Attacchi ransomware quadruplicati in un anno: ne avvengono 4 mila al giorno

Attacchi ransomware quadruplicati in un anno: ne avvengono 4 mila al giorno

Il costo dei ransomware nei primi tre mesi del 2016 è stato di oltre 200 milioni di dollari, con i casi che sono quadruplicati rispetto all'anno scorso

di pubblicata il , alle 14:31 nel canale Sicurezza
 

I primi casi di attacchi ransomware risalgono alla fine degli anni '80, ma mai se n'è parlato in maniera così diffusa come negli ultimi mesi. Questo perché nel corso dell'ultimo anno c'è stata una vera e propria ondata di casi, con un totale di gran lunga superiore rispetto ai dodici mesi immediatamente precedenti. Il tutto parallelamente alla crescita dell'uso di Bitcoin e di tecnologie crittografiche sempre più avanzate e invalicabili. Sfruttando i ransomware, inoltre, i cybercriminali ottengono guadagni non indifferenti, con un giro illecito potenziale di centinaia di milioni di dollari l'anno.

Il termine ransomware non era molto conosciuto fino a pochi mesi fa, mentre adesso sono in molti a conoscerne la definizione. Si tratta di un malware che impedisce il corretto funzionamento di un dispositivo fino a quando l'utente non paga un riscatto. La forma più nota è quella del blocco dei file sul sistema di archiviazione o sulla rete: cercando di accedere a questi, infatti, l'utente viene solitamente accolto da un avviso in cui viene spiegato come riuscire ad utilizzarli nuovamente. Un danno che può essere incalcolabile per determinate realtà.

Nei primi anni di diffusione i ransomware erano un problema soprattutto per i cittadini privati, tuttavia nel corso degli ultimi tempi sono state prese di mira varie organizzazioni, come università, aziende e ospedali. In questi casi la minaccia può divenire decisamente più preoccupante e il pagamento di un riscatto di poche centinaia o migliaia di dollari ben più giustificabile. Ed è per questo che sempre più utenti e realtà pagano per ottenere i propri dati, rimpinguando in maniera notevole le casse dei gruppi della cybercriminalità.

Secondo un nuovo documento rilasciato dal Dipartimento di Giustizia americano, gli attacchi ransomware sono aumentati di quattro volte nel 2016, con una media di 4 mila al giorno. La media delle somme richieste per il riscatto è da 500 a 1000 dollari, ma la cifra dipende naturalmente dall'attacco e dalla sensibilità dei dati colpiti. Si arriva in alcuni casi a 30 mila dollari per singolo colpo, mentre nel caso dell'Hollywood Presbyterian Medical Center di cui abbiamo parlato in questa pagina, i criminali hanno richiesto 40 Bitcoin, pari a 17 mila dollari.

Nei primi tre mesi del 2016, secondo l'FBI, il costo dei ransomware (incluse la perdita di produttività e le spese per il ripristino dei sistemi) ammonta ad oltre 200 milioni di dollari, in crescita vertiginosa rispetto ai 24 milioni valutati nel 2015. Cosa fare quindi per evitare il problema? In realtà difendersi è piuttosto semplice, ma tutto dipende dal buon senso e dalle competenze di chi usa il computer. È indispensabile infatti semplicemente avere alcune accortezze quando vengono gestiti i file da "accogliere" sul computer via internet, e-mail o altri dispositivi di archiviazione.

Abbiamo affrontato a più riprese l'argomento: per chi volesse approfondirlo consigliamo la lettura dei nostri articoli Allarme Cryptovirus: prevenire per non pagare il riscatto e Ransomware, 10 mosse per proteggersi.

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4 Commenti
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Sandro kensan22 Agosto 2016, 14:35 #1
Svegliatemi quando gli attacchi saranno un milione al giorno, prima non disturbatemi con queste inezie.

Ci sono al mondo miliardi di pc e di smartphone, quando sarà colpita un apparecchio ogni mille mi curerò del problema.
alexfri22 Agosto 2016, 14:47 #2
Può essere che gli attacchi sono saliti in maniera esponenziale grazie alla nascita dei bitcoin? Non ne sono sicuro, ma nn sono totalmente anonimi?? Se così fosse, a parte a questi criminali, alla gente comune cosa servono i bitcoin?
aald21322 Agosto 2016, 15:05 #3
Originariamente inviato da: alexfri
Può essere che gli attacchi sono saliti in maniera esponenziale grazie alla nascita dei bitcoin?


In linea generale, che certi crimini si appoggiano sul trasferimento di valuta anonima.

Quindi in questo senso, il ransomware si appoggia sui bitcoin (non so come farebbero, senza).

È importante sottolineare però, che, per dire, anche i rapimenti a scopo di estorsione si appoggiano al denaro contante; nessuno però si sognerebbe di correlare il denaro contante ai rapimenti, o di proporne l'abolizione.

Non ne sono sicuro, ma nn sono totalmente anonimi??


Tecnicamente sono "pseudonimi", dato che esistono delle costanti (i trasferimenti tra indirizzi sono documentati); esistono dei punti deboli nella catena. Se poi sia facile, difficile, o impossibile sfruttarli per un dato caso, è una questione a parte.

Se così fosse, a parte a questi criminali, alla gente comune cosa servono i bitcoin?


Beh, per fare un esempio, se volessi trasferire denaro a un parente in un altra nazione/continente, senza farmi rapinare da, per dire, Western Union.

In generale, si riducono le imposte degli intermediari e si semplificano i trasferimenti (se hai un blog e vuoi donazioni, in teoria è molto semplice usare bitcoin; non ci sono impiegati Paypal che ti bloccano il conto perché hanno dormito male :ciapet.

Con questo non implico che non esistano lati negativi (Paypal e le banche offrono anche garanzie che Bitcoin chiaramente non può offrire).
pabloski22 Agosto 2016, 15:27 #4
Originariamente inviato da: alexfri
Può essere che gli attacchi sono saliti in maniera esponenziale grazie alla nascita dei bitcoin? Non ne sono sicuro, ma nn sono totalmente anonimi?? Se così fosse, a parte a questi criminali, alla gente comune cosa servono i bitcoin?


Sfatiamo un mito. Bitcoin NON E' assolutamente anonimo, anzi e' l'esatto contrario. Le transazioni sulla blockchain sono visibili a tutti e non gliene sfugge nessuna https://blockchain.info/

E comunque Bitcoin esiste dal 2009, per cui il recente aumento del ransomware non e' da imputarsi a Bitcoin.

Originariamente inviato da: aald213
Quindi in questo senso, il ransomware si appoggia sui bitcoin (non so come farebbero, senza).


Come facevano in passato e cioe' usare i voucher tipo Paysafecard. Oppure Wester Union e Moneygram ( usatissimi in altri ambiti del cybercrime ). Oppure ancora i bonifici verso conti bancari gestiti da muli. O ancora servizi di wallet in paradisi fiscali come Libertyreserve e compagnia. Di metodi ce n'erano pure prima della nascita di Bitcoin. Il punto e' che Bitcoin ha un mercato molto piu' fluido e che capitalizza miliardi di euro, per cui e' conveniente rispetto agli altri metodi.

Originariamente inviato da: aald213
Con questo non implico che non esistano lati negativi (Paypal e le banche offrono anche garanzie che Bitcoin chiaramente non può offrire).


Boh, lasciando da parte le pecche di Paypal ( e molti utenti ne hanno da raccontare ), le banche dovremmo seppellirle, visto che negli ultimi 30 anni hanno rubato, truffato, manipolato mercati di ogni genere, corrotto politici e amministratori pubblici per fargli fare leggi e decreti che consentissero alle medesime di impadronirsi di intere fette di mercato in barba a qualsiasi tipo di norma legale e morale.

C'e' il caso famosissimo di HSBC che riciclava i soldi dei narcotrafficanti messicani http://www.motherjones.com/politics...ring-drug-money

C'e' quello della Deutsche Bank pescata a truccare il prezzo dell'oro http://www.independent.co.uk/news/b...e-a7064116.html

Che poi i politici ci raccontano che tutti gli impedimenti messi in opera ( come il tetto dei 1000 euro per il contante ) servono per eliminare la "brutta e cattiva" mafia....vabbe' il solito teatrino...

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