Attacco hacker per l'Agenzia Europea del farmaco: probabile obiettivo i vaccini COVID-19

Attacco hacker per l'Agenzia Europea del farmaco: probabile obiettivo i vaccini COVID-19

L'attacco è stato comunicato direttamente dall'Agenzia, la quale non ha rilasciato dettagli ulteriori per via dell'indagine in corso. La ricerca per combattere il COVID-19 fa gola a molti hacker

di pubblicata il , alle 10:21 nel canale Sicurezza
 

L'Agenzia Europea per i medicinali (EMA - European Medicines Agency) che attualmente sta lavorando per la valutazione e la possibile approvazione dei vaccini per il COVID-19, ha dichiarato ieri di essere stata vittima di un attacco informatico. L'annuncio è stato estremamente stringato, l'Agenzia ha confermato l'attacco ma non ha potuto rivelare alcun dettaglio per via dell'indagine in corso.

L'EMA si trova attualmente in una fase molto delicata, poiché sta esaminando le domande di ammissione al mercato Europeo di due vaccini contro il COVID-19, sviluppati da Moderna e da una collaborazione tra BioNTech e Pfizer. Dal momento che l'Agenzia non ha rilasciato dettagli, non è dato sapere se l'attacco abbia avuto come obiettivo il processo di approvazione dei due vaccini oppure se si sia trattato di un'azione con altri scopi, magari un "semplice" attacco ransomware come quelli estremamente diffusi in questo periodo.

BioNTech ha rilasciato anch'essa una dichiarazione a seguito dell'annuncio dell'EMA, affermando che durante l'attacco "alcuni documenti relativi alla presentazione normativa per Pfizer e il candidato vaccino COVID-19 di BioNTech, BNT162b2, archiviati su un server EMA, sono stati consultati illegalmente", suggerendo quindi una certa probabilità che gli obiettivi dell'attacco fossero i vaccini contro il COVID-19.

Hacker di Stato prendono di mira la ricerca COVID-19

Non è una novità, e non è una cosa che sorprende: del resto nel passato recente molte delle aziende che hanno orientato le proprie attività di ricerca sui vaccini per combattere la pandemia sono entrate nel mirino dei criminali informatici, e in particolare da gruppi hacker supportati da Stati. Tra queste, secondo quanto riferito da Reuters e Wall Street Journal, Johnson & Johnson, Novavax, Genexine, Shin Poong Pharmaceutical, Celltrion, AstraZeneca e Gilead. Lo scorso mese inoltre Microsoft aveva comunicato di aver individuato tre collettivi hacker al lavoro per sottrarre informazioni dalle società al lavoro sui vaccini COVID-19.

Johnson & Johnson ha dichiarato la scorsa settimana, in occasione dell'Aspen Cyber Summit, che la società sta affrontando attacchi informatici "ogni singolo minuto di ogni singolo giorno" da parte di attori di minaccia supportati da Stati.

Infine IBM ha comunicato sempre la scorsa settimana di aver rilevato tentativi di compromissione verso le aziende che lavorano nella "catena del freddo", indispensabile per lo stoccaggio e il trasporto dei vaccini COVID-19 attualmente disponibili.

L'EMA ha assicurato di condividere ulteriori informazioni sull'accaduto una volta terminata l'indagine.

2 Commenti
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Marko_00110 Dicembre 2020, 10:57 #1
si vero sono stati i cinorussi
che a differenza degli inglesi/americani hanno già vaccinato
i primi una milionata di persone, mentre
i secondi sono a circa qualche decine di migliaia tra la popolazione
(le vaccinazioni con lo Sputnik V sono iniziate sabato scorso
a medici ed insegnati mentre i i militari hanno avuto
un altro percorso anticipato)
e proseguono a botte di 700 al giorno, fintanto che non
mettono su altri punti di vaccinazione per arrivare a 17000 giornalieri
(a Mosca)
mentre gli altri loro vaccini non hanno ancora finito la fase III.
e prima che lo diciate, non hanno riscontrato
inconvenienti perché i morti li sotterrano di nascosto.
-
hackerano perché sono invidiosi dei risultati eccellenti ottenuti
(leggere il documento emesso dalla Pfizer https://www.fda.gov/media/144245/download
che evidenziano un buon numero di testati che hanno dei sintomi
tra blandi e moderati, ma è tutto apposto, intanto quelli con
allergie sono stati estromessi dalla vaccinazione 1 gg dopo
l'inizio delle vaccinazioni, non prima) e che si raggiunge
una buona protezione forse con 2 dosi, o forse no, con 1 e mezza,
ma solo se sei ultra sessantenne altrimenti un po' meno
vai a saperlo, ma per i Postini va tutto bene lo hanno spiegato
ai loro adoranti lettori (io non lo sono, ma lo so come manipolano).
-
ps farò la vaccinazione appena disponibile
in ... ai novax e al Sars-Cov-2!
pabloski10 Dicembre 2020, 11:24 #2
Originariamente inviato da: Marko_001
si vero sono stati i cinorussi
che a differenza degli inglesi/americani hanno già vaccinato
i primi una milionata di persone, mentre
i secondi sono a circa qualche decine di migliaia tra la popolazione
(le vaccinazioni con lo Sputnik V sono iniziate sabato scorso
a medici ed insegnati mentre i i militari hanno avuto
un altro percorso anticipato)


Ad essere onesti, c'è da dire che i russi hanno iniziato a sviluppare vaccini ai tempi della SARS. Questa cosa non la dice mai nessuno. Ricordo un servizio amatoriale di un italiano che era andato in Russia e aveva comprato delle pillole contro la SARS. Lui faceva notare come questo farmaco fosse efficace almeno nel ridurre i sintomi del COVID. Del resto SARS e COVID sono entrambi coronavirus.

Riguardo l'hacking, ormai è usato come scusa per pararsi il fondoschiena. Si blocca il sito dell'INPS causa milioni di richieste arrivate tutte insieme? "Siamo stati hackerati".

Qualcosa non funziona? "Siamo stati hackerati".

Trapela un rapporto che parla di pesanti effetti collaterali dei vaccini anti-COVID? "Siamo stati hackerati", a sottintendere che il rapporto sia in qualche modo falso.

Ormai viviamo nella società della spettacolarizzazione, dove sono i media a determinare cosa la gente debba pensare.

E l'hacking, questo termine astruso il cui significato è noto a meno dello 0.001% della popolazione, è quello adatto a gettare fumo negli occhi.

Un pò come quando i preti parlavano in latino, per giustificare il fatto che loro era sempre sopra e i contadini sempre sotto.

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