BIOS hackerato di fabbrica: ecco come i produttori di PC fornivano software pirata ai clienti
Negli anni '90, alcuni produttori di PC sfruttavano ingegnose scorciatoie per attivare software a pagamento senza licenza. Inserendo stringhe ingannevoli nel BIOS, riuscivano a ingannare i controlli di autenticità dei programmi. Durante lo sviluppo di Windows 95, Microsoft scoprì una di queste tecniche cercando di rendere compatibili i vecchi PC con lo standard Plug and Play
di Vittorio Rienzo pubblicata il 25 Giugno 2025, alle 11:43 nel canale Sistemi OperativiMicrosoftWindows
Durante lo sviluppo di Windows 95, Microsoft si trovò di fronte a una sfida tecnica notevole: adattare la nuova funzionalità Plug and Play a una vasta gamma di PC esistenti, molti dei quali precedevano la specifica stessa. Il team di ingegneri, per riuscire a identificare questi sistemi legacy, analizzò a fondo centinaia di BIOS, estraendo informazioni come date del firmware e stringhe di copyright.
Fu proprio durante questa attività che emerse un dettaglio curioso e inaspettato: una stringa all’interno del BIOS recitava testualmente "Not Copyright Fabrikam Computer". Apparentemente innocua o persino ironica – perché un PC dovrebbe comunicare di non essere protetto da copyright? – la stringa si rivelò invece essere parte di una strategia ben precisa.
Negli anni ’90, era pratica comune per i produttori di PC offrire software preinstallato in versione di prova. Alcune software house offrivano ai produttori licenziatari la possibilità di sbloccare automaticamente la versione completa del software se il PC risultava provenire da un partner autorizzato, rilevando nel BIOS una determinata stringa di copyright.

Nel suo post sul blog di Microsoft, l'ingegnere Raymond Chan spiega che se, ad esempio, fosse stato acquistato un PC "Fabrikam", sarebbe stato accompagnato dalla versione di prova di "LitWare Word Processor". Nel momento in cui il software avesse riconosciuto che il PC proveniva da un partner autorizzato, avrebbe sbloccato la versione completa. Naturalmente, si tratta di nomi fittizi per proteggere le identità delle aziende.
Contoso, altro nome fittizio per proteggere l’identità reale dell’azienda, trovò un modo creativo (e discutibile) per aggirare il sistema. Non essendo un licenziatario ufficiale, decise di inserire nel proprio BIOS la stringa "Copyright Contoso Not Copyright Fabrikam Computer". Così facendo, il software identificava comunque all’interno della stringa la sequenza "Copyright Fabrikam Computer", attivando erroneamente la versione completa.
La scoperta evidenzia quanto fossero diffusi e ingegnosi questi stratagemmi. Il team Microsoft, pur lavorando su problematiche di compatibilità hardware, si trovò involontariamente a svelare una forma primitiva di "BIOS pirata".
Nel tempo, meccanismi più sicuri e crittografati sono stati introdotti per evitare simili bypass, ma l’episodio resta un affascinante spaccato dell’epoca, dove hardware, software e creatività si intrecciavano in modi sorprendenti. Un’ulteriore dimostrazione di quanto, nella corsa all’innovazione, l’ingegno umano sappia trovare scorciatoie—talvolta ai limiti della legalità.










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13 Commenti
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Comunque sembra ieri...e invece son passati 30 anni !
Comunque sembra ieri...e invece son passati 30 anni !
Mi ricordo ancora quando per giocare si aspettava le 18.00 per collegare il 56k e prima ancora il 14k in modo che la chiamata costasse meno.
Oppure i virus che resettavano la connessione facendoti chiamare numerazioni tipo 199.
Le lotte infinite con i dischi del tempo... che ogni volta eri a limare memoria qua e la per farci stare questa o quella installazione. Mi ricordo ancora che a un certo punto avevo un disco se non ricordo male da 1.2G e in qualche modo ci si faceva stare windows, office e pure uno o due giochi.
Oggi non ci installeresti nemmeno una versione di windows ridotta ai minimi termini.
Oppure mi ricordo quella follia che era l'overclock fatto spostando i jumper sulla MoBo che veramente bastava un errore e fiammavi tutto.
Oppure i virus che resettavano la connessione facendoti chiamare numerazioni tipo 199.
Le lotte infinite con i dischi del tempo... che ogni volta eri a limare memoria qua e la per farci stare questa o quella installazione. Mi ricordo ancora che a un certo punto avevo un disco se non ricordo male da 1.2G e in qualche modo ci si faceva stare windows, office e pure uno o due giochi.
Oggi non ci installeresti nemmeno una versione di windows ridotta ai minimi termini.
Oppure mi ricordo quella follia che era l'overclock fatto spostando i jumper sulla MoBo che veramente bastava un errore e fiammavi tutto.
scherzi? 1.2G era ttantissimo per l’uscita di win95, ai suoi tempi si era massimo a 500mega, io lo installai nel mio da 256mb. Il vero problema era la ram che costava 100.000 ogni megabyte.
1.2G c'era già win 98 me lo ricordo perché quando me lo portarono facevano la dimostrazione anche del "3D" che era una sorta di videogioco preinstallato nel sistema con una specie di labirinto una roba oscena ma che all'epoca sembrava chissà che.
Per la ram mi ricordo anche lì gli smanettamenti... tipo c'era un comando per abilitare qualcosa che era tipo highmem o qualcosa del genere e combattevi ad ottimizzare sui kilobyte.
Erano veramente altri tempi e cose che le nuove generazioni non potranno mai nemmeno lontanamente immaginarsi.
Comunque sembra ieri...e invece son passati 30 anni !
in effetti... utilissimo saperlo dopo 30 anni...
magari nel 2055 ci diranno che con Windows 11 potevi entrare nel sito interno della Banca Centrale e cambiare il saldo del conto corrente...
Oppure i virus che resettavano la connessione facendoti chiamare numerazioni tipo 199.
Le lotte infinite con i dischi del tempo... che ogni volta eri a limare memoria qua e la per farci stare questa o quella installazione. Mi ricordo ancora che a un certo punto avevo un disco se non ricordo male da 1.2G e in qualche modo ci si faceva stare windows, office e pure uno o due giochi.
Oggi non ci installeresti nemmeno una versione di windows ridotta ai minimi termini.
Oppure mi ricordo quella follia che era l'overclock fatto spostando i jumper sulla MoBo che veramente bastava un errore e fiammavi tutto.
Il mio primo 486, un DX 33Mhz, aveva un Conner da 160 Mb... Per Windows 3.1 era sufficiente, ma per Windows 95 cominciava ad essere stretto.
Quindi alla fine decisi di fare un upgrade con un disco Quantum Fireball da 512 Mb, 2 Mb di ram aggiuntiva e scheda controller disco e I/O su VESA LocalBus.
Volevo anche provare l'overclock del 486 ma, appunto, le istruzioni della MoBo non erano molto chiare e decisi di non rischiare.
Per la ram mi ricordo anche lì gli smanettamenti... tipo c'era un comando per abilitare qualcosa che era tipo highmem o qualcosa del genere e combattevi ad ottimizzare sui kilobyte.
Highmem ed EMM386 erano i due gestori di memoria, di provenienza MS-DOS, che venivano caricati al lancio di W95, W98 ed Me. D'altronde l'architettura di memoria era rimasta sempre la stessa da Windows 3.0 se non prima.
Poi in commercio c'erano delle utilities come Ram Doubler che promettevano di raddoppiare la memoria tramite compressione/decompressione dei dati al volo. Buone solamente per surriscaldare la CPU...
Per la ram mi ricordo anche lì gli smanettamenti... tipo c'era un comando per abilitare qualcosa che era tipo highmem o qualcosa del genere e combattevi ad ottimizzare sui kilobyte.
Erano veramente altri tempi e cose che le nuove generazioni non potranno mai nemmeno lontanamente immaginarsi.
autoexec.bat
config.sys
himem.sys
i tre file su cui lavorare per trovare la compatibilità col software da far girare.
Cosa valida ancora adesso in informatica, mi capita di risolvere problemi su un software X ripensando a una procedura usata per un software K che però c'entrava quasi nulla. Sempre "pensare quadrimensionalmente", vedere tutto da più prospettive e nel caso improvvisare.
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