Intel Arc, nessun limitatore contro il mining di criptovalute per le nuove GPU

Intel Arc, nessun limitatore contro il mining di criptovalute per le nuove GPU

Nel corso di un'intervista, un dirigente di Intel ha spiegato che l'azienda sta lavorando su schede video in grado di rispondere alle necessità di giocatori e creator, senza curarsi di un eventuale impiego nel mining di criptovalute. Insomma, non è previsto un limitatore come quello implementato da NVIDIA sulle GeForce RTX 3000 LHR.

di pubblicata il , alle 09:31 nel canale Schede Video
ArcXeIntel
 

L'ingresso di Intel nel mercato delle GPU dedicate con le soluzioni Arc "Alchemist" si concretizzerà nel 2022, verosimilmente prima nel segmento mobile (primo trimestre) e poi quello desktop (secondo trimestre).

C'è indubbiamente molta attesa tra gli appassionati di GPU, destinate al gaming o a compiti professionali, verso l'arrivo sulla scena di una terza forza potenzialmente in grado di cambiare uno status quo ormai uguale a sé stesso da troppo tempo, un duopolio in cui NVIDIA ha un peso preponderante con AMD costantemente all'inseguimento.

Intel ha iniziato a parlare dell'architettura delle prime GPU Arc, nome in codice Alchemist, illustrando alcune informazioni sullo Xe-Core e sulla tecnologia XeSS, ma per tutto il resto è rimasta silente, lasciando ai mormorii della rete e a informazioni rubate il compito di mettere insieme i pezzi del puzzle. Nel frattempo, ogni tanto i vertici della divisione grafica condividono qualche piccola nuova informazione sui loro piani, come hanno fatto Raja Koduri e Roger Chandler in un'intervista con Gadgets 360

Roger Chandler, VP and GM of Client Graphics Products and Solutions, ha toccato un tema "caldo" degli ultimi mesi, ovvero la possibilità che Intel segua NVIDIA inserendo nelle proprie GPU un limitatore alle prestazioni nel mining di criptovalute. "È difficile rispondere a questa domanda, ma quello che dirò è che stiamo progettando Intel Arc e la famiglia di prodotti Alchemist anzitutto per i giocatori e i creator", ha spiegato Chandler.

"Tutte le ottimizzazioni, le funzionalità, tutto ciò che stiamo facendo, serve ad assicurarci di poter risolvere i loro problemi e fornire valore a giocatori e creator. Per quanto riguarda i blocchi software e cose del genere, non stiamo progettando questo prodotto o creando funzionalità che si rivolgono specificamente ai miner. Per quanto riguarda le azioni che intraprendiamo per evitarle o bloccarle, è un prodotto che sarà sul mercato e le persone potranno acquistarlo. Non è una priorità per noi".

Il senso della risposta è abbastanza chiaro: Intel non sta né lavorando per favorire il mining né tantomeno per bloccarlo. Non è previsto alcun limitatore e quindi bisognerà attendere il debutto delle schede video per vedere se diventeranno appetibili in quell'ambito (e nel caso vedere se Intel cambierà idea).

Oltre alle prestazioni e una parte driver di spessore, il debutto delle GPU dedicate Intel dovrà essere accompagnato da una buona disponibilità. Le prime GPU Arc saranno prodotte da TSMC con processo a 6 nanometri e, come ormai chiarito da più parti, lo shortage allenterà la morsa solo nella seconda parte del 2022, di conseguenza Intel potrebbe trovarsi a vivere le stesse difficoltà nel coprire la domanda di NVIDIA e AMD (fermo restando un rapporto tra disponibilità e domanda inizialmente inferiore per ovvie ragioni).

A tal proposito, il boss delle architetture di Intel Raja Koduri non fa promesse: la situazione è quella che è, per tutti. "Non dirò che ho una disponibilità sufficiente in un mercato in cui c'è un'alta domanda. Penso che tutti i miei concorrenti diranno la stessa cosa in questo momento", ha spiegato. Insomma, non fatevi illusioni: se NVIDIA e AMD usciranno dal pantano odierno, vorrà dire che la situazione sarà migliorata e che TSMC potrà produrre un buon numero di chip anche per Intel.

Quanto ai prodotti, l'intervista tocca un altro argomento interessante, ovvero l'esistenza di progetti custom. In proposito Intel ha già fatto capire che sì, ci saranno, e infatti Chandler ribadisce che l'azienda sta fornendo agli OEM i progetti di riferimento "che sono necessari per rimuovere le frizioni, affinché accelerino e si differenzino rispetto ai nostri prodotti. Che questo sia paragonabile o meno a ciò che è oggi sul mercato, non entro nei dettagli". Parlando di "nostri prodotti" il dirigente sembra lasciare la porta aperta a una commercializzazione diretta da parte di Intel di soluzioni reference, un po' come fa NVIDIA con le Founders Edition.

5 Commenti
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Gringo [ITF]12 Ottobre 2021, 09:42 #1
Per quanto riguarda i blocchi software e cose del genere, non stiamo progettando questo prodotto o creando funzionalità che si rivolgono specificamente ai miner.* Per quanto riguarda le azioni che intraprendiamo per evitarle o bloccarle, è un prodotto che sarà sul mercato e le persone potranno acquistarlo.*


* Cosa che invece sia nVidia che AMD hanno ponderato fin dall'inizio, tanto che AMD per venire incontro alle richieste dei miner ha pure "Allargato" l'accesso alla RAM da parte della GPU... 3% di guadagno in gaming ma quasi il 25% in Mining di alcune valute particolari.
Nel punto DUE si capisce che probabilmente ritardano al Secondo Quadrimestre perchè hanno fatto scorte e probabilmente si spera...satureranno completamente la disponibilità, visto che chi ha fatto le mining farm ora non reinvestirebbe nuovamente....le ha già le schede.
supertigrotto12 Ottobre 2021, 09:43 #2
Mi pareva logico,se ne vogliono vendere devono fare così,devono recuperare i costi di sviluppo e altro....
redevildark12 Ottobre 2021, 11:52 #3
Mi sembra abbastanza sensato, del resto è un prodotto nuovo che deve ricavarsi il suo spazio, non avrebbe senso (e per me non lo ha neanche lato nvidia e ADM) limitare le applicazioni mining, e lo dico da gamer.

Queste aziende qui vendono hardware, vendere a un miner o ad un gamer o a qualcuno che vuole usarla come fermacarte non fa differenza, se possono fare un prodotto unico che va bene per entrambe le cose mi sembra solo una vittoria per loro. Il problema della disponibilità tanto ci sarebbe comunque se mancano di fondo i chip, è un qualcosa che impatta tutti i settori, non è certo una colpa di nessuno degli utenti finali se la domanda è elevata.
Notturnia12 Ottobre 2021, 17:15 #4
il mercato lo fa chi compra..
Saturn12 Ottobre 2021, 18:30 #5
A posto...non se ne troverà neanche mezza a prezzi umani...

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