Europol, soglie più basse sui dati biometrici anche per chi non è sospettato

Europol, soglie più basse sui dati biometrici anche per chi non è sospettato

Il pacchetto presentato dalla Commissione il 24 giugno trasforma Europol in forza operativa, ne porta il budget verso i 3 miliardi e abbassa le soglie per il trattamento dei dati biometrici. Le organizzazioni per i diritti digitali parlano di sorveglianza normalizzata.

di pubblicata il , alle 09:31 nel canale Sicurezza
 

Il 24 giugno la Commissione europea ha presentato un pacchetto legislativo che ridisegna Europol, con l'obiettivo di trasformarla da agenzia di supporto alle polizie nazionali in una forza di polizia operativa dotata di mandato ampliato. Il testo prevede un budget quasi raddoppiato, intorno ai 3 miliardi di euro nel prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034, e abbassa le soglie per il trattamento dei dati biometrici, estendendone l'uso anche a persone non collegate a reati. Lo si legge nella proposta ufficiale della Commissione, che comprende due nuovi regolamenti, una revisione dell'Ordine investigativo europeo e modifiche al regolamento sulla protezione dei dati delle istituzioni UE.

Il pacchetto attua la strategia di sicurezza interna ProtectEU, di cui abbiamo già parlato lo scorso anno, che per Europol aveva già promesso un potenziamento ambizioso del mandato.

Cosa cambia nel mandato

Il nuovo mandato introduce la condivisione automatica e rapida delle informazioni tra polizie nazionali ed Europol, pensata per una collaborazione in tempo reale sulle indagini. Negli stati membri verranno istituiti gli Europol Support Offices, presidiati da ufficiali dell'agenzia per rafforzare il supporto operativo alle autorità locali. Sul piano tecnico, Europol disporrà di un'infrastruttura cloud sovrana e di un Police Shared Data Space che consentirà a investigatori di più paesi di lavorare in remoto sugli stessi casi, mentre un nuovo technology and innovation hub mapperà le esigenze tecnologiche delle forze dell'ordine a livello europeo e coordinerà investimenti congiunti in ricerca e sviluppo.

Il punto che sta facendo discutere riguarda i dati. Il testo abbassa le soglie per il trattamento della biometria nell'Europol Analytical Environment, aprendo all'analisi di informazioni relative anche a soggetti non legati ad alcun reato. È un cambiamento di portata, perché incide direttamente su chi può finire dentro i database dell'agenzia.

Il pacchetto rafforza in parallelo anche Eurojust, che potrà agire di propria iniziativa per individuare collegamenti tra casi, vedrà il mandato esteso a cybercrime e violenza di genere e adotterà processi decisionali più agili. Compare inoltre un European Remote Participation Order, che permetterà a imputati, accusati e vittime di partecipare da remoto a udienze penali in un altro stato membro.

Le critiche sui diritti fondamentali

Contro la riforma si sono schierate EDRi e la coalizione Protect Not Surveil, che accusano la Commissione di ampliare i poteri dell'agenzia con garanzie insufficienti, dando accesso a vasti database di dati personali senza una responsabilità proporzionata. Nel loro comunicato il giudizio è netto: la Commissione, scrivono, sta ancora una volta premiando la cattiva condotta di Europol raddoppiandone il budget e normalizzandone le pratiche illegali sui dati, mentre il nuovo mandato concede all'agenzia tutti i suoi desideri più sfrenati e prosegue la sua trasformazione in un buco nero di dati che inghiotte i diritti fondamentali e mina giustizia, sicurezza e responsabilità.

Il riferimento alla condotta passata ha basi concrete: il Garante europeo della protezione dei dati (EDPS) aveva già ammonito Europol per la gestione impropria di dati personali, incluso un caso relativo alla conservazione di informazioni su persone mai collegate a reati. Sul tema del rapporto tra Europol, crittografia e diritti degli utenti ci eravamo già soffermati in passato.

La proposta segue ora l'iter ordinario tra Parlamento europeo e Consiglio, e l'EDPS dovrà esprimere un parere prima della conclusione dei negoziati. È in quella fase che si misurerà quanto delle obiezioni sulla biometria e sull'accesso ai dati troverà spazio nel testo finale.

5 Commenti
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s0nnyd3marco26 Giugno 2026, 09:56 #1
EU sempre peggio. Stiamo scivolando sempre piu' velocemente in uno stato di sorveglianza stile DDR.
NeroCupo26 Giugno 2026, 10:27 #2
Originariamente inviato da: s0nnyd3marco
EU sempre peggio. Stiamo scivolando sempre piu' velocemente in uno stato di sorveglianza stile DDR.
Dittatura.
Si chiama Dittatura
Da quando Conte mandava gli sgherri a correre dietro ai runner o a chi stava sdraiato sulla spiaggia senza mascherina, le cose sono precipitate

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giuvahhh26 Giugno 2026, 13:58 #3
unione sovietica europea. sono finiti tutti in ue a farsi mantenere
raxas26 Giugno 2026, 14:43 #4
peggio di una dittatura c'è una coalizione di scimmie in comando che hanno bisogno di controllare i cittadini sempre più strettamente per l' evoluzione di ciò che - promuovono secondo il loro autoreferente infuso controllo
Nui_Mg26 Giugno 2026, 19:26 #5
zitti zitti, lunedì 29 giugno la UE dovrebbe decidere sul chat control 2.0

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