Microsoft lo ha ammesso: ecco perché eliminare il vecchio codice di Windows 11 richiede anni
Marcus Ash di Microsoft ha chiarito i motivi della lentezza nell'eliminazione del codice legacy su Windows 11, citando la necessità di preservare la retrocompatibilità con i vecchi driver e l'esigenza di aggiornare gli strumenti di sviluppo
di Nino Grasso pubblicata il 04 Agosto 2026, alle 15:21 nel canale Sistemi OperativiMicrosoftWindows 11
Microsoft ha risposto direttamente alle critiche sui tempi lunghi di modernizzazione dell'interfaccia utente. Marcus Ash, CVP di Design e Ricerca per la divisione Windows dell'azienda, ha spiegato in un'intervista le ragioni per cui il sistema operativo conserva ancora elementi visivi e funzionali storici. La risposta è semplice: la priorità assoluta dell'azienda rimane il mantenimento della retrocompatibilità con software, driver e strumenti esistenti, vincolo strutturale che impedisce transizioni rapide verso i nuovi moduli di Windows 11.

L'esempio più evidente di questa complessa convivenza riguarda Pannello di controllo, il cui processo di dismissione è iniziato oltre 13 anni fa con Windows 8. Gli sviluppatori non possono semplicemente rimuovere le vecchie schermate senza prima garantire che le moderne Impostazioni offrano la medesima copertura di funzionalità. Molti driver di periferiche e componenti di terze parti dipendono direttamente dalle routine storiche del sistema operativo, e un'eliminazione affrettata rischierebbe di compromettere la stabilità e la gestione dell'hardware sul campo.
Da Esplora file a Regedit: il piano per la modernizzazione di Windows 11 richiede anni
La transizione verso le nuove interfacce richiede lo sviluppo parallelo dei framework sottostanti, come WinUI 3, necessari per sostenere i requisiti di prestazione e flessibilità pretesi dagli utenti. La scelta dei componenti da rinnovare viene guidata dall'analisi continua della telemetria, del feedback degli utenti e dell'effettivo tasso di utilizzo dei singoli strumenti. Gli ingegneri analizzano l'intero flusso operativo dell'utente per evitare che l'esperienza d'uso risulti frammentata tra vecchio e nuovo codice.
L'attenzione del team di sviluppo non si limita all'integrazione delle opzioni di configurazione all'interno dell'app Impostazioni. L'azienda sta applicando questo approccio metodico ad altri pilastri dell'ambiente operativo, inclusi l'Esplora file e diverse applicazioni di sistema storiche. Durante la sua spiegazione rilasciata a Windows Central, il dirigente ha rivelato come il gruppo di lavoro stia già valutando il rinnovamento di strumenti avanzati come l'Editor del Registro di sistema (Regedit), con l'obiettivo di aggiornare i framework senza spezzare i legami con il passato.

Microsoft considera la capacità di eseguire software datato un punto di forza essenziale della propria piattaforma desktop, rifiutando la definizione di debito tecnico inteso come mera debolezza. Ridurre la visibilità dei vecchi elementi visivi nell'uso quotidiano resta un obiettivo primario, ma i tempi di esecuzione rimarranno inevitabilmente vincolati all'evoluzione degli strumenti di sviluppo interni. La priorità resta la continuità operativa aziendale e individuale, lasciando in secondo piano la ricerca di un'estetica visiva perfettamente omogenea a scapito del funzionamento del sistema.










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35 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMa di questo passo quando completeranno la transizione sarà già ora di passare a quella nuova, e via di nuovo
D'altronde sono quelli che permettono allo smanettone della vecchia guardia di trovare facilmente e velocemente le parti vitali del sistema operativo.
Il discorso è più che sensato secondo me.
Un esempio?
Redox OS è un sistema operativo scritto in rust,non è ancora perfetto ma poi per fare girare servizi,driver, e programmi,bisogna ripartire da zero,il che non è effettivamente una passeggiata,poi bisogna vedere se viene potenzialmente usato.
Anche Huawei era partita con un fork di android,poi è virata su un codice nuovo con harmony os e costruire un nuovo sistema operativo con tutto l'ecosistema non è stato così semplice,anche avendo a disposizione moltissimi programmatori e sviluppatori di app.
la retrocompatibilità perenne è una scelta di business legittima, nulla da obiettare
il problema è un altro: i .cpl del pannello di controllo sono dll che si portano dentro sia la ui sia la logica di configurazione, senza quasi mai un’API pubblica sotto. per questo ogni voce che migra a impostazioni va riscritta da zero e ci mettono 13 anni. quando non era questo il caso avete migrato in 15gg! quindi cortesemente non chiamate retrocompatibilita un accoppiamento fatto col culo! È l’abc di come non si fanno le cose, oggi come lo era nel 95
poi la memoria corta: con win8 hanno buttato il menu start e messo le tile a schermo intero da un giorno all’altro. quando conviene (od almeno, questo pensavano) , la retrocompatibilità evapora. quando è lavoro noioso diventa vincolo strutturale. ma andate a cagare va
e il collo di bottiglia lo dicono loro stessi: "aggiornare gli strumenti di sviluppo". 3 framework UI in dieci anni mollati tutti a metà, winui 3 compreso li avete fatto voi MS. il debito tecnico siete voi, non i driver del 2005
L'altro problema è che hanno programmatori davvero scarsi, forse hanno troppi software in portafoglio e quindi non vogliono spendere pagando troppa gente brava.
Un esempio?
Redox OS è un sistema operativo scritto in rust,non è ancora perfetto ma poi per fare girare servizi,driver, e programmi,bisogna ripartire da zero,il che non è effettivamente una passeggiata,poi bisogna vedere se viene potenzialmente usato.
Anche Huawei era partita con un fork di android,poi è virata su un codice nuovo con harmony os e costruire un nuovo sistema operativo con tutto l'ecosistema non è stato così semplice,anche avendo a disposizione moltissimi programmatori e sviluppatori di app.
esempi che c'entrano poco. lì vanno riscritti pezzi fondanti dell'OS mentre nel frattempo si cerca di mutuare quanto già fatto da altri con altri stack
qui MS controlla tutto lo stack della shell, da sempre, ed a basso livello se vogliono mantenere la retrocompatibilità non c'è nessun problema, hanno sempre fatto un lavoro notevole su questo
ma non esiste che non riescano a sganciare una UI per rifare una finestra perché è tutto attorcigliato. e sanno benissimo come si fa: con server core e powershell hanno costretto i loro stessi team a mettere un'api pubblica sotto la gui, perché senza gui la macchina non la amministravi in altro modo. dove serviva l'hanno fatto. sul desktop no
quindi non è che non possono, è che non gli è mai interessato. è un'ammissione di aver lavorato male in passato, null'altro
L'altro problema è che hanno programmatori davvero scarsi, forse hanno troppi software in portafoglio e quindi non vogliono spendere pagando troppa gente brava.
Penso anch'io che questi siano i motivi principali ... poi lo si vede in generale, non solo parlando della M$.
L'altro problema è che hanno programmatori davvero scarsi [...]
I L L E G G I B I L E
Saranno uguali a chi sviluppa in Apple per cui il problema, qualora vero, risiede più a monte..
Saranno uguali a chi sviluppa in Apple per cui il problema, qualora vero, risiede più a monte..
Magari un Windows 11 puro senza retrocompatibilità forzata e con software che in fase di installazione dicano esplicitamente per win11 accoppiato al supporto di Windows 10 per almeno altri cinque anni, no?
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