Yahoo e account compromessi, uno degli accusati vuole dichiararsi colpevole

Yahoo e account compromessi, uno degli accusati vuole dichiararsi colpevole

Un cittadino canadese di origine kazaka, arrestato a marzo, ha deciso di dichiararsi colpevole e collaborare con la giustizia per il caso che ha visto la violazione di 500 milioni di account di Yahoo

di Andrea Bai pubblicata il , alle 12:51 nel canale Sicurezza
Yahoo
 

Tra le varie violazioni cui Yahoo è stata vittima nel corso degli anni passati, ce n'è stata una portata avanti ad opera di hacker e spie russe, come il Dipartimento di Giustizia USA aveva avuto modo di dettagliare lo scorso marzo, che portò alla compromissione di oltre 500 milioni di account. Ne avevamo parlato qui.

Si apprende in questi giorni un piccolo aggiornamento sulla vicenda: il cittadino canadese Karim Baratov, ventiduenne originario del Kazakistan e arrestato in Canada lo scorso marzo su richiesta delle autorità statunitensi, avrebbe infatti deciso di voler comparire il 28 novembre dinnanzi alle autorità per dichiararsi colpevole dell'aiuto fornito ai russi Dimitry Dokuchaev e Igor Suschin (due ufficiali del servizio di sicurezza federale russo, accusati inisieme a Baratov) nel portare avanti l'operazione. Il rappresentante legale non ha rilasciato alcun commento, ma Baratov aveva già rinunciato ai suoi diritti per contrapporsi alla richiesta di estradizione degli USA.

Baratov ha dichiarato di essere stato una pedina in un meccanismo di più ampio respiro in cui Dokuchaev e Suschin hanno arruolato a pagamento vari hacker perché accedessero ad account di posta elettronica. Almeno 50 degli 80 account in cui Baratov è riuscito ad infiltrarsi sono hostati da Google e il gruppo include un insieme di ufficiali Russi e dirigenti d'azienda.

Baratov in precedenza non si era dichiarato colpevole delle varie accuse a suo carico, tra le quali vi sono frode e furto d'identità. Non è chiaro che cosa gli possa aver fatto cambiare idea, e del resto potrebbe essere solamente l'unico condannato nel caso. Gli altri sospettati vivono in Russia e, con probabilmente la benedizione del governo locale, gli USA non possono fare molto altro se non imporre sanzioni di viaggio.

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2 Commenti
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giovanni6927 Novembre 2017, 14:16 #1
Capro espiatorio che poi... troverà lavoro presso Verizon un giorno o l'altro.
Caterpillar8627 Novembre 2017, 18:42 #2
Dovrebbero assegnare una scorta a Karim Baratov, questa storia mi fa venire in mente quel che accadde a Karl Koch

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