7717 Febbraio 2016, 21:30 #9
Originariamente inviato da: marchigiano
https://www.youtube.com/watch?v=qwGavUG7sos



comunque sia già ci sono dvd che possono mantenere dati per millenni

http://www.mdisc.com/

l'ho scoperto quando ho comprato il nuovo masterizzatore... vedevo che poteva scrivere mdisc, mi sono chiesto " che cavolo è?" e ho trovato questo dvd che è fenomenale per salvare dati importanti


figo!
Ma il vero problema sarà avere un lettore DVD per leggerlo tra 20 o più anni!
calabar18 Febbraio 2016, 00:27 #10
Ehehe la supercazzola! Leggendo il titolo sembrava che fossero riusciti a svolgere un paio di dimensioni spaziali extra!

Comunque il funzionamento non mi è ancora molto chiaro, sarebbe stato utile qualche illustrazione. Certo che se riescono a metterlo a punto in tempi ragionevoli il sistema potrebbe essere davvero interessante.

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^