L'Australia rafforza le misure difensive e offensive per la cyber-sicurezza

L'Australia rafforza le misure difensive e offensive per la cyber-sicurezza

230 milioni di dollari australiani per una strategia di rafforzamento delle misure difensive e offensive nel campo della cyber-sicurezza, che si svilupperà nel corso dei prossimi 4 anni con la creazione di centri di intelligence per le minacce tecnologiche

di Andrea Bai pubblicata il , alle 10:01 nel canale Sicurezza
 

Il Primo Ministro australiano Malcolm Turnbull ha annunciato l'avvio della nuova Cyber Security Strategy con uno stanziamento di 230 milioni di dollari australiani, circa 160 milioni di Euro, per rafforzare le misure tecnologiche difensive dopo l'ammissione che alcune agenzie governative sono state vittime in passato di atti di cybercrime.

Come segnala il sito The Register, oltre al miglioramento nella difesa Turnbull ha inoltre rivelato che l'Australia detiene significative capacità offensive in termini di cyber attacchi, sperando in questo modo di alzare anche il livello di misure deterrenti: "Il riconoscimento di questa capacità offensiva è un'aggiunta alla nostra credibilità nel promuovere norme di buon comportamento sul piano internazionale e, di maggior importanza, la familiarità con le misure offensive migliora anche le nostre capacità difensive" ha dichiarato Turnbull.

Il Primo Ministro ha evitato di dettagliare ulteriormente le capacità offensive, limitandosi a spiegare che "l'uso di queste capacità è soggetto ad una stringente supervisione legale ed è coerente con il nostro supporto all'ordine internazionale basato su regole e con i nostri doveri soggetti alle leggi internazionali".

Il piano si concretizzerà nel corso dei prossimi quattro anni e vedrà il governo affrontare una spesa di 39 milioni di dollari per finanziare la ricollocazione dell'Australian Cyber Security Centre ad una destinazione più accesibile, e ulteriori 47 milioni di dollari per la costruzione di centri congiunti pubblici/privati per la condivisione di conoscenze, competenze e tecniche sulle minacce informatiche nelle principali città del Paese per rafforzare lo scambio di informazioni.

L'investimento nelle attività di cybersicurezza ha lo scopo di anticipare una possibile escalation degli attacchi informatici dinnanzi ad una crescita piuttosto rapida dell'economia Australiana basata sulla rete, attualmente ad un passo quasi doppio rispetto al resto dell'economia globale. Il cybercrime ha un costo stimato di 1 miliardo di dollari all'anno per l'Australia, anche se il reale impatto sull'economia nazionale potrebbe essere addirittura di 17 miliardi di dollari all'anno.

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1 Commenti
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aald21326 Aprile 2016, 09:38 #1
Prevedo tempi piuttosto bui (o interessanti, dipende dal punto di vista).

C'è un certo errore di fondo nel concetto di "deterrente elettronico".

La guerra elettronica è sotterranea; se (caso immaginario), il Regno Unito un giorno smette di scodinzolare e rotolarsi al comando degli Stati Uniti, e questi ultimi di conseguenza lanciano un attacco, per esempio nella forma di intrusione e spionaggio nei sistemi informatici, non esiste nessuna evidenza/prova su cui lanciare una controoffensiva pubblica (il deterrente).

Vedi, per esempio, tutti gli sfaceli che la Cina/Stati Uniti/eccetera stanno combinando.

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