'Meglio che dipendano da noi': perché gli USA vendono di nuovo chip AI alla Cina

'Meglio che dipendano da noi': perché gli USA vendono di nuovo chip AI alla Cina

La Casa Bianca ha autorizzato Nvidia e AMD a riprendere la vendita in Cina di chip AI, dopo mesi di restrizioni. Secondo l'amministrazione Trump, la mossa serve a limitare Huawei e mantenere il dominio tecnologico statunitense, pur senza esportare le soluzioni più avanzate.

di pubblicata il , alle 09:21 nel canale Schede Video
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La decisione dell'amministrazione Trump di consentire a NVIDIA e AMD di riprendere le vendite in Cina determinati chip AI, come H20 e MI308, è l'ennesimo dietrofront del Tycoon o l'epilogo di una fine strategia? Ovviamente, secondo i suoi scudieri, tutto è avvenuto secondo un copione prestabilito. Non sappiamo se si tratti di verità o meno, quel che sappiamo è che le parole che leggerete hanno molto senso.

"Non venderemo alla Cina i chip più recenti e più belli, ma possiamo privare Huawei di una quota di mercato gigantesca in Cina, che potrà poi utilizzare per crescere e competere a livello globale", ha dichiarato il consigliere per l'intelligenza artificiale David Sacks in un'intervista a Bloomberg Television. "La politica è ricca di sfumature e ha molto senso".

La mossa, infatti, è interpretata come un tentativo di contenere l'espansione del colosso tecnologico cinese, lasciando però spazio alla presenza commerciale statunitense. A parlare del pericolo Huawei a più riprese è stato il CEO di NVIDIA, Jensen Huang, che proprio nei giorni scorsi era volato alla Casa Bianca per parlare con il presidente.

Sacks ha respinto le critiche di chi vede nella vendita di H20 alla Cina un rischio per la sicurezza, definendolo "un chip deprecato". Una posizione non così dissimile da quella di Huang di NVIDIA. Inoltre, ha avvertito che altri Paesi stanno scegliendo tra la tecnologia statunitense e quella cinese. "Se non permettete a questi Paesi di acquistare tecnologia americana, li spingerete nelle braccia della Cina", ha affermato.

Sacks ha aggiunto che il cambiamento di politica si inserisce in quello che ha descritto come una spinta più ampia per stabilire uno "stack americano di intelligenza artificiale", che comprenda i chip, i software e i modelli di intelligenza artificiale che girano su di essi.

"È un gioco a somma zero", ha detto. "Vogliamo che tutto sia prodotto e alimentato dagli americani. Se ostacoliamo le nostre aziende, diamo un vantaggio alla Cina".

L'inversione di rotta segue mesi di diplomazia tra Washington e Pechino. Nell'ambito di una tregua commerciale annunciata il mese scorso, gli Stati Uniti hanno alleggerito alcune restrizioni sulle esportazioni, tra cui il software per la progettazione di chip, in cambio di una maggiore cooperazione cinese sulle vendite di minerali di terre rare, un elemento chiave per molti prodotti high-tech.

Nei giorni scorsi il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha riconosciuto che le restrizioni sui chip H20 di NVIDIA facevano parte dei colloqui tra Stati Uniti e Cina a Londra, nonostante in precedenza avesse affermato che non esisteva un filo che legasse semiconduttori e terre rare.

"Si potrebbe dire che si trattava di un'arma di negoziazione che abbiamo usato a Ginevra e a Londra", ha dichiarato Bessent in un'intervista a Bloomberg Television. "Era tutto parte di un mosaico. Loro avevano cose che noi volevamo, noi avevamo cose che loro volevano". 

Il segretario al Commercio Howard Lutnick ha ulteriormente chiarito la posizione dell'amministrazione durante un intervento su CNBC. "Non vendiamo loro il meglio, né il secondo o il terzo miglior chip," ha detto. "Credo che il quarto miglior chip sia il punto in cui ci sentiamo a posto".

Lutnick ha spiegato che l'obiettivo della strategia è duplice: da un lato, impedire che la Cina ottenga chip che potrebbero rafforzarne l'industria AI; dall'altro, mantenerla dipendente dall'ecosistema tecnologico statunitense. "Vuoi vendere abbastanza ai cinesi da far sì che i loro sviluppatori diventino dipendenti dallo stack tecnologico americano", ha affermato. "E questa è la logica. Donald Trump lo ha capito".

6 Commenti
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coschizza16 Luglio 2025, 09:23 #1
incredibile che lo abbiano capito solo ora era ovvio dall'inizio
NeroCupo16 Luglio 2025, 10:14 #2
Troppo tardi, non serve più

Oramai i nazisti a stelle e strisce hanno già combinato il danno: la Cina non smetterà di sovvenzionare la produzione interna di chip, e il sorpasso ci sarà comunque
Ci vorranno anni, ma ci sarà.
Ago7216 Luglio 2025, 10:25 #3
A me pare "una c....a pazzesca" la Cina usa tecnologia straniera solo come ponte fino a quando non ha la sua. Avere accesso a tecnologia USA non la fermerà nel crearne una sua, forse rallenterà, ma non si fermerà.
tommy78116 Luglio 2025, 10:55 #4
Ma ci sono o ci fanno? La Cina ora farà incetta di chip che comunq
tommy78116 Luglio 2025, 10:58 #5
Ma ci sono o ci fanno? La Cina ora farà incetta di chip che comunque sono potenti e nel frattempo continuerà la sua crescita interna. Nessuno si fida più degli Stati Uniti sotto nessun punto di vista, figuriamoci la Cina che sta investendo e con bei risultati in ricerca e sviluppo e di sicuro non vuole dipendere dagli americani. Vedremo cosa succederà quando invaderanno Taiwan, perchè è questione quando e non di se. Poi vedremo come si bilancerà la tecnologia venendo meno il maggior produttore di chip mondiale da cui anche l'America dipende per i chip più avanzati.
_GV_16 Luglio 2025, 12:21 #6
mah oramai i cinesi sono rimasti scottati e non fermeranno di certo i loro sforzi per rendersi indipendenti come chip (AI e non solo). Dal punto di vista USA la frittata ormai è fatta tanto vale monetizzare finché si può...

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