IPO record per MetaX, +700% in un giorno: la 'nuova NVIDIA cinese' fa tremare Wall Street
MetaX Integrated Circuits ha debuttato a Shanghai con un rialzo vicino al 700%, un boom che le ha permesso di raccogliere circa 600 milioni di dollari. L'IPO riflette la spinta di Pechino verso l'autosufficienza nei chip AI, ma solleva anche diversi interrogativi.
di Manolo De Agostini pubblicata il 18 Dicembre 2025, alle 10:21 nel canale Schede VideoMetaX
Il debutto in Borsa di MetaX Integrated Circuits ha attirato un'attenzione straordinaria sui mercati cinesi. Le azioni della giovane azienda specializzata in GPU per l'intelligenza artificiale hanno registrato un rialzo vicino al 700% nella prima giornata di contrattazioni sulla piazza di Shanghai, diventando una delle IPO più rilevanti dell'anno per il settore tecnologico locale.
Il titolo, collocato a 104,66 yuan per azione, ha aperto intorno ai 700 yuan per poi spingersi fino a un massimo intraday di 895 yuan, chiudendo a quota 829 yuan. Un balzo che riflette l'elevato interesse degli investitori per i produttori cinesi di chip AI, alimentato dalla strategia di Pechino volta a ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti.
Fondata da ex dirigenti e ingegneri AMD, MetaX ha raccolto circa 4,2 miliardi di yuan (circa 600 milioni di dollari) in un'offerta che ha visto una domanda retail superiore di oltre 4.000 volte rispetto alle azioni disponibili. La valutazione implicita ha portato la capitalizzazione della società oltre i 300 miliardi di yuan, rendendo l'IPO la sesta più grande dell'anno in Cina secondo KPMG.

Nel mercato delle GPU domestiche, MetaX compete con Moore Threads, Hygon Information Technology e Biren. Nel cosiddetto settore dei chip ASIC, compete con Cambricon, HiSilicon di Huawei Technologies, Kunlunxin di Baidu e T-Head di Alibaba Group.
Il mercato cinese è ancora molto vasto e tutte queste aziende in rampa di lancio vengono definite spesso come "la NVIDIA cinese", più un auspicio che un fatto concreto. Infatti, dal punto di vista industriale, MetaX dichiara di controllare circa l'1% del mercato cinese dei chip AI e prevede un raddoppio dei ricavi nel corso dell'anno, con il raggiungimento del pareggio operativo già nel prossimo esercizio. Tuttavia, nel prospetto informativo la società evidenzia anche rischi rilevanti, tra cui le vulnerabilità della catena di approvvigionamento e un divario tecnologico ancora significativo rispetto a NVIDIA e AMD.
Gli analisti sottolineano come la valutazione dell'IPO - circa 50 volte le vendite 2024 - risulti superiore ai multipli di riferimento dei principali player occidentali, alimentando dubbi su una possibile sopravvalutazione di breve periodo. Nel frattempo, il contesto resta dinamico: NVIDIA starebbe valutando un aumento della capacità produttiva dei chip H200 per soddisfare la domanda cinese, dopo l'approvazione statunitense all'export. Un fatto che potrebbe rallentare la scalata delle società locali, ma che mette anche più pepe nella competizione tra Cina e Stati Uniti.










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4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoE fatalità,il governo cinese ha il dente avvelenato,non vuole chip americani.
Penso che la curiosità rimarrà, perchè e la volta che faranno il loro mercato interno e sarà tutto loro, con schede che ogni anno saranno sempre più performanti, visto che la loro curva tecnologica è un Iperbole confrontata alla nostra, si son stati più lenti ma ci faranno il culo con gli interessi.
Mentre in Europa la curva e a 90°..... ma abbiamo il Tappo!!! SI IL TAPPO!!!!
Mentre in Europa la curva e a 90°..... ma abbiamo il Tappo!!! SI IL TAPPO!!!!
Non penso. Un mercato interno, per quanto grande non è grande quanto quello mondiale. Se non aprono le loro soluzioni all'esterno saranno sempre in svantaggio.
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