Gli USA costruiscono chip AI… ma non possono finirli: il paradosso di NVIDIA Blackwell
Il primo wafer della serie Blackwell realizzato negli Stati Uniti ha segnato un traguardo importante per NVIDIA e per la filiera "Made in USA". Tuttavia, la mancanza di servizi di packaging avanzato costringe NVIDIA a inviare i chip in Asia per il completamento, evidenziando una criticità per la filiera dei semiconduttori a stelle e strisce.
di Manolo De Agostini pubblicata il 20 Ottobre 2025, alle 16:31 nel canale Schede VideoBlackwellNVIDIA
Come abbiamo riportato, nelle scorse ore NVIDIA ha annunciato la produzione del primo wafer di GPU Blackwell sul suolo statunitense. Un traguardo, raggiunto presso gli impianti di TSMC Arizona, che rappresenta una tappa fondamentale nel piano statunitense volto a riportare la filiera dei semiconduttori in casa, rendendosi meno dipendenti dall'estero e da variabili poco controllabili.
È però tutto oro quel che luccica? No. Come osservato correttamente dall'analista Ming-Chi Kuo, produrre wafer di GPU in Arizona non significa aver riportato tutta la catena produttiva negli Stati Uniti. C'è, infatti, un passaggio non meno importante, ovvero il packaging avanzato, necessario per concludere il processo di fabbricazione.

Ed è lì che gli Stati Uniti, ancora, non sono pronti. O, almeno, non è pronta TSMC, perché Intel una certa capacità di packaging avanzato negli USA ce l'ha. Per questo motivo, il wafer che simbolicamente Jensen Huang stringe tra le mani nella foto ormai diventata iconica dovrà essere spedito a Taiwan per le fasi di packaging avanzato con tecnologia CoWoS (Chip-on-Wafer-on-Substrate) di TSMC, indispensabile per ottenere il chip AI finito e funzionante.
Per alcuni anni ancora gli Stati Uniti, e le sue aziende di punta, resteranno dipendenti da strutture offshore per la parte "back-end" della produzione - quella che integra i chip, li connette tra loro e ne consente il funzionamento come da progetto.
The press release didn’t make it clear that after the first Nvidia Blackwell wafer was produced in the U.S., it would still need to be shipped to Taiwan for CoWoS advanced packaging — only then would the production of the Blackwell chip be considered complete. Two years from now,… pic.twitter.com/15O2ZTvhbu
— 郭明錤 (Ming-Chi Kuo) (@mingchikuo) October 19, 2025
Per eliminare questa carenza, TSMC ha annunciato nei mesi scorsi piani per espandere le attività di packaging avanzato negli Stati Uniti, anche in collaborazione con Amkor Technology, specializzata in test e assemblaggio di semiconduttori. Tuttavia, la costruzione di tali infrastrutture richiederà anni prima della piena operatività, con un orizzonte tra il 2027 e il 2028, almeno.
Secondo Kuo, se gli Stati Uniti riuscissero ad avviare la produzione di chip Blackwell completamente in loco, packaging incluso, entro due anni, si tratterebbe già di un traguardo in anticipo rispetto alle aspettative. Nel frattempo, la filiera americana rimane un sistema ibrido: capace di produrre wafer di punta localmente, ma ancora legata all'Asia per il completamento dei chip più evoluti, come le GPU per l'intelligenza artificiale.










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3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNei prossimi anni porteranno da TSMC anche il resto per ultimarli.
Se prima non lo avevano mai fatto ed ora si, iniziano seriamente a considerare la possibilità di un invasione, perchè la Cina è cresciuta militarmente ed inizia a fare la voce grossa. Per me entro 10 anni si arriva ad uno scontro diretto fra i 2 blocchi, si stanno preparando tutti.
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