Costruire una VGA in casa senza un chip di elaborazione grafica: il folle progetto basato su RISC-V

Costruire una VGA in casa senza un chip di elaborazione grafica: il folle progetto basato su RISC-V

Lo youtuber bitluni sta sviluppando una GPU composta da migliaia di microcontroller RISC-V a basso costo, ciascuno dotato del proprio LED RGB. Il progetto punta a dimostrare le potenzialità dell'elaborazione distribuita

di pubblicata il , alle 17:59 nel canale Schede Video
RISC-V
 

Realizzare una GPU senza utilizzare un tradizionale processore grafico può sembrare un'idea fuori dagli schemi, ma è proprio ciò che si è imposto di fare Matthias Balwierz, conosciuto nella community come Bitluni. Il progetto sperimentale sostituisce il classico chip grafico con migliaia di microcontroller RISC-V economici, ognuno incaricato di elaborare un singolo pixel e di visualizzarlo attraverso un LED RGB.

L'idea consiste nell'unire hardware grafico e display in un'unica struttura. Ogni chip funziona contemporaneamente come unità di calcolo e come punto luminoso dello schermo. Per contenere costi e complessità, Balwierz ha scelto semplici LED RGB anziché soluzioni indirizzabili più sofisticate, che avrebbero aumentato sensibilmente il budget necessario.

L'obiettivo finale prevede la realizzazione di un display con risoluzione 320 x 200 pixel, configurazione che richiede 64.000 microcontroller. Un pannello Full HD, invece, avrebbe bisogno di oltre 2 milioni di chip, un traguardo decisamente fuori scala per questa dimostrazione tecnologica. Il prototipo attuale utilizza 8.192 microcontroller, distribuiti su circuiti stampati specificamente progettati.

Ogni scheda gestisce un blocco di 16 x 32 pixel e i vari PCB sono disposti in una configurazione circolare che richiama il celebre supercomputer Cray-1. Il risultato è una superficie composta da migliaia di LED che lampeggiano, ciascuno controllato dal proprio processore dedicato.

I protagonisti del progetto sono i QingKe CH570, microcontroller con architettura RISC-V a 32 bit capaci di operare fino a 100 MHz. Nonostante il costo di circa 0,13 dollari per unità, ogni chip integra un controller USB, un ricetrasmettitore a 2,4 GHz e il supporto al Bluetooth 5.0 LE. Anche con un prezzo così contenuto, la configurazione completa da 64.000 unità richiederebbe un investimento superiore agli 8.000 dollari soltanto per l'acquisto dei microcontrollori.

Per coordinare un numero così elevato di processori, il progetto adotta una struttura gerarchica. Gruppi di 32 chip CH570 vengono gestiti da un controller CH32V, soluzione che distribuisce il controllo senza affidarsi a un unico processore centrale.

Tra le principali difficoltà emerge l'alimentazione dell'intero sistema. Sebbene ogni unità assorba circa 10 milliampere, il consumo complessivo cresce rapidamente con l'aumentare del numero di unità. Il prototipo raggiunge infatti una richiesta energetica di circa 2.161 watt, equivalenti a circa 655 ampere a 3,3 volt. Per sostenere questo carico Balwierz utilizza un alimentatore Corsair WS3000 ATX insieme a convertitori progettati su misura per trasformare la tensione da 12 volt a 3,3 volt.

Quasi ogni componente del sistema è stato sviluppato appositamente. L'autore ha progettato personalmente i circuiti stampati, il sistema di alimentazione e gli strumenti di collaudo. Si tratta inoltre della sua prima scheda elettronica a sei strati, una realizzazione che ha raggiunto i limiti di progettazione consentiti dal produttore dei PCB. In una fase iniziale era prevista anche l'adozione del raffreddamento a immersione, soluzione poi accantonata per ragioni economiche e ambientali.

Particolarmente interessante risulta anche il metodo scelto per programmare migliaia di dispositivi. Balwierz ha realizzato uno strumento a tre punte stampato in 3D, installato poi sul carrello mobile della medesima stampante. Uno script Python invia comandi G-code per posizionare automaticamente il programmatore sopra ciascun microcontroller, eliminando la necessità di intervenire manualmente su ogni singolo chip.

Il progetto si trova ancora nelle fasi iniziali e, ovviamente, non punta a competere con le GPU commerciali. L'obiettivo consiste nel verificare fino a dove possa spingersi un'architettura basata su migliaia di unità di calcolo a basso costo che operano in parallelo.

3 Commenti
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demon7708 Luglio 2026, 22:23 #1
mmmm... va beh.. sinceramente pare più una vaccata fine a se stessa piuttosto che "verificare fino a dove possa spingersi un'architettura basata su migliaia di unità di calcolo a basso costo che operano in parallelo"

Leggendo il titolo però mi è tornato alla mente il (fallimentare) tentativo di intel col progetto Larrabee che tentò di creare una GPU basandosi su centinaia di micro cores X86..
sulla carta era una idea interessante..

mi chiedo se adesso con le esigenze della IA possa avere senso ripensare qualcosa del genere..
ZeroSievert08 Luglio 2026, 22:42 #2
Originariamente inviato da: demon77
mmmm... va beh.. sinceramente pare più una vaccata fine a se stessa piuttosto che "verificare fino a dove possa spingersi un'architettura basata su migliaia di unità di calcolo a basso costo che operano in parallelo"

Leggendo il titolo però mi è tornato alla mente il (fallimentare) tentativo di intel col progetto Larrabee che tentò di creare una GPU basandosi su centinaia di micro cores X86..
sulla carta era una idea interessante..

mi chiedo se adesso con le esigenze della IA possa avere senso ripensare qualcosa del genere..


Beh si. Anche a me sembra che il tipo abbia voluto creare qualcosa di "esotico" ma assolutamente non pratico per fare un esercizio di stile. Anche perche', anche volendo fare una VGA fatta in casa, ci sono modi migliori e piu' economici che piazzare un microcontroller per pixel..

EDIT: ho visto il video. Cosi' a naso ha fatto tutto questo per fare uno spottone ad Altium
LMCH09 Luglio 2026, 08:07 #3
Originariamente inviato da: demon77
Leggendo il titolo però mi è tornato alla mente il (fallimentare) tentativo di intel col progetto Larrabee che tentò di creare una GPU basandosi su centinaia di micro cores X86..
sulla carta era una idea interessante..

mi chiedo se adesso con le esigenze della IA possa avere senso ripensare qualcosa del genere..


Larrabee aveva fallito a causa della scelta di voler per forza usare l''architettura x86-64 con estensione quella che poi é diventata AVX-512 per i manycore. Di per se non era sbagliata come idea, ma non era sufficientemente competitiva con le gpu già sul mercato, bisognava comunque riscrivere il software per avere buone prestazioni ecc ecc

Come GPU non aveva senso, ma per l'elaborazione parallela su supercomputer avrebbe avuto un futuro se Intel avesse continuato ad investirci sopra, ma preferì sostituire gli ultimi manycore per supercomputer con gli Xeon con estensione AVX-512 (in modo da non costringere i grossi clienti "di supercomputer" a buttare il codice riscritto per supportare AVX-512).

Questo progetto invece non ha niente a che fare ne con le GPU e ne con il calcolo parallelo ad alte prestazioni.
É solo un display modulare programmabile basato su led RGB.

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