La fine di Mandriva Linux: la società chiude dopo 17 anni di attività

La fine di Mandriva Linux: la società chiude dopo 17 anni di attività

Il CEO di Mandriva annuncia la chiusura della società. È la fine per una compagnia che ha "inseguito il sogno del PC desktop con Linux dal 1998"

di pubblicata il , alle 10:41 nel canale Sistemi Operativi
 

È stata una giornata triste per il mondo Linux quella di ieri, 26 maggio 2015, data in cui Mandriva ha annunciato la chiusura delle attività. La doccia fredda per la community è arrivata per mezzo di un post sul sito societe.com. Mandriva era alla base di una delle distribuzioni Linux più diffuse in ambito commerciale e chiude dopo oltre 16 anni di attività ed alcuni periodi con altalenanti problemi finanziari.

Non è apparentemente servito a niente generare un fatturato di circa 553 mila euro nel corso del 2013. La società aveva a carico una forza lavoro di poco meno di 20 dipendenti, anche viste alcune defezioni degli ultimi anni. Proprio in vista delle incertezze finanziarie, alcuni dipendenti avevano abbandonato Mandriva per fondare il sistema operativo Mageia, un fork di Linux Mandriva.

Mandriva Linux

Nel corso degli anni Mandriva ha cercato di minacciare il successo commerciale di Windows installando su desktop la propria alternativa basata su kernel Linux. Nel 2007 Mandriva portava a compimento un importante accordo con il governo nigeriano, grazie al quale riusciva ad installare il proprio sistema operativo su 17 mila PC utilizzati nelle scuole del paese africano. Allo stesso modo, Mandriva ha riscosso particolare successo anche in Malesia.

Ma nel 2012 tornava l'ombra della bancarotta, una situazione che comunque Mandriva ha dovuto affrontare più volte dal 1998 ad oggi. Ad aver salvato la società è stato Jean-Manuel Croset, divenuto COO nel 2011 e subito dopo CEO, ma con l'annuncio del suo abbandono Mandriva è destinata alla chiusura. Croset concentrerà i propri sforzi su SimplyWorks, la sua società, e come consulente IT in Svizzera.

Linux è diventato una potenza nel mercato dei server e dei data center con compagnie come ad esempio Red Hat, ed è ampiamente utilizzato anche nel mercato dei sistemi embedded. Con un po' di capacità di astrazione, potremmo dire che è la realtà dominante sul mondo smartphone visto che Android utilizza come base proprio Linux. Tuttavia, sul fronte desktop non è mai riuscita a mettere in discussione i numeri di Microsoft.

"È una fine drammatica per una compagnia che ha inseguito il sogno del PC desktop con Linux dal 1998", scrive il blog LWN.net, un epilogo che in qualche modo sancisce un'amara sconfitta per il mondo open-source, la fine della speranza per cui Linux possa contrastare in un futuro non meglio determinato l'egemonia di Windows.

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101 Commenti
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walter sampei27 Maggio 2015, 10:52 #1
nooooooooooooo!!!!

la fine di un'epoca all'epoca mandrake era veramente un'alternativa, driver di alcune periferiche a parte, a windows 98se. e' stata la prima distro veramente adatta a tutti, e all'epoca mi ci sono divertito non poco. anche quando e' diventata mandriva non era male, poi si e' un po' persa per strada
Luca*gr27 Maggio 2015, 10:54 #2
Non sapevo esistesse ancora...E' stata la mia prima distro...
macellatore27 Maggio 2015, 11:26 #3
Libertà di scelta contro la limitatezza delle risorse.

Resto convinto che piu' distro ci lasciano la pelle e meglio sarà.
Chi ci lavora si unira' a progetti piu' grossi.
cignox127 Maggio 2015, 11:33 #4
Anche io credo che la frammentazione delle distribuzioni sia uno dei principali ostacoli alla diffusione (supporto driver da parte dei produttori di hw un'altro, semplicitá di utilizzo il terzo, sebbene in miglioramento costante).

Windows, in qualche modo, 'funziona'. Linux puó andare meglio, ma 'devi farlo funzionare'. Quando ci saranno non piú di quattro o cinque distribuzioni casalinghe (e altrettante desktop, e altrettante workstation), allora forse le enormi energie che ci sono in questo ambiente riusciranno ad essere incanalate per risolvere i problemi che ancora rimangono.
roccia123427 Maggio 2015, 11:57 #5
Meglio. Minor frammentazione e sforzi concentrati su meno distribuzioni.
Pier220427 Maggio 2015, 12:30 #6
Originariamente inviato da: roccia1234
Meglio. Minor frammentazione e sforzi concentrati su meno distribuzioni.


Se ne contano a centinaia, solo su distrowatch ne sono monitorate 100, ne devono chiudere parecchie se la teoria è giusta.
Poi ad ogni distro che chiude se ne aggiungono una o più nuove.

In questo archivio di HWU c'è uno che fa la domanda pertinente all'argomento, le risposte più o meno è sempre la stessa. Libertà
A parte qualche teoria complottista che salta sempre fuori con le teorie più assurde:
[U]Credo si chiami .... libertà.

Alcuni tentano di negarla imponendo al mondo UN solo sistema.
Altri, magari fanno anche casino, ma si impegnano perchè ognuno di noi possa decidere liberamente cosa scegliere.

Anche dal punto di vista biologico/genetico la 'differenzazione' è alla base della sopravvivenza e dell'evoluzione.[/U]

Non so a chi si riferisse in alcuni (presumibilmente fa riferimento a Microsoft in forma plurale), una specie di teoria dell'accerchiamento per distruggere la libertà..che dopo le scie chimiche ci ridurrà tutti schiavi..dimenticandosi che i maggiori finanziamenti per lo sviluppo di Linux in tutte le sue forme proviene proprio da investimenti di grosse corporation...
Poi una specie di mix tra evoluzione genetica e varietà delle specie, equiparato all'evoluzione informatica.

A parte i deliri, io credo che se Linux dovesse alzare la sua quota nel mercato IT (non tiriamo fuori le derivazioni telefoniche che sono in mano a 2 soggetti e molto grossi) e qualcuno comincia seriamente a investirci, il numero di distro sotto la pressione di investimenti assurdi comincerà a ridursi in maniera esponenziale e qualche multinazionale spazzerà via tutti come è sempre successo.

In teoria, per chi considera Linux un mondo libero, dovrebbe augurarsi che Linux rimanga confinato nella sua nicchia, perché con una penetrazione a livelli di Windows i pescecani non lo lasciano in mano alle community. imho
Rommie27 Maggio 2015, 12:48 #7

Il numero di distribuzioni

Non c'entra niente con la dispersione degli sviluppatori, sono due cose distinte e separate.
devilred27 Maggio 2015, 12:52 #8
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Link alla notizia: http://www.hwupgrade.it/news/sistem...vita_57413.html

Il CEO di Mandriva annuncia la chiusura della società. È la fine per una compagnia che ha "inseguito il sogno del PC desktop con Linux dal 1998"

Click sul link per visualizzare la notizia.


bene! che sia l'inizio di un effetto domino nel mondo gnu/linux??? amen! spero seguano a ruota ubuntu e derivate.
Rommie27 Maggio 2015, 12:52 #9
Originariamente inviato da: cignox1
Anche io credo che la frammentazione delle distribuzioni sia uno dei principali ostacoli alla diffusione (supporto driver da parte dei produttori di hw un'altro, semplicitá di utilizzo il terzo, sebbene in miglioramento costante).


Chi programma i driver li programma per il kernel, mica per una distro particolare !

Originariamente inviato da: cignox1
Windows, in qualche modo, 'funziona'. Linux puó andare meglio, ma 'devi farlo funzionare'.


No, windows te lo danno preinstallato e preconfigurato linux no.
Symonjfox27 Maggio 2015, 13:56 #10

Frammentazione

Meno frammentazione? Ma lo leggete l'articolo?

Proprio in vista delle incertezze finanziarie, alcuni dipendenti avevano abbandonato Mandriva per fondare il sistema operativo Mageia, un fork di Linux Mandriva.

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