Microsoft di nuovo violata: 73 repository GitHub disabilitati per malware ruba-credenziali

Microsoft di nuovo violata: 73 repository GitHub disabilitati per malware ruba-credenziali

Per la seconda volta in poche settimane i pacchetti open source ufficiali di Microsoft sono stati avvelenati con codice ruba-credenziali che si attiva aprendo il repository in un assistente IA. GitHub ne ha disabilitati 73 in 105 secondi

di pubblicata il , alle 11:01 nel canale Sicurezza
Microsoft
 

Microsoft ha disattivato 73 propri repository su GitHub dopo che una serie di suoi pacchetti open source ufficiali è stata compromessa per iniettare codice capace di sottrarre credenziali. Il payload resta inerte all'installazione e si attiva soltanto quando uno sviluppatore apre il repository in un agente IA per la programmazione, come Claude Code, Gemini CLI, Cursor o VS Code.

È la seconda compromissione in poche settimane a colpire un account ufficiale Microsoft: a metà maggio la società di sicurezza StepSecurity aveva già documentato l'avvelenamento del pacchetto durabletask, un framework per orchestrare flussi di lavoro distribuiti che totalizza circa 400.000 download al mese.

Come funziona l'attacco

L'ondata è partita da un commit malevolo spinto sul repository durabletask attraverso l'account di un collaboratore già compromesso. Da lì la disattivazione si è propagata a cascata: OpenSourceMalware, sito che raccoglie gli indicatori degli attacchi alla catena di fornitura del software, riferisce che GitHub ha disabilitato i 73 repository in quattro organizzazioni distinte (l'intera Azure Functions, la famiglia Durable Task e alcune app di esempio per l'IA) in un solo passaggio automatico di 105 secondi, lo scorso 5 giugno.

Il codice malevolo è tracciato come Miasma ed è in sostanza un clone del toolkit Mini Shai-Hulud, il cui sorgente è stato reso pubblico di recente dal gruppo TeamPCP, già autore di una lunga serie di attacchi alla catena di fornitura nella prima metà dell'anno. Il payload, pesante circa 28 KB, sottrae credenziali da AWS, Azure, GCP, Kubernetes, gestori di password e oltre novanta configurazioni di strumenti per sviluppatori, per poi muoversi lateralmente nelle infrastrutture cloud verso altre macchine. La società Cloudsmith aggiunge che il codice prende di mira anche i token OIDC impiegati nelle attestazioni di provenienza SLSA, ossia le garanzie crittografiche sull'integrità del software: la stessa funzione che dovrebbe certificare l'autenticità di un pacchetto viene piegata per sottrarre un token Microsoft legittimo.

Il messaggio ambiguo di GitHub

GitHub, di proprietà Microsoft, non ha segnalato i pacchetti come malevoli: la pagina mostrata a chi tenta di accedervi parla genericamente di una “violazione dei termini di servizio” e invita il proprietario a contattare l'assistenza. Per gli sviluppatori che hanno lavorato su quei repository con un agente IA la formulazione conta, perché le loro macchine andrebbero considerate compromesse, con conseguente rotazione delle credenziali. Microsoft ha riconosciuto la possibilità di contenuto malevolo soltanto lunedì, con una formula di circostanza: “Abbiamo temporaneamente rimosso alcuni repository mentre indaghiamo su potenziale contenuto malevolo”.

Non è ancora chiaro se l'attacco sia il riutilizzo di credenziali mai ruotate dopo la compromissione di maggio oppure una violazione del tutto nuova. OpenSourceMalware propende per la prima ipotesi e parla apertamente di “ri-compromissione”. L'indicazione pratica per chi ha aperto quei pacchetti con un assistente IA resta comunque una sola, a prescindere dalla risposta: trattare la macchina come compromessa e ruotare ogni credenziale raggiungibile.

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