Test Microsoft in Giappone: settimana lavorativa accorciata a 4 giorni, redditività +40%
Un test condotto da Microsoft nel mese di agosto in Giappone, seguendo l'esempio di altre realtà, ha portato a risultati brillanti: con la settimana lavorativa di soli 4 giorni la produttività è salita del 40%. Ecco alcuni dettagli per capire meglio i diversi fattori chiave del successo.
di Alessandro Bordin pubblicata il 05 Novembre 2019, alle 08:21 nel canale SoftwareMicrosoft
Da anni, soprattutto nel Nord Europa, si sperimenta quella che viene definita la "settimana corta", ovvero lavorare quattro giorni, dal lunedì al giovedì. I risultati? Un successo per l'azienda e per i dipendenti, con un aumento generalizzato della produttività. Quasi un controsenso logico, ma che trova conferme laddove si sperimenta questa formula.
In agosto un test del tutto simile lo ha condotto Microsoft (fonte: CNBC): 2300 dipendenti, per tutto il mese, hanno potuto sperimentare la settimana corta, con lo scopo di raccogliere i risultati dopo un periodo non certo lungo, ma non limitato ad una sola settimana. L'azienda, per questo mese, ha inoltre pagato il venerdì come se fosse stato lavorativo. Ebbene, in quel periodo Microsoft ha registrato una redditività aumentata del 39,9%, misurata come vendite generate per singolo dipendente, sfruttando contemporaneamente il telelavoro, la videoconferenza e meeting con la durata massima di 30 minuti.
A scendere sono stati i costi: 32,1% di elettricità dissipata in meno ed anche un -58,7% nella forma di fogli stampati in quel periodo. Un successo su tutta la linea quindi, apprezzato dal 92% dei dipendenti che sono rientrati in questo particolare test. Studi del Nord Europa hanno messo in mostra come la produttività giornaliera media è limitata a poche ore, motivo per cui sono state diverse le aziende a "giocare d'azzardo", ovvero rischiare per un certo periodo con un tempo minore passato in azienda (o in telelavoro) e stare a vedere cosa succedeva.
Un'azienda deve fatturare, partiamo da questo presupposto. Tralasciando quindi quelle che realmente mettono al primo posto il benessere dei dipendenti anche accettando un calo di fatturato, un ragionamento più cinico indica che il vantaggio è anche per l'azienda stessa. Non solo costi in meno, appunto, ma anche una redditività per dipendente di gran lunga superiore alla media, dove gioca un ruolo fondamentale la leva psicologica del fare meglio, di più e più e in fretta, mossi dalla gratificazione del venerdì a casa.
Microsoft ripeterà l'esperimento anche quest'inverno. C'è da dire che il successo è grandioso anche perché tenutosi in Giappone, abituati ad avere poche ferie e con orari settimanali molto più elevati che nel resto dei paesi industrializzati. Meglio ricordarsi sempre che in Giappone esiste una parola specifica per la morte da super-lavoro, karoshi. La notizia finirebbe qui ma a noi viene un dubbio: l'iniziativa, come abbiamo detto, è piaciuta al 92% dei dipendenti. Cosa non andava bene al restante 8%?










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18 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info-- gioca un ruolo fondamentale la leva psicologica del fare meglio, di più e più e in fretta, mossi dalla gratificazione del venerdì a casa.
É la prima cosa che ho pensato anche io: spinti dal desiderio di far funzionare questa soluzione senza dubbio piacevole, i dipendenti avranno spinto al massimo per convincere l'azienda che questa soluzione poteva funzionare. É quello che farei anche io. Ma una volta solidificatosi questa abitudine, mi domando se piano piano lo sprint iniziale non lascerebbe spazio ai ritmi precedenti, portando ad una produttivitá inferiore rispetto ad ora.
Spero di no, ovviamente: il venerdí a casa piacerebbe anche a me
oibene
bisognerebbe vedere i risultati a lungo termine. da parte mia da quando sono a part time a 30 ore sto decisamente meglio, ed anche sul luogo i lavoro mi accorgo di lavorare molto meglioE comunque al di là di quello non capisco perché in Giappone tendono a fare così tanti straordinari.
Certo: se tra le mansioni c'é assistenza/supporto o sportello c'é poco da fare, a meno che non si possano fare i "turni"...
Mi pare che in alcuni paesi come la Svezia, questo sia già in atto da tempo.
Di sicuro se lavorassi 1-2 giorni da casa a settimana sarebbe già un gran risultato
E considerando che non possiamo tutti lavorare dietro ad una scrivania, perche altrimenti il mondo si fermerebbe, come fai a pagare ugualmente uno che lavora meno ore nell'arco della settimana, rispetto ad uno che per forza delle cose è obbligato a farsele tutte le ore?
Però certo, lavorare di meno e meglio sarebbe meglio per tutti.
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