La trasformazione digitale di Trenitalia: manutenzione intelligente per una maggior puntualità

La trasformazione digitale di Trenitalia: manutenzione intelligente per una maggior puntualità

Il progetto è in corso dal 2014 con la collaborazione di SAP, Politecnico di Milano e Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa: le informazioni raccolte dagli oltre 500 sensori presenti sul Frecciarossa permettono di mettere in campo un approccio di manutenzione predittiva

di Andrea Bai pubblicata il , alle 16:16 nel canale Sistemi
SAP
 

Si sente sempre più spesso, specie in ambito aziendale e imprenditoriale, parlare di "trasformazione digitale": un nuovo mantra del mondo IT che sta ad indicare quella serie di processi ed evoluzioni che consentono ad un'azienda o ad una pubblica amministrazione di essere più efficiente e competitiva, facendo leva sulle nuove tecnologie della connettività, dei Big Data e di Internet of Things.

La proliferazione dei sensori nel mondo reale permette infatti di poter raccogliere una grandissima quantità di infomazioni eterogenee, di aggregarle, analizzarle, metterle in relazione tra loro per scoprire aspetti che in altro modo non sarebbe possibile conoscere e che permettono di adottare nuove logiche operative, incrementando efficienze e abilitando la possibilità di controllare i costi in maniera più adeguata.

Se il concetto di trasformazione digitale appare astratto, un pratico esempio di quale possa essere l'impatto della trasformazione digitale nel mondo delle imprese è incarnato dal progetto che Trenitalia, in collaborazione con SAP, sta portando avanti da ormai un paio d'anni: Dynamic Maintenance Management System è la dimostrazione di come, sfruttando opportunamente le capacità offerte dall'analisi Big Data delle informazioni raccolte dagli oltre 500 sensori presenti su un treno come il Frecciarossa 1000, sia possibile ridurre in maniera significativa i costi d'esercizio.

Quanto? "La riduzione dei costi di manutenzione è nell'ordine dell'8%-10%, che per la nostra compagnia è un valore molto significativo" ci ha spiegato Danilo Gismondi, CIO di Trenitalia. E, soprattutto, come? "La capacità di anticipare eventi e operazioni di manutenzione ci permette di ridurre errori, mettere in atto processi più efficienti ed erogare servizi migliori, alzando continuamente gli standard di qualità".

La chiave di volta, illustrata presso il Museo Ferroviario di Pietrarsa, è la "manutenzione predittiva": intervenire su parti e componenti di locomotore e carrozze solamente nel momento in cui i dati raccolti dai sensori e opportunamente analizzati anticipano che un problema sta per verificarsi. Un approccio che porta seco una serie di vantaggi: anzitutto elevare sensibilmente la probabilità di non incappare in guasti imprevisti e relativi disservizi agli utenti - aumentando, quindi, anche l'affidabilità del servizio - e, in seconda battuta, evitare di sostituire parti ancora in ottimo stato di salute solamente perché giunta alla sua fine del ciclo di vita stabilito da una tradizionale valutazione su base statistica e storica. La conseguenza è che la riduzione dei costi è possibile poiché la manutenzione predittiva consente, come sottolineato dal CTO di Trenitalia Marco Caposciutti, non di intervenire meno ma di intervenire meglio.

Ancora Gismondi: "L'approccio alla manutenzione con il nuovo Dynamic Maintenance Management System ci ha permesso di scoprire, in particolare sulle batterie e sull'impianto frenante, che gli approcci di manutenzione programmata e di sostituzione secondo modelli statistici erano inadeguati e ci ha permesso di introdurre una rivoluzione che ha portato ad una maggiore efficienza della manutenzione".

"Con 141 treni Frecciarossa che ogni giorno percorrono il paese da nord a sud e oltre 6300 treni regionali al giorno, Trenitalia è un'azienda che ha bisogno di innovazione. Non solo per controllare i costi, ma per essere migliori di altri nel fornire un'esperienza di viaggio ai nostri clienti, grazie a soluzioni ad alta tecnologia che abilitino un viaggio più efficiente, più sostenibile e più affidabile" ha dichiarato Barbara Morgante, CEO di Trenitalia. Ed è bene osservare che questi "altri" non sono solamente i concorrenti del panorama ferroviario, ma anche tutti quei nuovi modelli di mobilità smart e sostenibile che si stanno affacciando sul mondo: Uber o BlaBlaCar oggi, l'eventuale automobile elettrica e completamente autonoma domani.

Innovazione che, in questi due anni di progetto, ha visto il coinvolgimento di SAP che ha fornito e allestito la soluzione SAP Predictive Maintenance and Service sulla base della piattaforma SAP HANA che con un database in-memory di ben 6TB è capace di gestire le oltre 5000 mila letture al secondo generate dai sensori presenti sul convoglio ferroviario. Una capacità che, entro il completamento del progetto, sarà destinata a crescere a 24TB. A supporto di tutto ciò, una capacità di cloud storage da ben 1 petabyte, mille terabyte. Tutti questi dati, al di là di capacità di storage, calcolo e gestione, hanno bisogno di appositi algoritmi affinché possano essere analizzati adeguatamente: è qui che entrano in gioco due prestigiosi atenei italiani, il Politecnico di Milano e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa che oltre a definire i modelli fisici e matematici con cui trattare i dati, supportano il progetto anche per alcuni dettagli tecnici relativi ai sensori e alle modalità di rilevamento delle informazioni.

Di certo il progetto DMMS di Trenitalia rappresenta un bel biglietto da visita per SAP che ha, proprio pochi giorni fa, annunciato un piano di investimento di 2 miliardi di euro distribuiti su cinque anni, per aiutare aziende e amministrazioni a beneficiare delle potenzialità racchiuse nella sensoristica e nel mondo IoT più in generale. "Con miliardi di dispositivi connessi abbiamo ora il potenziale di ridisegnare la società, l'economia e l'ambiente. SAP HANA è la piattaforma di dati che andrà a liberare la forza di Internet of Things. Oggi SAP si sta impegnando con un altro significativo investimento per aiutare i clienti ad apprezzare i benefici del live business" ha commentato Bill McDermott, CEO di SAP. "SAP è onorata di supportare la trasformazione digitale di Trenitalia e la sua missione verso l'eccellenza operativa. L'uso innovativo che fa Trenitalia della tecnologia per avere spunti operativi d'avanguardia è una spinta vitale alla promessa di Internet of Things, con benefici per la compagnia e per i milioni di passeggeri che viaggiano ogni anno con Trenitalia".

L'AD di Trenitalia Morgante ha precisato che il sistema DDMS è attualmente in uso solamente sulla flotta dei Frecciarossa, ma sarà progressivamente esteso anche al resto della flotta. Ovviamente i treni di nuova produzione saranno provvisti "di fabbrica" dei sensori necessari, mentre per i convogli già in uso sono previsti sistemi di aggiornamento e ammodernamento, come confermato da Gismondi.

E nel futuro l'analisi dei Big Data potrà spingersi oltre il dominio della manutenzione e avvicinarsi sempre più all'utente finale. "Ci sono tutte le premesse per capire, ad esempio, come un evento esterno e imprevedibile vada ad impattare non solo sullo stato di salute del convoglio ma anche sulla qualità del servizio, e incrociare tutti questi dati con i commenti e le lamentele che gli utenti esprimono tramite i social network. La visione è quella, in un futuro prossimo, di arrivare in maniera capillare a capire il grado di soddisfazione e le esigenze quasi di ogni singolo utente" osserva Gismondi.

E' con l'arrivo di Internet of Things che i treni potranno essere, finalmente, in orario? Per ora la promessa è che siano più sicuri e, forse, anche un po' meno costosi per l'utente finale. Comunque un gran risultato.

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4 Commenti
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peronedj01 Ottobre 2016, 13:50 #1
5000 mila letture al secondo??

aled197402 Ottobre 2016, 11:00 #2
metteranno anche sensori per la sporcizia, gli insetti, i pidocchi e la densità dei pendolari per metro quadro?

oppure sono le solite chiacchiere da treni alta-velocità-madò-quant'è-bello-lo-spot-in-tv e poi nella realtà del 90% dell'utilizzo sono poco più che carri bestiame?

ciao ciao
GTKM02 Ottobre 2016, 11:04 #3
Originariamente inviato da: aled1974
metteranno anche sensori per la sporcizia, gli insetti, i pidocchi e la densità dei pendolari per metro quadro?

oppure sono le solite chiacchiere da treni alta-velocità-madò-quant'è-bello-lo-spot-in-tv e poi nella realtà del 90% dell'utilizzo sono poco più che carri bestiame?

ciao ciao


Molti pensano che le sfide adrenaliniche siano robette come scalare il K2. Il vero temerario, prende il Regionale da Palermo a Messina.
Agat02 Ottobre 2016, 17:56 #4
Al paesello no biglietteria e obliteratrici intasate, in città si rifiutano di timbrare il biglietto lottomatica

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