Credeva di essere invisibile con VPN e tunneling: un codice nascosto in Windows 11 lo ha tradito

Credeva di essere invisibile con VPN e tunneling: un codice nascosto in Windows 11 lo ha tradito

Un identificatore interno di Windows, il Global Device Identifier (GDID), ่ stato utilizzato nell'ambito di un'indagine dell'FBI per collegare un computer a una serie di attacchi ransomware attribuiti a Scattered Spider.

di pubblicata il , alle 08:41 nel canale Sicurezza
Windows 11
 

Da anni la telemetria di Windows è al centro del dibattito tra chi la considera uno strumento utile per migliorare il sistema operativo e chi, invece, la vede come un potenziale rischio per la privacy e un peso per le prestazioni.

Un recente caso giudiziario negli Stati Uniti mostra però come uno dei dati raccolti dal sistema operativo possa assumere anche un ruolo investigativo: il Global Device Identifier (GDID) di Windows ha infatti contribuito a collegare un computer a una serie di attacchi informatici attribuiti al gruppo cybercriminale Scattered Spider.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato l'arresto e l'estradizione dalla Finlandia del diciannovenne Peter Stokes, cittadino statunitense ed estone, accusato di cospirazione, frode informatica e accesso abusivo a sistemi. Secondo l'accusa, il giovane ha fatto parte di Scattered Spider, organizzazione nota anche con i nomi Octo Tempest, UNC3944 e 0ktapus, ritenuta responsabile di oltre 100 intrusioni informatiche e di richieste di riscatto superiori ai 100 milioni di dollari complessivi.

L'indagine si è concentrata, tra gli altri episodi, su un attacco avvenuto nel maggio 2025 ai danni di un rivenditore di gioielli di lusso. Secondo gli investigatori, gli aggressori hanno contattato telefonicamente il servizio di assistenza IT dell'azienda fingendosi dipendenti, convincendo il personale a reimpostare le credenziali di accesso.

Ottenuti tre account, di cui due con privilegi amministrativi, il gruppo ha sottratto dati sensibili e avanzato una richiesta di riscatto di circa 8 milioni di dollari in criptovalute. L'azienda non ha pagato, ma ha comunque subito danni stimati in almeno 2 milioni di dollari tra interruzione delle attività, indagini e operazioni di ripristino.

Uno degli elementi tecnici utilizzati dagli investigatori è stato il Global Device Identifier (GDID), un identificatore associato a ogni installazione di Windows. Questo codice, generato a partire da alcune caratteristiche hardware del sistema, viene utilizzato anche dal meccanismo di attivazione della licenza di Windows: modifiche sostanziali alla configurazione del PC possono infatti determinare la generazione di un nuovo identificatore e richiedere una nuova attivazione del sistema operativo.

Secondo i documenti dell'accusa, il GDID è stato rilevato nei log di autenticazione, nelle comunicazioni con servizi cloud e nei metadati raccolti durante le attività attribuite agli aggressori. La presenza dello stesso identificatore in connessioni verso server remoti, infrastrutture di comando e controllo e sistemi compromessi ha consentito agli investigatori di ricondurre operazioni apparentemente scollegate alla medesima installazione di Windows.

Le autorità sostengono che Stokes ha tentato di mascherare la propria identità per mezzo di una VPN e creando un account sul servizio di tunneling ngrok, pensato per nascondere l'origine del traffico di rete. Tali misure non sono però state sufficienti a occultare il GDID. In seguito a un ordine del tribunale, Microsoft ha fornito l'identificatore alle autorità, le quali lo hanno incrociato con i registri temporali di ngrok, gli indirizzi IP osservati tra Tallinn, New York e Thailandia e gli accessi ad account personali, tra cui Snapchat, Apple e Facebook.

Gli investigatori affermano inoltre che, durante il fermo avvenuto all'aeroporto di Helsinki lo scorso aprile - il diciannovenne stava per imbarcarsi su un volo diretto in Giappone - sono stati sequestrati due hard disk contenenti materiale ritenuto rilevante per l'inchiesta. L'analisi forense ha confermato la corrispondenza tra il GDID presente nei log remoti e quello del computer fisicamente sequestrato, oltre alla presenza di strumenti di hacking, configurazioni utilizzate negli attacchi e copie dei ransomware impiegati.

L'inchiesta evidenzia come il GDID rappresenti soltanto uno dei numerosi elementi utilizzati per costruire il quadro probatorio. Gli investigatori sottolineano infatti di aver combinato l'identificatore di Windows con indirizzi IP, registri dei servizi utilizzati, dati provenienti dai server compromessi e altre evidenze digitali.

Va infine ricordato che le accuse formulate nei confronti di Peter Stokes rappresentano, allo stato attuale, contestazioni dell'accusa. Come precisato dallo stesso Dipartimento di Giustizia statunitense, l'imputato deve essere considerato innocente fino a un'eventuale condanna definitiva pronunciata da un tribunale.

22 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
destroyer8507 Luglio 2026, 09:00 #1
Quindi questo per "occultarsi" avrebbe usato un prodotto commerciale che prevede l'installazione di un agent sul computer?

"ma chi ti ha dato la patente da hacker, topo Gigio?"
Semicit.
[SPOILER]Non iniziate a menarmela con la parola hacker, cracker, lamer e tutte le altre cagate puntacazziste che interessano solo voi[/SPOILER]
bonzoxxx07 Luglio 2026, 10:32 #2
Ma seriamente questo ha usato una macchina windows per fare un attacco!?!
Fantapollo07 Luglio 2026, 10:40 #3
Originariamente inviato da: bonzoxxx
Ma seriamente questo ha usato una macchina windows per fare un attacco!?!



Ecco le conseguenze dell'IA... Ora abbiamo gli acher con il windows
Saturn07 Luglio 2026, 11:03 #4
Quando si dice "questo mangiava pane e volpe" !

Fermo restando che son contento che l'abbiano beccato, ma tu, conscio del fatto che Microsoft se non sbaglio è da Windows 10 che ha introdotto il GDID, non ti prendi neanche la briga di crearti un'installazione parallela, una virtual machine, per i tuoi "lavori sporchi" ?

Non so se chiamarlo pigro, stupido o semplicemente ignorante...

Fermo restando che adesso entro 24H le varie community produrranno comodissimi script chiamati "RESET YOUR GDID" per darti l'illusione di esserti "liberato del problema" (auguri a chi li userà con autenticazioni su servizi, browser, etc. etc. - ma il concetto sul quale riflettere è lampante e mi stupisco che un criminale che ricatta per 8 milioni di dòlla non se lo sia posto.

Per quanto tu possa nasconderti sarai sempre tradito dal tuo sistema operativo, Microsoft te lo dice, all'occorrenza si mette a disposizione delle forze di polizia, anche con la storia del bitlocker, non è tanto che Microsoft avesse una backdoor per accedere a dati cifrati, il problema è che la password dello stesso, se salvata su account microsoft, loro la recuperano.

Diverso fosse stata salvata solo in locale, ecco allora, se fossero riusciti ad accedere avrebbero dovuto ammettere di avere veramente dotato il bitlocker di backdoor a loro utilizzo, cosa fin'ora fortunatamente mai dimostrata.

Comunque, cosa dire, speriamo abbia tratto una lezione, quando uscirà dal gabbio meglio passare ad una distro linux o forse, darsi ad una professione onesta...
alien32107 Luglio 2026, 11:07 #5
La notizia è fondamentalmente falsa, probabilmente non vogliono dire come hanno fatto e hanno inventato una mezza cretinata.
Ci sono talmente tanti buchi di logica che metà bastano. Come al solito HW riporto senza un minimo di critica o elaborazione


Secondo i documenti dell'accusa, il GDID è stato rilevato nei log di autenticazione, nelle comunicazioni con servizi cloud e nei metadati


Questo è fondamentalmente impossibile il GDID non viene comunicato a cani e porci e non è presente dei metadati, che poi quali sarebbero

insomma tutta fumo per non comunicare IL VERO Metodo
azi_muth07 Luglio 2026, 11:08 #6
Sembra di rileggere la versione cyber delle gesta di McArthur Wheeler, un rapinatore che nel 1995 rapinò due banche a Pittsburgh dopo essersi cosparso il viso di succo di limone sicuro che lo avrebbe reso invisibile alle telecamere.

Questo aneddoto diede lo spunto pe runo studio che culminò nella codifica dell'effetto Dunnig Kruger
Saturn07 Luglio 2026, 11:12 #7
Originariamente inviato da: alien321
La notizia è fondamentalmente falsa, probabilmente non vogliono dire come hanno fatto e hanno inventato una mezza cretinata.
Ci sono talmente tanti buchi di logica che metà bastano. Come al solito HW riporto senza un minimo di critica o elaborazione


Senza alcuna polemica, qualche esempio ? Che idea ti sei fatto tu ?

Per una volta che c'è una notizia davvero interessante ho piacere nel commentarla.

Certo, possono avergli benissimo infettato "di notte" il pc con un malware di stato o altre amenità entrandogli direttamente in casa e accendo fisicamente al pc, sia chiaro...ma ammettendo il caso, dovevano già essersi fatti in qualche modo un'idea che fosse lui l'attaccante...ecco dal nulla altrimenti il suo nome non veniva fuori...

...concordo che non ti diranno mai veramente tutto, come del resto Microsoft non ti dirà mai, al 100% quello che combina con la telemetria...
destroyer8507 Luglio 2026, 15:04 #8
Originariamente inviato da: alien321
La notizia è fondamentalmente falsa, probabilmente non vogliono dire come hanno fatto e hanno inventato una mezza cretinata.
Ci sono talmente tanti buchi di logica che metà bastano. Come al solito HW riporto senza un minimo di critica o elaborazione




Questo è fondamentalmente impossibile il GDID non viene comunicato a cani e porci e non è presente dei metadati, che poi quali sarebbero

insomma tutta fumo per non comunicare IL VERO Metodo


Ho pensato la stessa cosa ma poi ho visto che ngrok per funzionare usa un agent installato su windows per cui è plausibile che tra le cose che questo agent invia ai server ci sia il GDID.
DelusoDaTiscali07 Luglio 2026, 15:34 #9
[I]Non capisco tanto scetticismo ...[/I]

... da quanto si capisce la truffa è stata architettata da più persone tra le quali questo "ragazzino" di 19 anni coinvolto come "esperto" di computer che, alla prova dei fatti, ha commesso, appunto, una "ragazzinata", cioè ha lasciato tracce del suo operato.

Mi sembra inutile ipotizzare che le cose siano più complicate di così ma anche che da questa esperienza si possa cavar qualcosa in più nella lotta contro le organizzazioni criminali che usano la rete.

Vivaddio forse dovremmo smettere di credere nel mito del sedicenne onnipotente che impesta l' immaginario collettivo fin dagli anni '80 ...

... d' altro canto [I][U]il fulcro di questa truffa è stata una telefonata ai tecnici informatici della azienda designata come vittima[/U][/I] cosa che c' entra poco o nulla con la presunta abilità informatica degli aggressori ma che ha senz' altro a che fare con le carenze formative dei dipendenti aziendali che si sono fatti trarre in inganno.
demon7707 Luglio 2026, 18:39 #10
Originariamente inviato da: destroyer85
Quindi questo per "occultarsi" avrebbe usato un prodotto commerciale che prevede l'installazione di un agent sul computer?

"ma chi ti ha dato la patente da hacker, topo Gigio?"
Semicit.
[SPOILER]Non iniziate a menarmela con la parola hacker, cracker, lamer e tutte le altre cagate puntacazziste che interessano solo voi[/SPOILER]


In effetti resto un po' basito dalla drammatica ingenuità di sto tizio..
Per carità io di hacking ne so quanto la sciura maria che gira il sugo con la cucchiara.. però persino io da brava sciura maria quale sono:

- se usassi windows la prima cosa che farei sarebbe ammazzare telemetria e tutto il possibile.
- in ogni caso NON userei windows!!! Userei piuttosto qualche distro linux specifica per elevato livello di sicurezza.. non so, KALI o altre distro specifiche..

boh.

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^