La Cina senza NVIDIA: Moore Threads e Cambricon affilano le armi e vogliono fare concorrenza a Huawei

La Cina senza NVIDIA: Moore Threads e Cambricon affilano le armi e vogliono fare concorrenza a Huawei

Cambricon punta a triplicare la produzione di acceleratori AI nel 2026 per colmare lo spazio lasciato da NVIDIA e competere con Huawei, nonostante i limiti tecnologici di SMIC. Intanto Moore Threads ha debuttato alla Borsa di Shanghai con un +400%, rafforzando la strategia cinese di autonomia nei chip per intelligenza artificiale.

di pubblicata il , alle 08:31 nel canale Schede Video
Cambricon TechnologiesMoore Threads
 

La Cina sembra ormai intenzionata a fare a meno delle GPU occidentali e, per questo motivo, sta spingendo forte non solo su Huawei, ma anche su un manipolo di campioni nazionali più piccoli che vogliono diventare grandi, fino a entrare in competizione con la più grande e nota società di telecomunicazioni.

Tra queste troviamo Cambricon Technologies, di cui vi abbiamo parlato di recente. La società, stando a quanto riportato da Bloomberg, si prepara a un'espansione significativa nel settore dei chip AI, con l'obiettivo dichiarato di più che triplicare la produzione nel 2026 e di competere in maniera più diretta con Huawei in un mercato nazionale sempre più chiuso ai prodotti NVIDIA.

Secondo fonti interne, l'azienda di Pechino punta a consegnare circa mezzo milione di acceleratori nel 2026, inclusi fino a 300.000 unità delle serie Siyuan 590 e 690, basate sul processo N+2 a 7 nm di SMIC.

Cambricon, che ha registrato un incremento dei ricavi di 14 volte nel terzo trimestre rispetto allo scorso anno e un aumento di valore di mercato di oltre nove volte dal 2021, ha tra i suoi maggiori clienti ByteDance, che oggi rappresenta più della metà degli ordini totali, mentre punta a rafforzare i rapporti con colossi come Alibaba.

La capacità produttiva resta però il punto critico. Secondo indiscrezioni, i rendimenti sul processo N+2 non superano il 20% per i chip più avanzati. A questo si aggiunge la difficoltà nel reperire memorie HBM, ancora in larga parte dipendenti da fornitori coreani come SK Hynix e Samsung. Insomma, mentre gli obiettivi sono più che ambiziosi, bisognerà vedere se la realtà combacerà con tali aspettative.

Parallelamente alla crescita di Cambricon, il mercato cinese delle GPU registra un nuovo segnale di vitalità con l'esordio in Borsa di Moore Threads, spesso descritta come una delle alternative domestiche più credibili a NVIDIA. Il titolo ha chiuso la seduta inaugurale alla Borsa di Shanghai con un incremento superiore al 400% rispetto al prezzo IPO, passando da 114,28 yuan a 584,98 yuan.

La quotazione, guidata da CITIC Securities, ha permesso all'azienda di raccogliere circa 1,1 miliardi di dollari che saranno destinati allo sviluppo di GPU di nuova generazione per training e inferenza AI, oltre che all'aumento del capitale circolante.

Un risultato significativo considerando che l'azienda, non ancora profittevole, è stata inserita nella lista delle società sotto sanzioni statunitensi nel 2023, con limitazioni sull'accesso ai processi produttivi più avanzati.

Oltre a Huawei, Moore Threads e Cambricon, il settore delle GPU conta realtà come Enflame Technology e Biren Technology, supportate da un incremento dei via libera regolatori alle IPO nel settore semiconduttori. Una tendenza che conferma la volontà del governo cinese di costruire una filiera completa e indipendente per l'hardware dedicato all'intelligenza artificiale e non solo.

4 Commenti
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supertigrotto05 Dicembre 2025, 11:18 #1
Se trovano la chiave di volta per la messa a punto dei mini acceleratori di particelle per produrre la sorgente per i chip,superando i limiti dei macchinari litografici che hanno in uso,mi sa che cominceranno a dare molte più preoccupazioni agli americani.
supertigrotto05 Dicembre 2025, 13:37 #2
Una cosa ho notato dei cinesi,a loro piace tanto il gioco d'azzardo e sono ultra competitivi,ce lo hanno proprio nel sangue,ho avuto modo di avere diversi contatti con loro e certe volte sono al limite della patologia.
Pur di non sentirsi inferiori,il cinese medio è disposto a impegnarsi il doppio e il triplo,sono parecchio nazionalisti,difatti per vendere prodotti in Cina molte aziende hanno aperto in Cina,il cinese medio vuole comprare made in Cina.
Lo sanno bene le industrie automobilistiche,del cioccolato del tessile e altro.....
Sandro kensan05 Dicembre 2025, 17:42 #3
Sono almeno treo quattro anni che la stampa americana (perché tutta questa tipologia di articoli è scritta da giornalisti USA e poi ricopiata dai nostri media) scrive:

Secondo indiscrezioni, i rendimenti sul processo N+2 non superano il 20% per i chip più avanzati.

Poi vai a vedere e ti accorgi che Huawei produce tutti i suoi chip con questa tecnologia e pure le altre aziende tech bannate dagli USA, guardi i numeri e ti accorgi che da 4 anni a questa parte sono in costante salita e ti chiedi come un processo si SMIC con una resa del 20% possa stare in piedi con numeri che sono in costante salita e ti assale un dubbio atroce: che ti abbiano mentito?

Poi il kirin 9000 era un processo con una resa del 20% nel 2020, adesso improvvisamente ha una resa altissima? il Kirin 9010 che resa aveva e che resa ha?
R@nda05 Dicembre 2025, 20:01 #4
Con tutti i soldi e le tecnologie che girano in Cina chiuderanno presto il gap tecnologico in ogni settore (dove il gap è presente), non importa quanti mesi o anni, lo faranno e mi sembra anche normale.

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