Dietro Windows 11 batte un cuore di 30 anni fa: a dirlo è il CTO di Microsoft
Mark Russinovich ammette che Windows 11 nel 2026 poggia ancora sulle fondamenta di Win32, tecnologia degli anni '90. Il vetusto codice viene definito un pilastro essenziale ancora oggi, nonostante i passati tentativi di Microsoft di svecchiare l'architettura dell'OS
di Nino Grasso pubblicata il 11 Maggio 2026, alle 09:21 nel canale Sistemi OperativiMicrosoftWindows 11
Nel 2026 le aspettative collettive puntavano verso stazioni lunari e vetture volanti, ma la realtà tecnologica che governa i nostri PC è decisamente più ancorata al passato. A usare queste parole è stato Mark Russinovich, Chief Technical Officer di Microsoft Azure e figura storica dell'ecosistema Windows, che ha recentemente compiuto una riflessione candida quanto pragmatica: il "bedrock", la roccia su cui poggia l'intera struttura di Windows 11, rimane l'antico set di API Win32.
Parliamo di codice scritto a metà degli anni '90, una tecnologia che dopo tre decenni non solo sopravvive, ma viene definita dal CTO come "più rilevante che mai". Questa ammissione, arrivata tramite i canali social come parte di un più vasto approfondimento, rappresenta una presa di coscienza strategica da parte di Redmond, che sembra voler adottare un approccio di maggiore trasparenza verso una base d'utenza sempre più scettica e tentata da alternative come Linux o macOS. La persistenza di Win32 è il risultato di un ecosistema vastissimo che ha costruito i propri successi su questo strato fondamentale; rimuoverlo o sostituirlo si è rivelato, storicamente, un compito superiore alle forze della stessa Microsoft.
L'eredità pesante di Win32: il cuore di Windows 11 batte ancora a ritmo anni '90
Non è la prima volta che Microsoft tenta di recidere il cordone ombelicale con il passato. Russinovich ha ricordato esplicitamente l'era di Windows 8, durante la quale l'azienda cercò di forzare una transizione verso WinRT. L'obiettivo era quello di effettuare un reboot completo della superficie delle API di Windows, cercando di modernizzare l'approccio allo sviluppo software. Tuttavia, quella scommessa non ha dato i frutti sperati. La resistenza dell'ecosistema e la profondità con cui Win32 è integrato nelle logiche di business e di produttività hanno reso WinRT una parentesi, piuttosto che una rivoluzione.
Did anyone expect Win32 to still be going strong in 2026? Mark Russinovich explains why its deep roots in Windows—and the massive ecosystem built on top—have given it serious staying power. Turns out “legacy†can still mean essential.
-- Microsoft Dev Docs (@docsmsft) May 6, 2026
SysInternals site: https://t.co/BOsLvgAn81 pic.twitter.com/6Yd3ipX42p
Oggi, Windows 11 si avvicina a una quota di mercato del 75%, e al contempo deve fare i conti con critiche feroci riguardanti le prestazioni delle componenti di base del sistema e la sua affidabilità. La dirigenza sembra aver compreso che la strada della "modernizzazione forzata" (prima fra tutte la discussa evoluzione in un "OS agentico" basato massicciamente sull'IA proposta lo scorso novembre) non basta a convincere gli appassionati se le basi del sistema mostrano segni di fatica.
Per rispondere a queste sfide, Microsoft ha avviato una trasformazione interna profonda, quasi un ritorno alle origini della cultura ingegneristica. L'obiettivo è rendere Windows 11 estremamente reattivo, pur mantenendo la compatibilità garantita da quel codice trentennale che Russinovich stesso ha contribuito a scrivere.
Strumenti come Sysmon e ZoomIt, nati nel lontano 1996 dalle mani del CTO, sono ancora oggi integrati rispettivamente in Windows e nei PowerToys. Questo non è comunque visto solo come un limite, ma come la prova della solidità di una logica di programmazione che ha resistito a decenni di evoluzione hardware. La sfida per Redmond nel 2026, quindi, è ottimizzare quella roccia per garantire che la stabilità del passato possa sostenere le prestazioni richieste dal futuro.









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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoTra l'altro perchè mai si dovrebbe rimuoverle? Solo perchè sono "vecchie"?
Nell'informatica la retrocompatibilità è fontamentale, inoltre le API Win32 sono decisamente più efficenti, integrate e coerenti con l'interfaccia del sistema rispetto qualsiasi altra libreria grafica.
Semmai dovrebbero essere usate di più, altro che eliminate.
Tra l'altro perchè mai si dovrebbe rimuoverle? Solo perchè sono "vecchie"?
Nell'informatica la retrocompatibilità è fontamentale, inoltre le API Win32 sono decisamente più efficenti, integrate e coerenti con l'interfaccia del sistema rispetto qualsiasi altra libreria grafica.
Semmai dovrebbero essere usate di più, altro che eliminate.
Non e' vero che la retrocompatibilita' e' fondamentale. La retrocompatibilita' non giustifica la carenza di supporto che hanno avuto quelle API.
In compenso abbiamo assistito ad un proliferare di codice e piattaforme tipo .NET o WinRT, nuovi modelli di sviluppo e via discorrendo, senza mai deprecare nulla.
Ergo: aumenta il codice, aumenta la superficie d'attacco, aumenta l'effort per la manutenzione e con molta probabilita', come del resto abbiamo assistito in questi anni, aumentano bug e problemi.
Di tanto in tanto serve dare una svecchiata al core, se non la dai, il risultato e' che quando sarai costretto a farlo, aumenteranno solo i costi e sara' un bagno di sangue.
Bisogna cominciare a tagliare codice e dipendenze. Ma vallo a dire ai presunti esperti di software che ormai usano AI slop per la qualunque.
In compenso abbiamo assistito ad un proliferare di codice e piattaforme tipo .NET o WinRT, nuovi modelli di sviluppo e via discorrendo, senza mai deprecare nulla.
Il problema è che ad esempio .NET e WinRT fanno semplicemente schifo
Se pensi di deprecare un' api ne dovresti fornire una migliore, non peggiorare l' offerta mettendo paletti, gabelle e cercare di forzarne l' uso regalando versioni di Windows che non fanno girare le win32
Se voglio un' app multipiattaforma la faccio in java, se voglio che giri bene in Windows uso win32, queste sono soluzioni che hanno 30 anni e che funzionano, soluzioni pensate per ingabbiare l' utente e costringerlo a passare dal tuo store o dal tuo Application Server non hanno funzionato e non funzioneranno
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