Recensione NZXT H2 Flow: tutta la potenza che vuoi, nello spazio di una console

Recensione NZXT H2 Flow: tutta la potenza che vuoi, nello spazio di una console

NZXT ci ha concesso l'opportunità di dare un'occhiata da vicino all'H2 Flow, un case SFF di fascia alta che combina design, praticità e supporto all'hardware estremo con un design incredibilmente compatto. Un case che ci ha conquistate per l'aspetto elegante, ma allo stesso tempo che non teme di mettersi in mostra

di pubblicata il , alle 09:01 nel canale Sistemi
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NZXT ci ha offerto l'opportunità di dare uno sguardo da vicino al nuovo H2 Flow, uno chassis SFF (Small Form Factor) che ha un ruolo particolare nella lineup del produttore americano. La proposta a scarso ingombro porta sulle spalle il peso dell'H1 che fu soggetto a diverse criticità. In particolare, il rischio d'incendio dovuto al cavo riser.

Naturalmente, il problema è stato corretto con il nuovo case che però si presenta meno compatto dell'H1. L'azienda è intervenuta sia sulla componente meccanica che quella elettronica per scongiurare qualsiasi problema. Nel corso di questa analisi vi mostreremo come l'azienda ha eliminato il problema alla radice.

Partiamo quindi dal design che, in linea con l'intera gamma NZXT, si presenta piuttosto sobrio, ma non rinuncia al vetro temperato per esporre alla vista la configurazione hardware. La parte frontale si caratterizza per un generoso pannello in mesh che copre l'intera facciata con pulsante di accensione, due porte USB-A, una porta USB-C e il jack combinato da 3,5 mm posizionati in basso.

Le dimensioni, ovviamente, sono estremamente compatte. Il case misura 435 mm di altezza, 181 mm di larghezza e 263 mm di profondità. Lo chassis quindi si sviluppa in altezza, mentre sulla scrivania occupa una superficie inferiore a quella di un foglio A4.

Spostandoci sulle parti laterali, è possibile notare il primo aspetto interessante e che abbiamo profondamente apprezzato di questo case. A sinistra è possibile notare la finestra chiusa dal vetro temperato con la parte inferiore in mesh. Non si tratta di un unico pannello, ma di due paratie separate che consentono di accedere separatamente all'hardware interno o al vano alimentatore.

Ma non è tutto: l'aspetto che più ci ha stupito è che non solo lo smontaggio è completamente tool-less e screw-less, ovvero non necessita di alcuno strumento, neanche un solo cacciavite, ma soprattutto il fatto che ogni pannello sia completamente indipendente.

Perché sottolineiamo questo aspetto? Molto semplicemente perché i pannelli in mesh sono studiati per garantire anche una protezione dalla polvere. Di conseguenza, andranno periodicamente puliti al pari dei più tradizionali filtri antipolvere. Tuttavia, sull'H9 Flow sempre di NZXT, il pannello frontale non può essere rimosso senza smontare quello superiore. Inoltre, richiede un cacciavite. Tutto questo sull'H2 Flow non avviene: è possibile rimuovere senza strumenti ogni singolo pannello indipendentemente dagli altri.

Per quanto riguarda l'airflow, come suggerisce anche il nome, NZXT ha posto particolare attenzione alla disposizione delle ventole. Il case dispone di alloggiamenti sufficienti per 4 ventole in totale, due superiori da 120 mm (incluse) in espulsione e due frontali da 120 o 140 mm in immissione.

Questo consente anche di installare radiatori nel range proposto, quindi da 240 o 280 mm, con quest'ultimo posizionabile ovviamente solo nella parte frontale. Si tratta indubbiamente di opportunità interessanti, ma avremmo preferito piuttosto il contrario. La ragione è semplice: l'aria calda tende a salire, ragione per cui l'espulsione si colloca tradizionalmente nelle parti alte del case.

In questo caso, scegliendo un radiatore da 280 mm, l'utente potrebbe optare o per tutte e quattro le ventole in espulsione, ma questo escluderebbe un flusso d'aria fresca diretto verso i componenti, o per un'immissione dall'alto, che però risulterebbe meno efficace. In sintesi, avremmo preferito il supporto fino a 280 mm in alto e quello frontale limitato a 240 mm. Soprattutto perché lo spazio nella parte alta scarseggia e non è possibile installare un radiatore particolarmente spesso che compensi con lo spessore, dato che interferirebbe con la motherboard.

La scheda video, invece, trova posto nella camera posteriore dedicata. Questo consente di mantenere i due flussi completamente separati e ottenere una dispersione del calore ottimale, riducendo l'aria calda espulsa dalla scheda video che passa per gli altri componenti. Come premesso, comunque, si tratta semplicemente di un dettaglio che nel mondo reale, sul piano prestazionale, fornisce una differenza trascurabile. Anche perché la scheda video rimarrà comunque rivolta verso la motherboard.

 

Lo chassis è in grado di ospitare schede video fino a 331 mm di lunghezza. Questo include, quindi, anche la prestigiosa GeForce RTX 5090, seppur non nelle varianti custom più spinte come le ROG Astral, Gigabyte Aorus o MSI Gaming.

Ed è qui che ritroviamo la principale novità di questo chassis: il nuovo cavo riser. Per risolvere le criticità riscontrate con l'H1, NZXT è intervenuta direttamente sul PCB che ospita il connettore PCIe 5.0 per eliminare qualsiasi rischio di malfunzionamento.

Con l'H1, il cavo riser incluso aveva una traccia di alimentazione che passava vicino a uno dei due fori per le viti di fissaggio al case. Questo in molti casi ha reso la vite un conduttore facendo da ponte tra l'alimentazione della GPU e la massa causando corti circuiti con conseguenze gravi – di cui NZXT si è assunta la piena responsabilità e costo.

Con l'H2 Flow, il PCB del cavo riser è stato completamente riprogettato con in mente tutte le criticità emerse con il case del 2020. Innanzitutto, la traccia è stata completamente eliminata da quella zona, in modo che gli utenti non corrano il rischio, neanche con un assemblaggio aggressivo, di far fare contatto tra la vite e la traccia.

Inoltre, sono stati aggiunti dei distanziatori a spalla tra la vite e il PCB, in modo da mantenere una distanza minima tra vite e circuito in qualunque caso. Per tali ragioni, la stessa azienda ha rassicurato con un post sul proprio sito gli utenti e ha definito il nuovo cavo "assolutamente sicuro".

A completare la dotazione ci pensa un sistema per l'indirizzamento dei cavi ben congeniato che percorre l'intero profilo della camera posteriore. Lungo tutto il perimetro sono state posizionate le fascette in velcro che consentono di gestire in maniera ordinata e semplice i cavi che partono dall'alimentatore. In più, l'H2 Flow è compatibile anche con le schede madri dotate di connettori posteriori che semplificano ulteriormente il cable management.

Conclusioni

L'NZXT H2 Flow non è certo un case per tutti. Si tratta di una soluzione a scarso ingombro che obbliga alla selezione di una determinata configurazione hardware, a partire dalla scheda madre mini-ITX. Tuttavia, rispetto ad altre proposte della categoria, ci sono alcuni aspetti che ce lo hanno fatto apprezzare e non poco. In primis, proprio lo spazio.

Il volume è stato sfruttato sapientemente in modo da garantire la maggiore compatibilità possibile anche con l'hardware di fascia alta, ma senza influenzare lo spazio occupato sulla scrivania che rimane davvero minimo.

Il montaggio è indubbiamente uno dei fiori all'occhiello dello chassis: semplice, senza attrezzi, veloce, pratico. La possibilità di rimuovere ogni pannello senza attrezzi e indipendentemente dagli altri è una vera e propria manna.

Infine, a nostro avviso, anche il design svolge un ruolo da protagonista. Il case ha una forma a parallelepipedo, sobria, e nella colorazione nera si presenta anche piuttosto elegante. Non rinuncia, però, a una piccola finestra che mostra l'hardware e gli consente di essere un bell'elemento d'arredo anche da tenere in salotto.

Tirando le somme, l'H2 Flow ci è piaciuto, corregge le criticità dell'H1, e propone una soluzione adatta a qualsiasi ambiente e configurazione, da quelle più semplici e general purpose, alle più spinte pensate per le prestazioni estreme.

Il prezzo non è tra i più accessibili: 149 euro per questa categoria è una cifra importante, ma a nostro avviso motivata sia dal design (interno ed esterno) che dalla qualità. Se siete intenzionati a realizzare una build estremamente compatta quanto potente, l'NZXT H2 Flow è senza dubbio un'opzione da prendere in considerazione.

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