Linux non è così sicuro come pensavi, e secondo Kaspersky serve un antivirus
Kaspersky Lab ha deciso di estendere la disponibilità del proprio software antivirus agli utenti domestici Linux, superando la precedente esclusività riservata al settore aziendale. La decisione arriva mentre crescono le preoccupazioni per un aumento esponenziale delle minacce rivolte al sistema operativo open source
di Nino Grasso pubblicata il 12 Novembre 2025, alle 10:31 nel canale SicurezzaKasperskyLinux
Kaspersky Lab ha reso disponibile il proprio antivirus per gli utenti privati che utilizzano distribuzioni Linux, una categoria fino ad oggi servita esclusivamente nel contesto enterprise. Si tratta di un cambio importante, per l'azienda, rispetto alla concezione tradizionale della sicurezza su piattaforme open source, storicamente considerate meno vulnerabili rispetto ai sistemi Windows o macOS.

L'architettura di GNU/Linux, con il suo rigido modello di permessi utente e i repository centralizzati per l'installazione del software, ha sempre costituito una barriera naturale contro le minacce informatiche, rendendo le infezioni significativamente meno frequenti. Ma, secondo quanto riportato da Kaspersky, lo scenario attuale racconta però una storia diversa. L'azienda segnala che il numero di programmi malevoli diretti verso ambienti Linux è cresciuto di venti volte nel corso degli ultimi cinque anni, un dato che ridimensiona notevolmente la percezione di immunità che ha accompagnato a lungo il sistema operativo del pinguino.
La vulnerabilità scoperta nel 2024 nell'utility xz viene citata come esempio emblematico dei rischi emergenti: la backdoor inserita nelle versioni 5.6.0 e 5.6.1 avrebbe potuto trasformarsi nel più grave attacco all'ecosistema Linux della storia, se non fosse stata individuata tempestivamente da un ricercatore di sicurezza mentre indagava su anomalie nelle performance di SSH.
L'antivirus per Linux proposto da Kaspersky integra scansioni basate su intelligenza artificiale per il monitoraggio continuo del sistema, dei dispositivi connessi e dei singoli file. Il software analizza automaticamente i supporti rimovibili come le chiavette USB al momento della connessione, utilizzando tecniche di analisi per identificare minacce anche sconosciute. A completare il pacchetto troviamo funzioni dedicate come la protezione anti-phishing per identificare collegamenti pericolosi e un sistema di verifica per i pagamenti online che controlla l'affidabilità dei siti bancari prima delle transazioni finanziarie.
L'antivirus supporta le principali distribuzioni Linux a 64 bit, con pacchetti disponibili sia in formato DEB che RPM. Tra i sistemi operativi compatibili figurano Ubuntu, ALT Linux, Uncom e RED OS, con l'accesso al software che avviene attraverso tre livelli di abbonamento: Standard, Plus e Premium. Le funzionalità per Linux, in realtà, rimangono identiche indipendentemente dal piano scelto, mentre le differenze di prezzo riflettono le protezioni aggiuntive offerte per altri sistemi operativi. Il piano Standard è l'unico che ha quindi senso per gli utenti Linux, e parte da 38,99 dollari annui per un singolo dispositivo, con una prova gratuita di 30 giorni disponibile per valutare il servizio.








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16 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infohttps://it.wikipedia.org/wiki/Kaspersky_Lab
certo, cari amici, mi fido, tranquilli
https://it.wikipedia.org/wiki/Kaspersky_Lab
certo, cari amici, mi fido, tranquilli
perche ti fidi di piu di una non russa? bel metodo di intendere la sicurezza informatica
Ma LOL se tu Linux nemmeno lo usi perchè è troppo complicato, che cosa vuoi saperne di sicurezza
Non so se ti hanno informato che c'è una guerra in corso.
Comunque non mi fidavo nemmeno prima.
Poi, se chi è seduto davanti al monitor usa il PC alla "volatile di segugio", potrebbe tornare utile anche un antivirus pure per il pinguino, ma questa è un'altra storia.
sempre impostato normale user (sudo disattivato salvo usi didattici) e impostato iptables alla bisogna
Poi, se chi è seduto davanti al monitor usa il PC alla "volatile di segugio", potrebbe tornare utile anche un antivirus pure per il pinguino, ma questa è un'altra storia.
Hai ragione:
"La rimozione di Jia Tan come maintainer: l’individuo o l’entità, in quanto non si è capito se dietro a questo nome ci fosse una persona reale responsabile dell’inserimento della backdoor nel codice XZ, è stato rimosso dall’elenco dei maintainer del kernel"
L'esempio nell'articolo non è assolutamente calzante.
#GomBloDDo??
Eppure dovrebbe saperlo anche alle elementari che, più aumenta la base installata, più aumentano le attenzioni dei malintenzionati
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