GeForce RTX 6000: niente SUPER e attesa lunga per nuove GPU targate NVIDIA?
Secondo quanto riportato da un noto leaker, le schede video gaming di NVIDIA di nuova generazione non arriveranno prima della fine del 2027. Le GPU sarebbero basate sull'architettura Rubin e mostrerebbero vantaggi significativi nelle funzionalità basate sull'IA
di Vittorio Rienzo pubblicata il 08 Gennaio 2026, alle 19:00 nel canale Schede VideoNVIDIAGeForceRTXRubingaming hardware
Secondo nuove indiscrezioni provenienti da fonti considerate affidabili nel settore hardware, NVIDIA GeForce RTX 60 adotterebbe l'architettura Rubin e una nuova famiglia di GPU identificata come GR20x. Il lancio sarebbe pianificato per la seconda metà del 2027, in linea con le finestre temporali storicamente seguite dall'azienda.
Le informazioni arrivano dal leaker kopite7kimi, nome a dir poco noto quando si tratta degli affari di NVIDIA, e indicano che l'azienda continuerà il percorso di convergenza tra architetture gaming e datacenter. La società di Jensen Huang, infatti, non è nota per separare le architetture, ma in passato è già successo con Volta, quindi nulla è così scontato.
2027H2
— kopite7kimi (@kopite7kimi) January 7, 2026
Con Rubin, quindi, lo schema adottato con Blackwell si ripeterebbe: il chip datacenter GR100 utilizza due die GR102, mentre la linea gaming dovrebbe basarsi su varianti dedicate come GR202, GR203, GR205, GR206 e GR207.
Dal punto di vista tecnico, Rubin nasce come architettura successiva a Blackwell nel settore datacenter ed è alla base del supercomputer Vera Rubin NVL72. I dati noti parlano di un incremento fino a 5 volte nelle prestazioni AI rispetto a Blackwell, con una densità di transistor aumentata di 1,6 volte. Il guadagno massimo riguarda il calcolo NVFP4.
Questo significa che per quanto sia lecito aspettarsi un salto generazionale a tutto tondo nell'ambito dei videogiochi, in realtà i miglioramenti più significativi potrebbero emergere proprio con le funzioni basate sull'intelligenza artificiale.
In questo contesto assumono rilievo il DLSS di prossima generazione e il neural rendering, ambiti su cui NVIDIA intende investire in modo deciso. Durante il CES 2026, Jensen Huang ha ribadito che il futuro della grafica videoludica dipende meno dalla rasterizzazione pura e sempre più da tecniche neurali. Rubin sembra pensata proprio per questo scenario.
Un altro elemento chiave riguarda il processo produttivo. Le GPU Rubin utilizzano un nodo produttivo TSMC a 3nm, una novità rispetto a Blackwell e Ada Lovelace, rimaste sullo stesso processo. Questo cambiamento dovrebbe garantire miglioramenti prestazionali diretti, anche al netto delle ottimizzazioni architetturali.

Nel frattempo, la situazione della serie RTX 50 SUPER resta incerta. Il refresh sembra rinviato a tempo indeterminato a causa delle carenze di DRAM, aggravate dalla domanda del settore AI. NVIDIA valuta anche il ritorno sul mercato di modelli di generazioni precedenti per contenere gli effetti della scarsità di memoria.
È chiaro che NVIDIA dovrà valutare con estrema attenzione la propria strategia, anche se considerata la crisi in corso, le GPU di prossima generazione potrebbero portare i prezzi di listino a livelli ben più alti rispetto all'attuale.
Per dettagli concreti su specifiche, configurazioni e modelli, l'attesa appare ancora lunga. Come sempre, ricordiamo che si tratta di mere indiscrezioni che, se anche fossero assolutamente affidabili, non impedirebbero a NVIDIA di modificare la tabella di marcia in corso d'opera per adeguarsi alle esigenze del mercato.










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20 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoDal punto di vista da giocatore la reputo, la serie 5xxx, la peggiore nella storia nVidia. Veramente una merda incredibile.
Spero si muovano con le 6xxx perché devono farsi perdonare.
giustificato da dlss e IA
Dal punto di vista da giocatore la reputo, la serie 5xxx, la peggiore nella storia nVidia. Veramente una merda incredibile.
Spero si muovano con le 6xxx perché devono farsi perdonare.
Non hai considerato che anche i giochi aumenteranno di prezzo, e non di poco: si parla di un +25% circa.
L'obiettivo finale è palese: i consumatori medi saranno spinti verso gli abbonamenti e il gioco in remoto. Niente più possesso fisico, rischio di chiusura account arbitraria e controllo assoluto dei prezzi da parte delle aziende. Ci ritroveremo a dover scegliere quali decine di abbonamenti pagare solo per avere accesso ai contenuti.
I più abbienti continueranno ad acquistare hardware e software, seppur a prezzi sempre più proibitivi, finché non saranno costretti anche loro a cedere al modello 'as-a-service'. Con l'avanzamento dell'IA, la ricchezza si concentrerà nelle mani di pochissimi, mentre la massa perderà potere d'acquisto.
Sembra uno scenario post-apocalittico? No, è ciò che sta accadendo, anche se molti non vogliono vederlo.
Il tutto mentre le tensioni internazionali aumentano e si avvertono gli scricchiolii di un possibile conflitto globale.
Forse un giorno ci salveranno i cinesi,se riescono a completare il sincrotrone e a scalare i nanometri , probabilmente i prossimi componenti PC che avremmo nel case saranno cinesi.....
Pensa te quanto gli frega a giacchetta del mercato gaming...
Forse è la volta buona che gli sviluppatori provino a sfruttare un po meglio l'hardware esistente anziché lasciare all'innovazione (e al portafoglio deli utonti) la fase di ottimizzazione.
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