Coronavirus: crescono gli attacchi informatici. Ecco la curva dei malware in tempo di pandemia

Coronavirus: crescono gli attacchi informatici. Ecco la curva dei malware in tempo di pandemia

L'analisi di Check Point individua una crescita spaventosa nei casi di attacchi informatici che cercano di sfruttare tutto quanto di legato alla fase attuale, nel bel mezzo della pandemia COVID-19

di pubblicata il , alle 16:21 nel canale Sicurezza
Check Point
 

La diffusione della pandemia COVID-19 ha messo in ginocchio il mondo: l'imposizione di necessarie misure di distanziamento sociale ha causato un inevitabile rallentamento delle attività commerciali economiche in tutti i paesi, con ripercussioni di cui ancora si fatica a capire la portata in senso prospettico.

Pur in questi momenti c'è qualcuno che non si ferma. E non stiamo parlando di chi è in prima linea per cercare di combattere questa pandemia, ma purtroppo dei criminali informatici che in una situazione come questa trovano un terreno più fertile del solito per continuare a perpetrare le loro malefatte. Non si tratta quindi solo il problema delle truffe, delle quali abbiamo già parlato più volte e per le quali la Commissione Europea ha già richiesto un ruolo più attivo ai colossi del web, ma proprio di crimini informatici portati avanti tramite campagne malware o tecniche di phishing.

L'analisi di Check Point aiuta ad inquadrare la situazione: dalla metà di febbraio si registra un'impennata nel numero di casi che passano da poche centinaia al giorno ad oltre 5000 nella sola giornata del 28 marzo, per assestarsi su una media giornaliera di 2600 attacchi.

E' bene precisare che Check Point, in questa specifica analisi, classifica come "attacco legato al coronavirus" qualsiasi sito web che contenga i termini "corona" o "covid" nel dominio, file il cui nome contenga "corona" e file distribuiti tramite email il cui oggetto contenga termini collegati al coronavirus.

Qualche numero in più: l'84% degli eventi registrati è stato innescato da siti web dediti al phishing e il 2% circa di questi eventi ha toccato utenti che hanno avuto accesso ad un sito web pericolo usando un dispositivo mobile. Nelle ultime due settimane poi sono stati registrati oltre 30 mila domini legati al coronavirus, 131 dei quali effettivamente pericolosi e 2777 attualmente come dubbi e sotto indagine. Da gennaio 2020 sono stati registrati oltre 51 mila domini contenenti termini relativi al coronavirus o alla pandemia COVID-19.

Check Point poi mette in evidenza una modalità attualmente preferita dagli hacker per capitalizzare sulla situazione, e cioè sfuttare il successo di quei prodotti e servizi che rendono un po' più sopportabile la permanenza a casa. Netflix è un esempio lampante, a cui parecchie persone si rivolgono per cercare di combattere la noia. Questa cosa viene sfruttata dagli hacker costruendo siti web di phishing, che hanno lo scopo di raccogliere in maniera ovviamente fraudolenta i numeri di carta di credito delle vittime usando domini che scimmiottano quelli ufficiali, come per esempio, cita Check Point, netflixcovid19s.com.

Come fare per stare al sicuro? Non c'è nulla di particolarmente diverso rispetto alle solite norme di buon senso: controllare con attenzione l'indirizzo dei siti web e dei link su cui si clicca (alla ricerca di typo o di qualsiasi cosa possa essere appena fuori posto), adottare cautela nell'apertura di email specialmente se con allegati, e assicurarsi di acqusitare beni o servizi da fonti affidabili, certe e sicure: non cliccare su link presenti nelle email ma recarsi direttamente da chi si desidera digitando l'indirizzo del sito nella barra del browser.

1 Commenti
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Marko_00103 Aprile 2020, 16:41 #1
più pesci, più esche...
credo succeda sempre così

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