GeForce RTX 5000: il sensore hotspot c'è, ma NVIDIA non vuole che lo visualizziate

GeForce RTX 5000: il sensore hotspot c'è, ma NVIDIA non vuole che lo visualizziate

Un laboratorio di riparazione brasiliano ha dimostrato che il sensore Hotspot delle GPU NVIDIA GeForce RTX 50 è ancora presente, ma più semplicemente NVIDIA ha scelto di consentire agli utenti di visualizzarlo e consultarne i dati

di pubblicata il , alle 11:19 nel canale Schede Video
NVIDIAGeForceRTXgaming hardware
 

Le GPU NVIDIA GeForce RTX 50 continuano a far discutere sul fronte del monitoraggio delle temperature. Dopo il debutto della famiglia Blackwell, numerosi utenti avevano notato l'assenza della lettura della temperatura Hotspot nei più diffusi software di diagnostica, tra cui HWiNFO, GPU-Z, MSI Afterburner e HWMonitor. Molti avevano ipotizzato che il sensore fosse stato eliminato dall'hardware, ma nuove verifiche raccontano una realtà diversa.

A portare nuove prove è stato il laboratorio brasiliano di riparazione guidato da Paulo Gomes, che ha analizzato una GeForce RTX 5070 Ti affetta da problemi di surriscaldamento e prestazioni inferiori alle attese. Attraverso l'utilizzo di MODS (Modular Diagnostics Software), uno strumento interno impiegato da NVIDIA per la validazione delle schede video e durante le procedure di assistenza, il team è riuscito ad accedere a dati normalmente invisibili agli utenti.

Il test ha evidenziato un comportamento molto diverso rispetto a quanto mostrato dai software tradizionali. Mentre la temperatura media della GPU oscillava tra 67 e 68 °C, la temperatura Hotspot raggiungeva rapidamente 107 °C durante il carico, ovvero il limite massimo previsto da NVIDIA per le GeForce RTX 50. Una volta raggiunta questa soglia, la scheda riduceva automaticamente le frequenze operative per proteggere il chip, con una conseguente perdita di prestazioni.

Secondo quanto emerso dalle verifiche, MODS non è disponibile pubblicamente e richiede un ambiente Linux avviato direttamente in modalità console, poiché Windows interferisce con l'accesso alle API hardware necessarie per la diagnostica. Lo strumento viene affiancato da MATS, dedicato invece ai test della memoria video. Alcuni centri di riparazione riescono ad accedere a questi strumenti, circostanza che ha permesso di verificare la presenza del sensore hotspot anche sulle GPU Blackwell destinate al gaming.

L'ispezione della scheda ha poi individuato la causa del comportamento anomalo. Il problema non riguardava il chip grafico, bensì il contatto termico tra dissipatore e GPU. Il TIM (Thermal Interface Material) risultava distribuito in modo non uniforme: la pasta termica si era accumulata lungo il perimetro del die, mentre la parte centrale appariva quasi priva di materiale. Dopo la sostituzione della pasta termica, la temperatura Hotspot è scesa a circa 100 °C, eliminando il thermal throttling e ripristinando le prestazioni previste.

Secondo il laboratorio brasiliano, casi simili sono comparsi su diverse GeForce RTX 50 ricevute in assistenza. In molti di questi casi gli utenti segnalavano ventole particolarmente rumorose e prestazioni inferiori alle aspettative, nonostante le temperature medie della GPU risultassero apparentemente nella norma. L'assenza della lettura della temperatura Hotspot rende infatti molto più difficile individuare problemi di contatto del dissipatore o un'applicazione non corretta del materiale termico.

La scoperta conferma che NVIDIA non ha eliminato il sensore dall'hardware delle GeForce RTX 50, ma ne ha semplicemente escluso l'accesso agli utenti che non possono visualizzare i dati tramite software di monitoraggio. Al contrario, le GPU professionali e per data center dell'azienda dispongono di suite diagnostiche molto più complete, capaci di monitorare numerosi parametri operativi, inclusi gli hotspot e le condizioni del sistema di raffreddamento.

Il caso ha chiaramente aperto la discussione sulla scelta di NVIDIA e, soprattutto, sull'utilità per gli utenti di poter visualizzare la temperatura hotspot della propria scheda video. In assenza di questo dato, è molto più complesso individuare il problema, soprattutto se le temperature del chip rientrano nella media. Questo "costringe" molti utenti ad accusare i driver o altri fattori che portano inevitabilmente la scheda a lavorare nell'intorno delle temperature limite e inevitabilmente ne anticipano l'usura.

5 Commenti
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ninja75013 Luglio 2026, 11:56 #1
questo è il tipico caso che sarebbe stato meglio poterlo visualizzare per fare troubleshoot
supertigrotto13 Luglio 2026, 13:34 #2
Una delle superiorità sbandierate da Nvidia era quella che le sedie 5000 sono più fresche della serie 9000 di AMD.
Vuoi vedere che non era esattamente così?
UtenteHD13 Luglio 2026, 15:20 #3
Io gioco sempre in UNDERclock, ho creato vari setup da avviare bat sia per win che Linux anche se gioco solo Linux), visrto che controllo durante il setup ed il funzionamento, mi piacerebbe avere più dati e non meno dati.. strana sta cosa che te li tolgono
Max Power13 Luglio 2026, 17:02 #4
Occhio non vede...
Saturn13 Luglio 2026, 17:06 #5
Originariamente inviato da: Max Power
Occhio non vede...


...culo non duole ?

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