Raloxifene, esce dai supercomputer europei una speranza contro il Coronavirus

Raloxifene, esce dai supercomputer europei una speranza contro il Coronavirus

Secondi i supercomputer europei del consorzio Exscalate4CoV, in cui rientra anche l'Italia, una molecola chiamata Raloxifene potrebbe essere utile per combattere il COVID-19 nelle persone lievemente sintomatiche.

di pubblicata il , alle 11:21 nel canale Sistemi
 

Nei mesi più duri della pandemia di Coronavirus si è scritto molto sull'uso dei supercomputer per trovare farmaci in grado di combattere il nuovo virus. Anche l'Europa, tramite il consorzio Exscalate4CoV, decise di scendere in campo e in queste ore ecco la buona notizia: il consorzio ha appurato che il Raloxifene, un farmaco generico già usato per il trattamento dell'osteoporosi, potrebbe essere un utile nei pazienti COVID-19 con un'infezione definita "lievemente sintomatica".

Il consorzio (coordinato da Dompé farmaceutici) sta sfruttando le risorse di calcolo di molteplici supercomputer, tra cui il Marconi situato al CINECA di Casalecchio di Reno, per verificare il potenziale impatto di molecole note contro la struttura genomica del Coronavirus. La rete di collaborazioni all'interno di Exscalate4CoV è estesa, si contano 18 partner e ulteriori 15 membri associati. Oltre ai centri di calcolo situati in Italia, Spagna e Germania, il consorzio attinge alle risorse di centri di ricerca, aziende farmaceutiche e istituti sparsi per l'Europa.

La piattaforma conta su una potenza di circa 122 petaflops (50 petaflops del Marconi del CINECA, 51,7 petaflops dell'HPC5 di ENI, 13,7 petaflops del MareNostrum4 del Barcelona Supercomputing Center e 7 Petaflops del Juwels del Jülich Supercomputing Centre), tanto che sono già state virtualmente testate 400.000 molecole (un processo svolto in alcune settimane ma che altrimenti avrebbe richiesto anni): di queste, 7000 molecole sono state preselezionate e ulteriormente testate "in vitro".

Il Raloxifene è emerso come una molecola promettente: secondo il progetto, potrebbe essere efficace nel bloccare la replicazione del virus nelle cellule e questo potrebbe fermare la progressione della malattia (COVID-19). I ricercatori hanno affermato che tra i suoi vantaggi c'è un'alta tollerabilità da parte dei pazienti, la sicurezza e un profilo tossicologico ben noto. Il prossimo passo del consorzio sarà discutere con la European Medicines Agency su come procedere con i test clinici per valutare il potenziale uso del Raloxifene. Se emergeranno buoni risultati, il farmaco potrà essere reso disponibile rapidamente in alti volumi e a basso costo.

Il consorzio Exscalate4CoV ha finora ha identificato 6 di 25 diversi modelli proteici del nuovo Coronavirus che sono in continua evoluzione, con varie mutazioni ricevute settimanalmente, che sono tradotte in una forma digitale per abbinarle alla libreria disponibile di molecole. Successivamente le molecole identificate vengono sottoposte a diverse ulteriori operazioni di screening biologico in laboratori situati in Belgio e Germania per capire come una molecola identificata interagisce con il modello di virus e per valutare il grado in cui può interrompere la sua attività.

Nella fase successiva, il progetto amplierà i test attingendo una libreria estesa di 5 milioni di molecole, tra i 500 miliardi di molecole di cui dispone. L'obiettivo è scovare ulteriori potenziali molecole utili a un trattamento efficace della malattia.

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9 Commenti
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Marko_00119 Giugno 2020, 12:12 #1
ora il problema sono i topi umanizzati che devono fare da cavie
nei test per i vaccini
sono pochi, vanno "costruiti" e serve tempo
trovare dei farmaci che tamponino le insorgenze può risultare utile
ma non sono risolutivi vista la percentuale di insorgenze su cui
riescono ad essere efficaci e si grida al miracolo quando arrivano
al 30% dimenticandosi il 70% sui quali risultano inefficaci.
Opteranium19 Giugno 2020, 13:24 #2
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
utile nei pazienti COVID-19 con un'infezione definita "lievemente sintomatica".

?? Cioè nelle forme lievi? Quelle guariscono da sole, è sulle forme severe che bisogna lavorare, ma di che stanno parlando..
300019 Giugno 2020, 14:09 #3
Al di là di questa molecola... hanno trovato il vaccino per la SARS? No. E per la MERS? No. Cosa fa credere che verrà trovato per la SARS2? La paura indotta e il business.
Nei primi 5 mesi del 2020, quanti morti ci sono stati "in totale" rispetto allo stesso periodo del 2019? EeeeeeeH già già...
~efrem~19 Giugno 2020, 14:14 #4
Originariamente inviato da: 3000
Al di là di questa molecola... hanno trovato il vaccino per la SARS? No. E per la MERS? No. Cosa fa credere che verrà trovato per la SARS2? La paura indotta e il business.
Nei primi 5 mesi del 2020, quanti morti ci sono stati "in totale" rispetto allo stesso periodo del 2019? EeeeeeeH già già...


Sei antropologicamente imbarazzante.
Opteranium19 Giugno 2020, 14:21 #5
Originariamente inviato da: 3000
Al di là di questa molecola... hanno trovato il vaccino per la SARS? No. E per la MERS? No. Cosa fa credere che verrà trovato per la SARS2? La paura indotta e il business.
Nei primi 5 mesi del 2020, quanti morti ci sono stati "in totale" rispetto allo stesso periodo del 2019? EeeeeeeH già già...

Della MERS sono stati confermati 2500 casi in 8 anni http://www.emro.who.int/health-topi...-outbreaks.html
Della SARS circa 8500 nel 2003, poi più nessuno https://www.nhs.uk/conditions/sars/

La necessità di un vaccino per queste due infezioni è pari a zero. Ben diverso il discorso per l'attuale SARS-Cov-2.
andy4519 Giugno 2020, 14:31 #6
Originariamente inviato da: Opteranium
?? Cioè nelle forme lievi? Quelle guariscono da sole, è sulle forme severe che bisogna lavorare, ma di che stanno parlando..


Bisogna vedere il "forme lievi" a che fase della malattia si stanno riferendo...se parlano della fase "mista", cioè quelle con tosse e dispnea, allora non è detto che un paziente possa guarire da solo, può anche peggiorare a fasi più gravi della malattia.
Opteranium19 Giugno 2020, 14:40 #7
infatti non è chiaro che cosa intendano.
Inoltre il COVID ha ormai dimostrato di essere una patologia con andamento spesso bifasico nei casi sintomatici: comincia con un febbrone che si risolve in 4-5 giorni. A questo punto può finire tutto oppure partire la seconda ondata che è quella che ti frega perché causata in buona misura da un'anomala risposta immunitara dell'organismo, da cui poi seguono le varie tromboflebiti, ecc.. da qui il razionale di usare idorssiclorochina e eparina, per contrastare il fenomeno
imayoda19 Giugno 2020, 14:43 #8
io ci vedo bene una bella associazione effervescente con aggiunta la vitamina C
andy4519 Giugno 2020, 16:01 #9
Originariamente inviato da: Opteranium
infatti non è chiaro che cosa intendano.
Inoltre il COVID ha ormai dimostrato di essere una patologia con andamento spesso bifasico nei casi sintomatici: comincia con un febbrone che si risolve in 4-5 giorni. A questo punto può finire tutto oppure partire la seconda ondata che è quella che ti frega perché causata in buona misura da un'anomala risposta immunitara dell'organismo, da cui poi seguono le varie tromboflebiti, ecc.. da qui il razionale di usare idorssiclorochina e eparina, per contrastare il fenomeno


Su altre fonti la notizia viene spiegata meglio, la suddetta molecola potrebbe essere utile nella fase di replicazione del virus, quindi potrebbe ostacolare la progressione della malattia, in particolare nei casi di diagnosi precoce o nei casi asintomatici...ovviamente ora va sperimentato a livello clinico...anche se in Corea del Sud pare sia stato già usato, con quali risultati non si sa, dicono solo positivi su alcuni soggetti.

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