Operazione Gatekeeper: sequestrati oltre 50 milioni di dollari in GPU NVIDIA dirette verso Paesi sotto restrizione

Operazione Gatekeeper: sequestrati oltre 50 milioni di dollari in GPU NVIDIA dirette verso Paesi sotto restrizione

L'operazione "Gatekeeper" del Dipartimento di Giustizia USA ha smantellato una rete internazionale che esportava illegalmente GPU NVIDIA H100 e H200 verso Cina, Hong Kong e altri Paesi soggetti a restrizioni. Sequestrati oltre 50 milioni di dollari in tecnologia avanzata; tre imprenditori sono ora sotto accusa per violazioni delle leggi sull'export.

di pubblicata il , alle 14:51 nel canale Schede Video
 

Le autorità federali statunitensi hanno annunciato un'estesa operazione investigativa che ha portato alla confisca di oltre 50 milioni di dollari in GPU NVIDIA H100 e H200, destinate a Paesi soggetti a restrizioni sull'export di tecnologie avanzate. Ironia della sorte, la notizia è arrivata a stretto giro dal via libera di Trump alle spedizioni di GPU H200 di NVIDIA verso la Cina.

L'iniziativa, denominata Operation Gatekeeper, ha permesso di smantellare una rete di traffico internazionale che, secondo il Dipartimento di Giustizia, rappresentava una minaccia significativa alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Fino a queste ore Washington aveva mantenuto limiti stringenti sull'esportazione verso la Cina di hardware capace di alimentare sistemi AI avanzati, come le citate soluzioni H100 e H200, così potenti da avere possibili applicazioni "dual-use", con impatti diretti sia in ambito civile sia militare.

Al centro dell'indagine c'è Alan Hao Hsu, residente in Texas, insieme alla sua azienda Hao Global LLC. Secondo i documenti resi pubblici, tra il 2024 e il 2025 Hsu avrebbe esportato o tentato di esportare GPU per un valore di circa 160 milioni di dollari, falsificando documenti di spedizione e mascherando i destinatari reali. L'azienda avrebbe inoltre ricevuto trasferimenti per oltre 50 milioni di dollari provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese per finanziare le operazioni. Hsu ha già ammesso le proprie responsabilità e attende la sentenza, con una possibile pena fino a 10 anni.

Parallelamente, le autorità hanno arrestato altri due imprenditori legati allo schema illecito: Benlin Yuan, dirigente di una società IT con sede negli Stati Uniti ma controllata da un gruppo di Pechino, e Fanyue "Tom" Gong, proprietario di un'azienda tecnologica a New York. Entrambi sono accusati di aver orchestrato, insieme a partner a Hong Kong e in Cina, un sistema di approvvigionamento basato su acquirenti di facciata e spedizioni multiple attraverso magazzini statunitensi.

Una parte del traffico prevedeva la rimozione delle etichette NVIDIA dalle GPU per sostituirle con marchi fittizi, come "SANDKYAN", così da ingannare i controlli doganali e far apparire i prodotti come componenti generici. Anche la documentazione doganale veniva modificata per occultare la destinazione finale verso aree soggette a restrizioni.

Gli investigatori del BIS, dell'ICE Homeland Security Investigations e dell'FBI hanno ricostruito la filiera, evidenziando un coordinamento tra più soggetti con ruoli distinti: dai fornitori fittizi agli ispettori incaricati di nascondere il reale percorso delle merci. Secondo il Dipartimento di Giustizia, lo scopo era aggirare l'Export Control Reform Act del 2018, che disciplina la vendita all'estero di tecnologie critiche come gli acceleratori AI.

Yuan e Gong restano in custodia in attesa dei prossimi sviluppi giudiziari, mentre Hsu è stato rilasciato su cauzione fino alla sentenza. Come di prassi, tutte le accuse restano da accertare in tribunale. Questo caso si aggiunge a un'altra operazione illecita di traffico di GPU fermata nelle scorse settimane.

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