A Marzo il secondo brand di Gigabyte

A Marzo il secondo brand di Gigabyte

Dopo ECS e Asus, Gigabyte è pronta a stabilire un secondo brand per il mercato entry level

di Andrea Bai pubblicata il , alle 10:38 nel canale Schede Madri e chipset
ASUSGigabyteECS
 

Gigabyte è pronta per immettere sul mercato un secondo brand, destinato al settore entry level, per cercare di incrementare le proprie vendite. Si tratterà di Gigatrend, sussidiaria interamente di proprietà di Gigabyte che commercializzerà schede madri, con le consegne in volumi che prenderanno il via dal mese di marzo.

La mossa di Gigabyte segue quella già attuata da altri produttori tairanesi di schede madri, come Asus ed ECS che hanno lanciato i propri secondi brand per differenziare le proposte sul mercato. Asus con ASRock ed ECS con PC Chips.

Per cercare di ottenere una buona posizione sul mercato entry level, settore dove l'utenza è particolarmente sensibile ai prezzi, Gigatrend sarà costretta a delegare all'estenro la produzione delle schede madri ad un contract manufacturer a basso costo. ASRock delega all'esterno circa il 50% della propria prodiuzione ad un produttore della provincia cinese di Guangdong.

Gigatrend probabilmente commissionerà la produzione ad altre compagnie taiwanesi in Cina, incluse ECS e Foxconn.

Fonte: Digitimes

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13 Commenti
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CarmackDocet30 Gennaio 2004, 11:25 #1

ehh...

...non ci sono più le schede madi di una volta.
Mi ricordo la mia Supermicro per Pentium MMX... made in U.S.A. con tanto di logo della bandiera americana sul PCB.
Non dico che quelle fatte in Cina siano peggio... ma vuoi mettere... almeno quando pagavi una certa cifra sapevi che non le potevi pagare di meno perkè i costi di produzione in America erano (e sono) alti.
Ora le paghi comunque tanto ma chi ci guadagna sono sempre i produttori.
Mi sembra la stessa storia delle NIKE fatte in Vietnam... a loro costano 3 $ e a noi chiedono 150 €.

IMHO.
pitx30 Gennaio 2004, 11:42 #2

Re: ehh...

Originariamente inviato da CarmackDocet
...non ci sono più le schede madi di una volta.
Mi ricordo la mia Supermicro per Pentium MMX... made in U.S.A. con tanto di logo della bandiera americana sul PCB.


Erano bei tempi

I PCB nn si piegavano nemmeno se ti sedevi sopra

adesso invece.... basta utilizzare un dissi con le OO e la mobo flette
maxfrata30 Gennaio 2004, 12:01 #3

Re: ehh...

Originariamente inviato da CarmackDocet
...non ci sono più le schede madi di una volta.

Non dico che quelle fatte in Cina siano peggio... ma vuoi mettere...

IMHO.


E invece ti dico proprio che quelle made in china sono proprio qualitativamente scadenti. Ricordo la mia Asus A7V... a quei tempi c'erano quelle made in taiwan e quelle made in china. A me capitò quella made in china, mentre ad un mio amico quella made in taiwan... ragazzi credetemi, un'altra scheda. Componenti di pessima qualità, saldature scadenti... insomma, non ci sono più le schede di una volta
barabba7330 Gennaio 2004, 12:20 #4
I componenti di una scheda madre (quelli importanti) sono comprati dalla stessa fabbrica, indipendentemente dal fatto che poi vengano assemblati in cina o a taiwan (IMHO). Le saldature scadenti ? ma la linea di produzione non dovrebbe essere composta dagli stessi macchinari che compongono quella sita a taiwan (essendo prodotti uguali) ?? voglio dire che la produzione è situata in china perchè costa meno il personale, la costruzione delle fabbriche etc..ma stiamo parlando di attività altamente automatizzate e di tecnici altamente specializzati (e penso non cinesi), quindi non capisco come mai ci sia questa caduta di qualità da un paese all'altro! strano...
CarmackDocet30 Gennaio 2004, 13:00 #5

riguardo alla qualità dei componenti...

io mi riferivo al fatto che già i marchi più blasonati (ASUS, GigaByte, ecc.) per essere competitivi devono essere molto attenti ai costi e ok, se ne vanno in Cina o a Taiwan o da un'altra parte.
Ora mi chiedo che componenti usano per i loro sottomarchi (ASRock e Gigatrend)? Io credo che a parità di componente ci siano quelli di 1^ e di 2^ scelta (come per i Chipset Intel che quelli "meno buoni" diventano 865 anzikè 875).
Se a questo si aggiungeo che magari nelle fabbriche di queste ultime ci saranno minori controlli qualitativi... ma che prodotto potrà mai arrivare a noi acquirenti?
Boh!
Fan-of-fanZ30 Gennaio 2004, 13:17 #6
Regà, scusate il parziale ot, ma da gente (un miliardo e 3cento) che in quanto a qualità della vita s'accontenta di una ciotola di riso tutti i giorni, sia essa cinese o vietnamita, non ci possiamo aspettare poi che mettano qualità in ciò che fanno. L'intelligenza della gente è data anche dalle aspirazioni e dalle mete da raggiungere: se si coltivano poche e piccole speranze, la mente ne risente! Se si è aggressivi in senso (molto) lato nei confronti della propria vita, qualche soddisfazione per sè e per gli altri invece arriva.
KVL30 Gennaio 2004, 13:57 #7

mmm

@ Fan-of-fanZ

A parte il discorso un po' di parte, ma pensi che in Cina 1.300.000 persone mangino riso? forse 1200000 si, ma 100000 sono a capo dei restanti, e non credo che sia colpa loro se producono così, ma solamente delle case che delegano la produzione a loro... AMD ha la fabbrica a Dresda, e finora va tutto bene, ma se ne aprisse una a Pechino, [E APPLICASSE LE STESSE REGOLE DI PRODUZIONE] il risultato sarebbe identico.

KvL
Fan-of-fanZ30 Gennaio 2004, 15:43 #8

OT che di più non si può

KVL

Si, non hai torto. Il discorso riguarda l'alienazione. Per loro probabilmente il lavoro monotono è meno noioso, noi europei siamo una razza (parola che non ha necessariamente un significato biogenetico ma anche forti valenze antropologiche e culturali) un po' più bastarda e individualista, siamo più pirati e chiediamo un po' di più. Guarda alle religioni: loro si accontentano di reincarnarsi in altri disgraziati animali, vegetali ecc..., noi abbiamo da rivendicare addirittura la figliolanza a Dio. Non è poco.
Per quanto riguarda la classe dirigente - quella che in altre situazioni Lenin temeva (così come temeva Stalin, tant'è che l'erede designato era Trosky) potesse annegare la rivoluzione comunista - mentre in Russia si è dovuta costruire una classe burocratica facendo comunque leva nelle classi dirigenti monarchiche, e sappiamo benissimo che schifo di situazione c'era prima del 1917, la Cina dal suo canto ha non solo una cultura plurimillenaria ma anche una antichissima classe borghese e commerciale che letteralmente scorrazzava nei mari del Sud (sud inteso rispetto alla Cina), tant'è che nel Feng Shui il Sud è visto come il punto cardinale migliore per gli affari e dunque quello da valorizzare e onorare nell'architettura e nell'arredamento di un edificio. Questo per dire cos'era quel popolo, che per esempio riuscì a costruire navi di stazza gigantesca.

Ora, così come il Giappone nei 50 anni trascorsi è passato da modello negativo e di bassa qualità nei prodotti a modello di eccellenza, perché l'antica vicinanza con il gigante cinese durante i secoli passati l'aveva portato a cercarsi un alleato, e dunque a capire e fare proprio molto del mondo occidentale, la Cina oggi per rivalità con "l'impero delle isole", per uscire finalmente da un letargo che l'aveva ridicolmente non sovietizzata ma russificata, ossia mortificata nelle sue energie creative nel campo propriamente commerciale, e comunque per dare una prospettiva al suo enorme numero di individui - che noi vediamo entusiasticamente come mercato ma che per essere tale deve arricchirsi anche a scorno nostro - la Cina dunque dovrà percorrere la stessa strada. Oggi i prodotti cinesi sono risibili nella loro maggioranza, parlo non di modelli di produzione importati ex novo da noi a loro ma di modelli industriali che loro di loro iniziativa creano e realizzano. Sicuramente sarà domani come dici tu e mi pare impossibile il contrario, ma oggi non mi stupisco affatto di leggere commenti come quelli di questa news.

E cmq prima o po capiranno anche loro come fare mamme che non si piegano, così come lo hanno imparato gli altri (gli USA) prima di loro.
atomo3730 Gennaio 2004, 16:13 #9
quando io ho iniziato a comprare le cose di gigabyte, il brand era entry level, è evidente che negli anni ha aumento i prezzi man mano che il brand veniva apprezzato e conosciuto.
spero solo che il nuovo brand entry level mi permetta di acquistare ancora ottimi prodotti a prezzi bassi
Fan-of-fanZ30 Gennaio 2004, 17:30 #10
in effetti il pericolo non è solo nella bassa qualità, ma anche nella possibilità che i marchi dichiaratamente low price spingano in alto i prodotti che siamo abituati a comprare (loro dal canto loro lo fanno per allargarsi il mercato e dunque le vendite)

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