NVIDIA affina (di nuovo) Vera Rubin in vista del confronto con AMD Instinct MI455X

NVIDIA affina (di nuovo) Vera Rubin in vista del confronto con AMD Instinct MI455X

NVIDIA avrebbe rivisto in modo sostanziale la piattaforma Vera Rubin per AI datacenter, aumentando la banda della memoria HBM4 e il TDP della GPU. Le modifiche puntano a migliorare le prestazioni sostenute rispetto all'avversaria AMD Instinct MI455X

di pubblicata il , alle 08:11 nel canale Schede Video
NVIDIAVeraRubin
 

NVIDIA avrebbe rivisto in modo significativo, e non per la prima volta, le specifiche della piattaforma Vera Rubin, ovvero la sua prossima generazione di soluzioni per l'AI datacenter. Dopo l'annuncio dell'avvio della full production, nuove indiscrezioni indicano una revisione sostanziale delle specifiche chiave del sistema, con l'obiettivo di consolidare il vantaggio competitivo nei confronti della futura piattaforma AMD Instinct MI455X.

Secondo SemiAnalysis e informazioni provenienti dal settore, la configurazione Rubin NVL72 avrebbe ora raggiunto una banda di memoria di 22,2 TB/s, un salto rilevante rispetto ai circa 13 TB/s comunicati inizialmente alla GTC 2025. L'incremento sarebbe il risultato di un incremento della banda della memoria HBM4, con NVIDIA che avrebbe richiesto ai fornitori di spingere le velocità fino a 11 Gbps.

A differenza di AMD, che avrebbe puntato su stack HBM4 12-Hi per arrivare a circa 19,6 TB/s, NVIDIA continuerebbe infatti a impiegare utilizzare un'interfaccia a 8 stack, compensando con frequenze operative più elevate.

Parallelamente, emergono dettagli anche sul fronte energetico. Il TDP della GPU Rubin sarebbe stato fissato a 2,3 kW, in aumento rispetto agli 1,8 kW inizialmente indicati, ma inferiore ai 2,5 kW ipotizzati in precedenza da alcuni osservatori. L'incremento di circa 500 watt rispetto ai piani originali consentirebbe margini più ampi per mantenere clock sostenuti e ridurre il throttling sotto carichi continui, migliorando al contempo l'operatività simultanea di unità di calcolo, memoria e interconnessioni come NVLink.

A livello di sistema, una maggiore disponibilità di potenza si traduce in prestazioni più elevate per nodo e per rack, un aspetto particolarmente apprezzato dagli hyperscaler, che tendono a ottimizzare l'efficienza complessiva del cluster più che il singolo acceleratore. Il rovescio della medaglia resta la necessità di infrastrutture capaci di sostenere consumi energetici sensibilmente più elevati.

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