NVIDIA DGX Spark e videogiochi? Una pessima idea, anche se funziona
Alcuni utenti in possesso di un NVIDIA DGX hanno testato la nuova piccola workstation in ambienti di gioco. I risultati sono stati piuttosto modesti e, soprattutto, riuscire a eseguire i giochi non è stata impresa da poco
di Vittorio Rienzo pubblicata il 07 Novembre 2025, alle 12:08 nel canale SistemiNVIDIA
DGX Spark, il mini PC sviluppato da NVIDIA e pensato come alternativa a una workstation, è sul mercato da qualche tempo. Le recensioni in merito alle sue capacità in ambito professionale sono numerose, ma come si comporta il piccolo box in un ambiente per il quale non è stato pensato, ovvero il gaming?
L'utente Reddit Retrotom ha provato a rispondere a questa domanda e possiamo anticiparvi che non è stato affatto semplice. Il DGX Spark è alimentato dal GB10 Blackwell Superchip che combina una CPU ARM da 20 core con 6.144 CUDA Core e 128 GB di memoria RAM LPDDR5X.
Attualmente, non esiste una build Windows on ARM che supporti questa piattaforma. I computer, infatti, vengono forniti con DGX OS, una distribuzione personalizzata di Linux Ubuntu. Questo significa che non esistono driver Game Ready o soluzioni preconfezionate per eseguire i giochi.
Per questo motivo, l'utente ha compilato Box64 v0.3.8 con supporto a Box32, installato Steam e aggiunto un layer di compatibilità da x86 ad ARM. Come avrete intuito, eseguire videogiochi sul DGX Spark non è affatto immediato e decisamente non alla portata di tutti.
In linea puramente teorica, le specifiche del GB10 Blackwell Superchip, sul fronte grafico, sarebbero paragonabili a quelle di una GeForce RTX 5070. Tuttavia, l'assenza di driver dedicati, la diversa architettura della CPU e il sistema operativo basato su Linux risultano in prestazioni di gioco ben diverse da quelle offerte dalla GPU di fascia media.

Cyberpunk 2077, ad esempio, con impostazioni medie si è fermato a circa 50 fps con una risoluzione di 1080p. Per quanto riguarda il DLSS, invece, non è stato possibile abilitarlo. Il canale YouTube ETA Prime, invece, ha provato a destreggiarsi con gli emulatori di PS3 e dell'originale Xbox. In questo caso, invece, le prestazioni sono state tutto sommato soddisfacenti: con RPCS3 e Xemu, la piattaforma ha mantenuto i 60 fps a 1080p in quasi tutti gli scenari.
Insomma, spendere oltre 3.000 euro per un dispositivo pensato per l'uso professionale e impiegarlo nel gaming è, come immaginabile, una scelta decisamente poco saggia. Ma se proprio sentite la necessità di qualche sessione di gaming, il DGX Spark – insieme a una bella dose di pazienza – potrebbe accontentarvi.










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4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoQual'è il senso di quello che ho appena letto??
Ovviamente con i margini che vengono dal mercato professionale e dalla IA,i guadagni con le schede video sono talmente bassi in proporzione che non c'è molto da pensare per i dirigenti Nvidia,devono solo decidere quando darci un taglio.
Ovviamente con i margini che vengono dal mercato professionale e dalla IA,i guadagni con le schede video sono talmente bassi in proporzione che non c'è molto da pensare per i dirigenti Nvidia,devono solo decidere quando darci un taglio.
nonci daranno mai un taglio non son fessi
Qual'è il senso di quello che ho appena letto??
Semplice esercizio di stile.
Uno che spende oltre 3000 euro per un PC professionale, non si sbatte a renderlo un PC da gioco. Al più ne spende altri 500/600 per una console.
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