SpaceX potrebbe dare al Pentagono capacità di calcolo: così Elon Musk vuole far fruttare gli investimenti

SpaceX potrebbe dare al Pentagono capacità di calcolo: così Elon Musk vuole far fruttare gli investimenti

SpaceX è in trattativa con il Dipartimento della Difesa statunitense per la fornitura di capacità computazionale destinata all'addestramento e all'esecuzione di modelli di intelligenza artificiale. L'accordo potrebbe avere un valore di diversi miliardi di dollari.

di pubblicata il , alle 11:01 nel canale Server e Workstation
SpaceX
 

SpaceX sta conducendo trattative riservate con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD) per concedere all'agenzia militare l'accesso alla propria infrastruttura di datacenter per l'esecuzione e l'addestramento di modelli di intelligenza artificiale.

Secondo fonti vicine al dossier riportate dal WSJ, il controvalore economico dell'intesa in discussione si attesterebbe su diversi miliardi di dollari, sebbene le negoziazioni siano tuttora in corso e non si escluda il rischio di un mancato accordo.

L'iniziativa rappresenta un'ulteriore accelerazione nella strategia di diversificazione di SpaceX nel mercato dei servizi cloud e dell'High-Performance Computing (HPC). Negli ultimi mesi, la compagnia guidata da Elon Musk ha siglato intese commerciali di rilievo con player del calibro di Anthropic, Google e la startup Reflection AI, ponendo le basi per un'espansione mirata a competere direttamente con provider specializzati quali CoreWeave. Fonti interne indicano che la strategia commerciale preveda l'offerta di potenza computazionale a prezzi significativamente più aggressivi rispetto agli standard di mercato attuali.

La base operativa di questa nuova divisione compute deriva dal recente riassetto societario che ha visto SpaceX completare l'acquisizione di xAI e il successivo sbarco sui mercati azionari con la quotazione in borsa (IPO). Con questa operazione, i modelli della famiglia Grok e le relative risorse hardware sono confluiti direttamente nell'assetto di SpaceX.

Per sostenere l'elevata domanda energetica e computazionale della corsa all'IA, la società ha edificato a tempi di record un datacenter di enormi proporzioni a Memphis, Tennessee, chiamato Colossus 2. Come dichiarato nelle documentazioni pubbliche di SpaceX, la realizzazione dell'impianto è avvenuta a costi e tempi inferiori rispetto alla concorrenza, anche grazie all'installazione in loco di turbine a gas dedicate per la generazione elettrica - scelta che ha tuttavia innescato contenziosi legali legati al presunto mancato rispetto delle normative ambientali locali. Parallelamente, la società ha illustrato agli investitori progetti di lungo termine relativi al posizionamento di data center direttamente in orbita.

Sul piano finanziario, il modello di business basato sull'affitto della capacità computazionale grezza (IaaS/HPC) si sta rivelando nel breve termine decisamente più redditizio rispetto alla monetizzazione diretta dei modelli Grok. Gli accordi stipulati potrebbero garantire a SpaceX entrate annue stimate nell'ordine delle decine di miliardi di dollari.

Un eventuale contratto con la Difesa USA consoliderebbe un legame strategico già profondo. Il Pentagono si affida infatti da anni a SpaceX per la messa in orbita di carichi utili tramite i vettori Falcon e per la gestione della connettività satellitare e del tracciamento missilistico. Tuttavia, la crescente centralità di Musk nell'infrastruttura di sicurezza nazionale ha sollevato perplessità tra alcuni funzionari del settore, oltre a critiche riguardanti potenziali conflitti di interesse derivanti dai sostanziali contributi finanziari erogati dal manager per la campagna elettorale del Presidente Trump nel 2024; accuse che i rappresentanti dell'amministrazione hanno formalmente respinto.

Dal canto suo, il Dipartimento della Difesa sta attuando un'intensa campagna di approvvigionamento di risorse cloud per sostenere le esigenze operative della NSA (National Security Agency) e dei reparti operativi impiegati sul campo. L'obiettivo primario dichiarato dai vertici militari è evitare il fenomeno del vendor lock-in e ridurre la dipendenza da singoli fornitori - preoccupazione accentuata dai recenti attriti avuti con Anthropic. Di recente, il DoD ha autorizzato l'impiego dei modelli e delle tecnologie di SpaceX, Amazon, Google, Microsoft e Oracle per utilizzi in ambienti classificati.

L'impegno finanziario complessivo della Difesa americana sull'intelligenza artificiale trova riscontro nella richiesta di 30 miliardi di dollari destinati al programma "Artificial Intelligence Arsenal", presentato all'interno delle istanze di bilancio per l'anno fiscale 2027 attualmente all'esame del Congresso USA.

Un contesto in cui gli storici fornitori cloud della Difesa, come Amazon (che ha pianificato investimenti per 50 miliardi di dollari nel settore governativo), Microsoft, Google e Oracle, si troveranno a confrontarsi con il nuovo e aggressivo posizionamento di SpaceX.

2 Commenti
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supertigrotto20 Luglio 2026, 14:48 #1
Quindi via Huawei perché collabora con i militari ma quando lo fa Microsoft,Google, space X e compagnia bella va bene?
Dovremmo cominciare anche in Europa a fare così,vediamo cosa dicono poi gli americani
Nui_Mg20 Luglio 2026, 15:16 #2
Originariamente inviato da: supertigrotto
Dovremmo cominciare anche in Europa a fare così,vediamo cosa dicono poi gli americani

Sì, sì, certo certo, contaci...

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