Western Digital, nell'attacco di fine marzo sottratti i dati dei clienti: cosa hanno rubato gli hacker

Western Digital, nell'attacco di fine marzo sottratti i dati dei clienti: cosa hanno rubato gli hacker

I malintenzionati che hanno bucato Western Digital a fine marzo hanno acquisito alcune informazioni personali dei clienti, tra cui: nomi, indirizzi di fatturazione e spedizione, email, numeri di telefono, password cifrate e numeri parziali di carte di credito.

di pubblicata il , alle 08:04 nel canale Sicurezza
Western Digital
 

Western Digital ha diffuso nuove informazioni sull'attacco hacker che l'ha coinvolta sul finire di marzo e che portò MyCloud e altri servizi della società a essere inaccessibili agli utenti per una decina di giorni. "Il 26 marzo abbiamo identificato un incidente di sicurezza sulla rete per cui una terza parte non autorizzata aveva ottenuto l'accesso a diversi sistemi dell'azienda", è l'incipit della nota.

Il 2 aprile Western Digital rendeva nota di aver avviato un'indagine con l'assistenza dei principali esperti del settore della sicurezza. "Questa indagine è in corso e include analisi per comprendere la natura e la portata dei dati ottenuti dalla parte non autorizzata". Parallelamente, come misura precauzionale, la società decise di disconnettere proattivamente i sistemi e servizi da Internet.

"Stiamo procedendo nel nostro processo di ripristino e la maggior parte dei nostri sistemi e servizi interessati è ora operativa. Le nostre fabbriche sono e sono state operative durante questo incidente e stiamo spedendo prodotti per soddisfare le esigenze dei nostri clienti. Sebbene inizialmente influenzato dalle nostre misure proattive, a partire dal 13 aprile il servizio My Cloud è stato ripristinato. Anche l'accesso all'account dello shop di Western Digital è stato influenzato e dovrebbe essere ripristinato la settimana del 15 maggio".

La società statunitense ha appurato che i malintenzionati hanno ottenuto "una copia di un database usato per il nostro negozio online che conteneva alcune informazioni personali dei clienti". Tra le informazioni nelle mani degli hacker vi sono nomi, indirizzi di fatturazione e spedizione, indirizzi email e numeri di telefono. Inoltre, il database conteneva, in forma crittografata, password con hash e salt e numeri parziali di carte di credito.

"Comunicheremo direttamente con i clienti interessati", è l'assicurazione di Western Digital, che aggiunge: "Siamo consapevoli che altre presunte informazioni di Western Digital sono state rese pubbliche. Stiamo indagando sulla validità di questi dati e continueremo a riportare i nostri risultati come appropriato".

Tra tante brutte notizie ce n'è però una buona, con la società che afferma di avere controllo sulle firme digitali dei propri file e di poter intervenire ove necessario. "Per quanto riguarda le segnalazioni del potenziale utilizzo fraudolento della tecnologia di firma digitale presumibilmente attribuita a Western Digital nei prodotti consumer, possiamo confermare di avere il controllo sulla nostra infrastruttura di certificati digitali".

"Nel caso in cui dovessimo adottare misure precauzionali a tutela dei clienti, siamo attrezzati per revocare i certificati secondo necessità. Vorremmo ricordare di prestare sempre attenzione quando scaricano applicazioni da fonti non attendibili su Internet".

Western Digital non ha parlato invece della presunta richiesta di riscatto "a 8 cifre", ovvero almeno una decina di milioni di dollari, avanzata dai malintenzionati.

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