Allarme dalla Casa Bianca: il divario sui chip tra USA e Cina non è così grande
Il consulente tecnologico della Casa Bianca, David Sacks, ha affermato che la Cina è distante all'incirca due anni dagli USA nel design dei chip. Gli sforzi americani per rallentarne i progressi potrebbero danneggiare la stessa industria dei semiconduttori a stelle e strisce.
di Manolo De Agostini pubblicata il 20 Giugno 2025, alle 07:11 nel canale Schede VideoAMDNVIDIAHuawei
Secondo David Sacks, consigliere dell'amministrazione Trump per AI e tecnologie emergenti, la Cina è ormai distante al massimo due anni dagli Stati Uniti nel design dei semiconduttori, e in alcuni ambiti dell'intelligenza artificiale il distacco si sarebbe ridotto a pochi mesi.
In un'intervista concessa a Bloomberg, Sacks ha descritto Huawei come un attore in rapida crescita nel settore delle GPU e ha anticipato la possibilità che l'azienda cinese inizi presto a esportare chip AI su scala globale. Questo scenario, ha sottolineato, potrebbe aumentare la concorrenza per le aziende statunitensi nel mercato internazionale dell'hardware AI, oggi dominato da nomi come Nvidia e AMD.
Per questo motivo, recentemente, si è mosso il Bureau of Industry and Security (BIS) del Dipartimento del Commercio, dichiarando che l'impiego dei processori Ascend di Huawei "ovunque nel mondo" costituisce una violazione delle regole di controllo all'export statunitensi.

Sacks ha inoltre criticato le precedenti regole sulle esportazioni imposte dall'amministrazione Biden, in particolare la "AI Diffusion rule", che limitava l'export di GPU americane. Tali restrizioni, sostiene, avrebbero potuto danneggiare l'industria tecnologica statunitense, spingendo partner e alleati verso soluzioni cinesi, specialmente se queste risultavano più accessibili e adeguate a determinati carichi di lavoro AI.
"Se fossimo eccessivamente restrittivi in termini di vendite dagli Stati Uniti al resto del mondo, arriverebbe il momento in cui ci prenderemmo a calci e ci diremmo: 'Quando avevamo questo mercato tutto per noi, perché non abbiamo sfruttato questa opportunità e bloccato il settore tecnologico americano?', ha dichiarato Sacks.
"Credo che sia un obiettivo politico valido impedire che i nostri semiconduttori all'avanguardia vengano venduti in Cina, ma allo stesso tempo non vogliamo impedire che vengano venduti ai nostri amici e alleati", ha affermato. "Certo, dovremmo specificare i nostri requisiti di sicurezza, ma i nostri amici e alleati sono ansiosi di rispettarli".
Nonostante il fondatore di Huawei, Ren Zhengfei, abbia recentemente dichiarato che le GPU della sua azienda sono ancora una generazione indietro rispetto a quelle americane, Sacks avverte che molti modelli AI non richiedono necessariamente hardware all'avanguardia. Un'offerta competitiva da parte di Huawei, anche con tecnologie non di ultima generazione, potrebbe quindi rappresentare una minaccia concreta per la leadership USA, specie nei mercati emergenti.
"Penso che oggi la Cina sia indietro di un anno e mezzo o due anni nella progettazione di chip, ma Huawei si sta muovendo rapidamente per recuperare", ha affermato Sacks. "Penso che dovremmo preoccuparci della concorrenza di Huawei sul mercato globale", ha aggiunto. "Potrebbero non essere ancora arrivati, ma mi aspetto che la situazione cambi in futuro".
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Le valutazioni di Sacks trovano ulteriore supporto nella presentazione del modello DeepSeek, considerato un segnale del rapido avanzamento cinese nell'intelligenza artificiale. Prima del debutto di DeepSeek, l'opinione prevalente era che la Cina fosse in netto ritardo nello sviluppo di modelli AI, ma oggi alcuni esperti parlano di un distacco ridotto a soli tre-sei mesi.
L'attuale amministrazione Trump sembra orientata a usare la leva commerciale per rafforzare la leadership tecnologica americana, come dimostrano i recenti accordi con gli Emirati Arabi Uniti per la costruzione del più grande campus AI al mondo al di fuori degli USA.
Sacks ha affermato che l'obiettivo dell'amministrazione Trump è che il sistema tecnologico americano diventi lo standard globale. "Vogliamo raggiungere la quota di mercato più ampia possibile, vogliamo essere il partner di riferimento per il mondo", ha concluso.










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23 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoBasta osservare tutti i progressi cinesi dell'ultimo decennio per capire che il sorpasso è dietro le porte.
sul serio ci si accorge che la dove si può inquinare e si hanno soldi a palate lo sviluppo procede più spedito ?
non capisco la novità.. abbiamo dato le armi per una guerra commerciale alla Cina che ha una valanga di soldi e se ne sbatte la ciolla dei problemi ambientali.. si pensava che avrebbe agito in modo etico ?
non lo facevamo noi quando ci stavamo sviluppando nei primi anni del 1900 non lo fa la Cina adesso che ha dichiarato chiaro e tondo il suo obiettivo da 20 anni a questa parte.. dominare il mondo economico entro il 2050 e ci stanno riuscendo
alla gente non interessa niente salvare l'ambiente se può spendere di meno e quindi comprerà cinese a più non posso perchè sono visti come i liberatori del mondo economico
sono furbi.. e come sempre prima conquistano i clienti e dopo che avranno il monopolio detteranno prezzi e regole e la gente, che non ha imparato niente dagli anni '60 ad oggi, ci sta cascando di nuovo..
[U]sul serio ci si accorge che la dove si può inquinare e si hanno soldi a palate lo sviluppo procede più spedito [/U]?
non capisco la novità.. abbiamo dato le armi per una guerra commerciale alla Cina che ha una valanga di soldi e se ne sbatte la ciolla dei problemi ambientali.. si pensava che avrebbe agito in modo etico ?
non lo facevamo noi quando ci stavamo sviluppando nei primi anni del 1900 non lo fa la Cina adesso che ha dichiarato chiaro e tondo il suo obiettivo da 20 anni a questa parte.. dominare il mondo economico entro il 2050 e ci stanno riuscendo
[U]alla gente non interessa niente salvare l'ambiente se può spendere di meno e quindi comprerà cinese a più non posso perchè sono visti come i liberatori del mondo economico[/U]
sono furbi.. e come sempre prima conquistano i clienti e dopo che avranno il monopolio detteranno prezzi e regole e la gente, che non ha imparato niente dagli anni '60 ad oggi, ci sta cascando di nuovo..
I legislatori occidentali, in particolare gli europei che credono di "guidare" il nuovo illuminismo ambientale sono in errore o stanno commettendo dolo verso i loro cittadini con norme sempre più stringenti e assurde...
E una parte del popolo bue li segue pure..
sul serio ci si accorge che la dove si può inquinare e si hanno soldi a palate lo sviluppo procede più spedito ?
...
Veramente, mi risulta che la Cina è all'avanguardia nella riduzione dell'inquinamento e nello sviluppo delle rinnovabili, mentre gli USA si sono ritirati dall'Accordo di Parigi, negano il cambiamento climatico, e sono in testa alla produzione di immondizia pro-capite...
Anche nella produzione di CO2 pro capite, la Cina è messa meglio degli USA...
I luoghi comuni sono duri a morire...
Dove ovviamente siamo sempre noi a voler definire ciò che significa "etico" o no.
Se metti sanzioni gratuite al solo scopo di impedire lo sviluppo di una nazione vale TUTTO.
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