Cyber Katrina: gli USA simulano un attacco virtuale

Cyber Katrina: gli USA simulano un attacco virtuale

Simulare l'uragano Katrina, un attacco che può mettere in ginocchio le infrastrutture governative , per poter valutare l'efficienza nell'affrontare i danni. Questa la simulazione voluta dal governo americano.

di pubblicata il , alle 10:51 nel canale Sicurezza
 
Vi ricordate Katrina, l'uragano che nel 2005 colpì gli stati meridionali degli USA, riconosciuto come il peggior disastro naturale che gli Stati Uniti abbiano mai vissuto?

Immaginate ora un Katrina virtuale, pronto a colpire nel mondo digitale, il mondo di internet.

Per gli amanti dei film, quello che il governo degli Stati Uniti vuole portare avanti, ricorda molto da vicino il film "War Games". Ed è infatti quella l'idea alla base del progetto, seppur non più come oggetto la guerra fredda.

L'operazione, denominata "Cyber Storm", ha come scopo quello di verificare gli effetti di un cyber-attacco su vasta scala che colpirà le infrastrutture critiche quali le telecomunicazioni, i trasporti e energetici.

Questo maxi-test, sponsorizzato dal dipartimento di sicurezza di Homeland (National Cyber Security Division), avrà come partecipanti numerosi enti governativi, tra i quali appunto il Dipartimento del Commercio, della difesa, dell'energia, della giustizia e dei trasporti.

Anche rappresentati provenienti da Cisco Systems, Citadel Security Software, Computer Associates, Computer Sciences Corporations, Intel, Microsoft, symantec e Verisign prenderanno parte all'evento.

I dettagli dell'attacco non sono noti, tuttavia il governo ha fatto sapere che saranno utilizzati sia attacchi virtuali che fisici, con l'obiettivo di verificare l'efficienza nella risposta agli attacchi sferrati e la capacità di poter continuare comunicazioni interne per coordinarsi.

Cyber Storm, originariamente previsto per Novembre 2005, è stato poi rimandato a causa dei danni provocati dall'uragano Katrina.

Ironicamente, i danni che Katrina ha causato nella vita reale saranno proprio quelli che il governo ha intenzione di simulare in questo attacco virtuale.

Fonte: EWeek

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15 Commenti
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Enriko8110 Febbraio 2006, 11:43 #1
America meridionale si potrebbe confondere con Sud America, meglio sarebbe :
stati meridionali degli U.S.A .
the_guitar_of_son10 Febbraio 2006, 13:31 #2
sarebbe meglio che si preoccupassero più di dove mettere tutti quei poveracci rimasti senza casa, che hanno pensato bene di sfrattare dopo che, come al solito, la gente si è dimenticata del disastro.

Ma d'altronde si sa: l'america non è posto per poveri.
lucusta10 Febbraio 2006, 13:43 #3
in verita' e' piu' sulla falsariga di T3- Rise of the machines o di I Robot..

manca solo una IA autocoscente...
krokus10 Febbraio 2006, 14:10 #4
Scusate, questi hanno già avuto un uragano in carne e d ossa che ha colpito impietosamente e adesso vogliono simularne uno per vedere cosa succede? Vogliono simulare una cosa che è già accaduta realmente?
Se io fossi di New Orleans mi sentirei anche preso per il c..o!
831010 Febbraio 2006, 14:10 #5
Originariamente inviato da: Enriko81
America meridionale si potrebbe confondere con Sud America, meglio sarebbe :
stati meridionali degli U.S.A .


Pignolo
bjt210 Febbraio 2006, 15:35 #6
La simulazione serve per vedere se e cosa va storto e per evitare che in futoro succeda... Un po' come le simulazioni di qualche tempo fa nei paesi vesuviani, per vedere se ce la facevano a scappare (un disastro, immagino... )
maurillo10 Febbraio 2006, 16:50 #7
Originariamente inviato da: krokus
Scusate, questi hanno già avuto un uragano in carne e d ossa che ha colpito impietosamente e adesso vogliono simularne uno per vedere cosa succede? Vogliono simulare una cosa che è già accaduta realmente?
Se io fossi di New Orleans mi sentirei anche preso per il c..o!



Scusa ma hai capito cosa vogliono simulare o no?
Rileggi meglio l'articolo!!
JohnPetrucci10 Febbraio 2006, 22:46 #8
Originariamente inviato da: the_guitar_of_son
sarebbe meglio che si preoccupassero più di dove mettere tutti quei poveracci rimasti senza casa, che hanno pensato bene di sfrattare dopo che, come al solito, la gente si è dimenticata del disastro.

Ma d'altronde si sa: l'america non è posto per poveri.

Condivido pienamente.
atragon12 Febbraio 2006, 13:53 #9
Originariamente inviato da: the_guitar_of_son
sarebbe meglio che si preoccupassero più di dove mettere tutti quei poveracci rimasti senza casa, che hanno pensato bene di sfrattare dopo che, come al solito, la gente si è dimenticata del disastro.

Ma d'altronde si sa: l'america non è posto per poveri.


Eddai, sempre questa demagogia da quattro soldi... le due cose sono totalmente scollegate: il lavoro di ricostruzione a New Orleans può tranquillamente andare avanti in parallelo con iniziative di questo tipo che, se fatte seriamente, sono estremamente utili per evitare disastri potenzialmente anche peggiori di un uragano, per quanto brutto e cattivo sia stato. Il discorso, caso mai, è se davvero oltre oceano abbiano la serietà, non dico la competenza ma il senso critico e pratico, per organizzare scenari realistici e veramente utili... ho assistito alle prove con cui, ad esempio, prima delle Olimpiadi di Los Angeles i servizi di sicurezza americani si preparavano ad assalti da parte di hooligans, terroristi, vandali ecc... sembrava un happening, dove la maggior parte della gente rideva e scherzava mentre i poliziotti in assetto di guerra li placcava blandamente simulando arresti e inseguimenti, stando attenti che nessuno si facesse male davvero.
Cmq la difficoltà e l'utilità di una prova del genere va sempre valutata con attenzione estrema, disegnare un vero attacco da parte di esperti del settore è veramente improbo. Ciò non toglie che esperimenti di questo tipo, ripeto se mossi da intenzioni serie, sono utili e doverosi.
E lasciamo andare, per una volta le banalità
nicgalla13 Febbraio 2006, 01:20 #10
bravissimo Atragon,
ogni tanto c'è qualcuno che non sputa sugli Stati Uniti e si ricordano quanto hanno fatto per il mondo, anche per i nostri nonni e genitori.
Se c'è un popolo capace di risorgere dalle ceneri quello è proprio il popolo statunitense, avendo scelto uno stato leggero non stanno ad aspettare gli aiuti statali ma ci si aiuta a vicenda conoscendo bene cos'è la solidarietà. dubito per esempio che in Italia si recuperi facilmente delle somme come hanno fatto quei poveri ragazzi, madri e pensionati denunciati dalle case discografiche per qualche canzone scaricata dal peer to peer....
fra l'altro oltreoceano si costriuscono le case soprattutto in legno, che con gli uragani vengono giù come niente ma si ricostruiscono anche velocemente e con minore spesa rispetto a una casa in cemento la quale, d'altro canto, sopravviverebbe con pochi danni a molti uragani...

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