Il destino di 8chan, forum di estrema destra che ha ospitato "manifesti" degli attentatori USA (e non solo)

Il destino di 8chan, forum di estrema destra che ha ospitato manifesti degli attentatori USA (e non solo)

Cloudflare, società con sede a San Francisco specializzata nella sicurezza dei siti web contro gli attacchi informatici, ha annunciato che non protegberà più 8chan, forum controverso e da tempo utilizzato da frange estremiste per pubblicare manifesti e osannare attentati. Ecco cosa è successo nelle ultime ore

di pubblicata il , alle 10:01 nel canale Sicurezza
 

Nella giornata di sabato, in seguito agli attentati avvenuti negli USA per mano di fanatici mossi dall'odio razziale, l'immensa macchina investigativa USA è presto giunta ai "manifestos" degli attentatori, pubblicati sul forum 8chan, usato spesso da frange di estrema destra per osannare attentati e promuovere le proprie idee.

8chan nasce nel 2013 per mano di Fredrick Brennan, ma con finalità del tutto differenti. Lo sviluppatore, ritenendo moderato con eccessivo zelo il forum 4chan (utilizzato per immagini, anime, gaming in genere), decide di creare qualcosa di simile, ma con libertà assoluta da parte dei creatori delle discussioni e nessuna moderazione da parte dei gestori. I moderatori sono di fatto i creatori delle discussioni. Nelle intenzioni del creatore non c'era nulla di quello che oggi è diventato 8chan, tanto che nelle ultime ore ne sta chiedendo a gran voce la chiusura (il proprietario ora è un veterano di guerra USA, Jim Watkins, che si pensa risieda nelle Filippine). 8chan ha precedenti nella pubblicazione di "manifestos" che avevano poi anticipato attentati (sono solo in USA ma anche in Nuova Zelanda), oltre ad ospitare contenuti di pornografia infantile.

Sempre sabato si fa sentire la voce di Matthew Prince, CEO di  Cloudflare, azienda specializzata nella sicurezza dei siti web contro gli attacchi informatici e di cui 8chan è cliente, affermando che non c'era motivo di ritenere 8chan un cliente diverso da un altro, motivo per cui non sarebbe mancata la consueta attenzione nella protezione dei contenuti. Cambia diametralmente idea dopo 24 ore (fonte BBC), affermando che "8chan ha ripetutamente dimostrato di essere un pozzo nero dell'odio, che ha causato la morte di diverse persone". Il servizio di protezione supplementare cesserà alle 08:00 BST (British Summer Time) di lunedì, ovvero mentre state leggendo questa notizia il sito risulta già scoperto. L'annuncio di Matthew Prince sembra quasi un invito ad attaccare il sito con un DDoS (Distributed Denial of Service).

C'è un precedente, ovvero quando Cloudflare tolse la protezione ai sito neonazista  Daily Stormer, nel 2017. Il sito non fece altro che rivolgersi a un concorrente di Cloudflare. Ecco perché resta comunque con i piedi ben ancorati a terra, Mr. Mattehw Prince: "Non ho dubbi sul fatto che vedremo lo stesso accadere con 8chan. Rimuovere 8chan dalla nostra rete ci fa sentire più sollevati, ma non serve a nulla in generale perché i siti che sputano odio sono ovunque, online. Nel compiere questa azione abbiamo risolto un nostro problema, ma non abbiamo certo risolto quello di Internet e della diffusione di odio".

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31 Commenti
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Marino505 Agosto 2019, 11:28 #1
chiudere 8chan non serve a nulla: le persone possono parlare di odio ovunque, anche al bar della stazione. è ridicolo pensare che se 8chan fosse stato chiuso l'utente non avrebbe effettuato l'attacco. molti attentati nel corso della storia sono stati organizzati al telefono, e la soluzione non è certo stata eliminare i telefoni..
Ginopilot05 Agosto 2019, 11:31 #2
Originariamente inviato da: Marino5
chiudere 8chan non serve a nulla: le persone possono parlare di odio ovunque, anche al bar della stazione. è ridicolo pensare che se 8chan fosse stato chiuso l'utente non avrebbe effettuato l'attacco. molti attentati nel corso della storia sono stati organizzati al telefono, e la soluzione non è certo stata eliminare i telefoni..


Concordo in parte, fornire occasioni per alimentare/istigare comportamenti criminali non è certo da sottovalutare. Anche la politica in questo ha le sue colpe. Il problema e' fondamentalmente culturale.
Tasslehoff05 Agosto 2019, 11:49 #3
Originariamente inviato da: Ginopilot
Concordo in parte, fornire occasioni per alimentare/istigare comportamenti criminali non è certo da sottovalutare. Anche la politica in questo ha le sue colpe. Il problema e' fondamentalmente culturale.
Non solo, anche legislativo.
Il fatto che movimenti che fomentano odio, violenza, supremazia di una razza sull'altra, fascismo e nazismo possano proliferare liberamente fa degli USA la fucina mondiale delle stragi del tipo che abbiamo osservato in questi giorni.

Non è concepibile che un paese civile e basato su principi democratici si nasconda dietro l'alibi della libertà d'espressione quando si tratta di movimenti che fanno riferimento a modelli che hanno avuto come motore l'omicidio, la violenza, la superiorità di una razza sull'altra, e ahimè lo sterminio di massa.
kamon05 Agosto 2019, 11:56 #4
Originariamente inviato da: Marino5
chiudere 8chan non serve a nulla: le persone possono parlare di odio ovunque, anche al bar della stazione. è ridicolo pensare che se 8chan fosse stato chiuso l'utente non avrebbe effettuato l'attacco. molti attentati nel corso della storia sono stati organizzati al telefono, e la soluzione non è certo stata eliminare i telefoni..


Da un certo punto di vista non è solo inutile ma persino deleterio, perché queste persone restano e se si sa che certe cose risiedono in quel contenitore di immondizia, è in un certo senso possibile monitorarle e tenerle sotto controllo, se lo si chiude migreranno tutti in una galassia di alternative, magari più difficili da controllare.
D'altro canto, quando idee del genere trovano e si concentrano in un punto di ritrovo noto e fruibile da tutti, fa si che queste idee si diffondano con maggiore facilità.
Detto questo, per me è sempre meglio un rischio di abuso che la censura totale, per questioni di salvaguardia della libertà di tutti, non in particolare di questi folli rancorosi... Perché si inizia da quello e poi chissà.
Dave8305 Agosto 2019, 12:38 #5
Molti non saranno d'accordo con quello che sto per scrivere, ma secondo me, soprattutto sui social e anche su diversi forum, non deve esistere l'anonimato.
Se ti vuoi registrare, puoi farlo solo fornendo i tuoi documenti, poi puoi anche usare un nickname, ma deve essere in qualche modo possibile risalire a nome e cognome di un account.

A oggi l'anonimato totale in rete fa comodo solo a truffatori e furbetti vari, basta guardare quanti finti venditori di servizi più o meno vari ci sono su Instagram per dirne una.
Tasslehoff05 Agosto 2019, 18:03 #6
Originariamente inviato da: Dave83
Molti non saranno d'accordo con quello che sto per scrivere, ma secondo me, soprattutto sui social e anche su diversi forum, non deve esistere l'anonimato.
Se ti vuoi registrare, puoi farlo solo fornendo i tuoi documenti, poi puoi anche usare un nickname, ma deve essere in qualche modo possibile risalire a nome e cognome di un account.

A oggi l'anonimato totale in rete fa comodo solo a truffatori e furbetti vari, basta guardare quanti finti venditori di servizi più o meno vari ci sono su Instagram per dirne una.
Questo è un tema che si ripropone di continuo, e a prescindere dalle posizioni personali occorre tener presente alcuni dati oggettivi:
[LIST=1]
[*]Fattibilità.
Ad oggi non esiste modo di obbligare i gestori di un servizio ad usare una registrazione strong (ovvero una registrazione dove ci sia una associazione certificata tra un account e un documento d'identità, le legislazioni tra paesi sono troppo diverse e l'hosting di un servizio potrebbe facilmente spostarsi da un paese all'altro in tempo pressochè zero.
[*]Convenienza.
Perchè un servizio che calcola le sue entrate sul numero degli utenti registrati e le loro interazioni dovrebbe implementare un meccanismo di registrazione che va contro tutto questo e rende il servizio meno usabile e comporta una registrazione complessa?
[*]Non confondiamo anonimato con l'uso di uno pseudonimo.
Quello che la gran parte degli utenti considera anonimato non è realmente tale, mantenere un profilo realmente anonimo senza lasciare tracce è realmente molto difficile, nella quasi totalità dei casi le forze dell'ordine possono cmq risalire alla persona che ha postato qualcosa di illegale, anche se ha usato un nickname.
Non servono leggi speciali per reati online, le leggi ci sono, e gli strumenti per applicarle anche.
[*]Non confondiamo nickname con utenze reali.
Il fatto che un utente utilizzi un nome e un cognome verosimili come profilo utente non significa che questi siano il suo nome e cognome reali.
Di fatto sono label, campi in una tabella di un database che non dicono nulla su chi ci sia realmente dietro quelle label (vedi i tanti casi di bot con nomi realistici utilizzati su Twitter per influenzare i trend)
[/LIST]

Visto che usi servizi "social" consiglio di dare un'occhiata ai post su Twitter del Prof. Stefano Zanero del Politecnico di Milano, persona (e amico) di rara competenza e intelligenza.
Quando qualche politico si riempie la bocca di buzzword su questo tema i suoi appunti sono sempre molto precisi e dettagliati.
s-y05 Agosto 2019, 18:27 #7
l'importante è non vaccinarsi mai su come giudicare queste 'mode'
trovo che in questi casi rifarsi a ideali 'positivisti' come base di partenza per grida contro la censura sia molto (ma molto) miope, e parecchio dogmatico (nel senso negativo)

ad esempio, mi chiedo come sia stata aiutata la libertà personale di chi è stato sparato
cioè, ma veramente?

temo cmq che ancora una volta ci saranno levate di scudi roboanti, tutte rigorosamente da dietro uno schermo, grande o piccolo che sia
Gio2205 Agosto 2019, 19:18 #8
Il killer di dayton però, Connor Betts ,era di sx non un suprematista bianco. Con tanto di prove sul suo account twetter.
https://heavy.com/news/2019/08/connor-betts/

Dubito però che chiuderanno quel social media
s-y05 Agosto 2019, 19:58 #9
personalmente mi riferivo al fatto di considerare come pericoloso ogni tipo di 'crogliolo' online di odio sociale estremizzato, imboscato o meno.

a prescindere dalle chiusure, intendo non considerarli come una cosa normale e/o inevitabile in ossequio alla libertà di espressione come dogma (possibilmente senza sghignazzamenti, peraltro...)
Dave8305 Agosto 2019, 21:05 #10
Originariamente inviato da: Tasslehoff
Questo è un tema che si ripropone di continuo, e a prescindere dalle posizioni personali occorre tener presente alcuni dati oggettivi:
[LIST=1]
[*]Fattibilità.
Ad oggi non esiste modo di obbligare i gestori di un servizio ad usare una registrazione strong (ovvero una registrazione dove ci sia una associazione certificata tra un account e un documento d'identità, le legislazioni tra paesi sono troppo diverse e l'hosting di un servizio potrebbe facilmente spostarsi da un paese all'altro in tempo pressochè zero.
[*]Convenienza.
Perchè un servizio che calcola le sue entrate sul numero degli utenti registrati e le loro interazioni dovrebbe implementare un meccanismo di registrazione che va contro tutto questo e rende il servizio meno usabile e comporta una registrazione complessa?
[*]Non confondiamo anonimato con l'uso di uno pseudonimo.
Quello che la gran parte degli utenti considera anonimato non è realmente tale, mantenere un profilo realmente anonimo senza lasciare tracce è realmente molto difficile, nella quasi totalità dei casi le forze dell'ordine possono cmq risalire alla persona che ha postato qualcosa di illegale, anche se ha usato un nickname.
Non servono leggi speciali per reati online, le leggi ci sono, e gli strumenti per applicarle anche.
[*]Non confondiamo nickname con utenze reali.
Il fatto che un utente utilizzi un nome e un cognome verosimili come profilo utente non significa che questi siano il suo nome e cognome reali.
Di fatto sono label, campi in una tabella di un database che non dicono nulla su chi ci sia realmente dietro quelle label (vedi i tanti casi di bot con nomi realistici utilizzati su Twitter per influenzare i trend)
[/LIST]

Visto che usi servizi "social" consiglio di dare un'occhiata ai post su Twitter del Prof. Stefano Zanero del Politecnico di Milano, persona (e amico) di rara competenza e intelligenza.
Quando qualche politico si riempie la bocca di buzzword su questo tema i suoi appunti sono sempre molto precisi e dettagliati.


Hai pienamente ragione, ma la cosa sta ampiamente sfuggendo di mano. Internet è pieno oramai di ogni genere di truffa e la maggior parte resta impunita, questo grazie anche alle leggi nazionali.
Io volevo segnalare un truffature su Instragram, ma i carabinieri mi hanno fatto spallucce dato che io non ero stato truffato, nonostante avessi tutte le prove del caso.

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