xAI: 59 turbine a gas senza permessi per Colossus 2. Una scelta che alimenta Grok, ma anche le polemiche
Secondo un'indagine di Reuters, Colossus 2 di xAI sarebbe alimentato da 59 turbine a gas prive dei necessari permessi federali, con emissioni potenzialmente elevate nelle aree circostanti. Intanto Elon Musk ha acquisito APR Energy, società specializzata in impianti mobili che potrebbe rafforzare l'autonomia energetica dei futuri datacenter.
di Manolo De Agostini pubblicata il 15 Luglio 2026, alle 08:11 nel canale Server e WorkstationxAI
Il datacenter Colossus 2 di xAI torna al centro del dibattito ambientale negli Stati Uniti. Un'approfondita indagine pubblicata da Reuters sostiene infatti che l'infrastruttura destinata all'addestramento e all'esecuzione dei modelli di intelligenza artificiale, tra cui Grok, sarebbe alimentata da 59 turbine mobili a gas naturale prive dei necessari permessi previsti dal Clean Air Act.
La ricostruzione di Reuters si basa su documenti ottenuti attraverso richieste di accesso agli atti e su scambi di email tra Trinity Consultants, società che rappresenta xAI e la controllata MZX Tech, e il Mississippi Department of Environmental Quality. Da tali documenti risulterebbe che almeno 57 delle 59 turbine si trovino a Southaven, nel Mississippi, pochi minuti oltre il confine con Memphis, Tennessee, dove è localizzato il campus Colossus 2. Le restanti due unità sarebbero installate in un sito non identificato.
Il numero delle turbine sarebbe circa doppio rispetto alle 27 unità precedentemente riconosciute pubblicamente da xAI. L'azienda ha sostenuto che questi generatori siano esenti dall'obbligo di autorizzazione poiché classificati come impianti mobili e destinati a rimanere nello stesso sito per meno di un anno. Anche il regolatore ambientale del Mississippi ha affermato che le turbine temporanee non richiedano un permesso specifico, mentre l'EPA aveva chiarito nei mesi scorsi che le unità temporanee che superano determinate soglie emissive devono comunque essere autorizzate, pur valutando possibili modifiche normative dedicate ai sistemi portatili.

Le stime elaborate da Reuters partendo dalle specifiche tecniche di 30 delle turbine indicano emissioni potenziali di circa 2.500 tonnellate annue di ossidi di azoto (NOx), 4.000 tonnellate di monossido di carbonio e circa 22 tonnellate di formaldeide, assumendo un funzionamento continuo all'80% della capacità nominale. Si tratta di valori calcolati sulla base delle caratteristiche dichiarate dai produttori e non di misurazioni effettuate direttamente sugli impianti. Anche considerando soltanto 30 turbine, le emissioni teoriche dovrebbero superare ampiamente la soglia di 100 tonnellate annue di NOx che normalmente richiede il rilascio di un permesso federale.
L'indagine evidenzia inoltre come le aree comprese entro un raggio di circa otto chilometri dall'impianto siano abitate in prevalenza da comunità afroamericane. Nella porzione interessata della contea di DeSoto, in Mississippi, circa il 46% dei residenti appartiene a questa comunità, mentre nella vicina Shelby County, in Tennessee, la quota salirebbe al 94%, percentuali sensibilmente superiori alle rispettive medie delle due contee. Reuters sottolinea inoltre che nella quasi totalità delle sezioni censuarie interessate i tassi stimati di asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva risultano superiori alla media locale.
La vicenda ha già dato origine a un procedimento legale promosso dalla NAACP insieme al Southern Environmental Law Center ed Earthjustice, che accusano xAI di aver installato e utilizzato le turbine senza rispettare quanto previsto dal Clean Air Act. Patrick Anderson, legale del SELC, ha definito "sorprendente" la portata dell'installazione. Nel frattempo, il Dipartimento di Giustizia statunitense è intervenuto a sostegno della società, sostenendo che un'eventuale interruzione dell'alimentazione potrebbe avere implicazioni per la sicurezza nazionale, economica ed energetica, dal momento che Grok viene impiegato anche in ambito governativo e militare.
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La necessità di ricorrere a una produzione elettrica autonoma deriva dalle elevate richieste energetiche dei datacenter dedicati all'intelligenza artificiale. Collegare infrastrutture di questa portata alla rete elettrica può richiedere anni, soprattutto quando sono necessari importanti interventi di potenziamento. Anche le procedure autorizzative ambientali possono richiedere tempi molto lunghi, motivo per cui xAI ha scelto di utilizzare turbine mobili direttamente presso il sito.
In questo contesto si inserisce anche l'acquisizione di APR Energy da parte di Elon Musk. L'operazione non è stata annunciata pubblicamente ma è emersa attraverso una comunicazione della Federal Trade Commission, che ha autorizzato la transazione senza ulteriori verifiche antitrust. In base alle informazioni disponibili, il valore implicito dell'accordo supererebbe il miliardo di dollari.
APR Energy dispone di una flotta di turbine mobili a gas naturale e diesel con una capacità complessiva superiore a 1 GW. Si tratta di sistemi progettati per essere trasportati rapidamente, installati nell'arco di pochi giorni e portati a pieno regime in meno di dieci minuti.
L'acquisizione potrebbe quindi consentire a xAI di disporre internamente della tecnologia necessaria per alimentare i futuri datacenter dedicati all'intelligenza artificiale, riducendo ulteriormente la dipendenza dalla rete pubblica.










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1 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoFermare la IA per queste sciocchezze!
Non hanno paura di mettersi contro a uno dei superstalloni della IA?
Musk non ti preoccupare,tu puoi fare quello che vuoi!
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