NVIDIA pronta a garantire fino a 250 miliardi di dollari per il maxi data center AI di OpenAI in Ohio

NVIDIA pronta a garantire fino a 250 miliardi di dollari per il maxi data center AI di OpenAI in Ohio

NVIDIA starebbe valutando una garanzia finanziaria fino a 250 miliardi di dollari per sostenere un enorme campus di datacenter destinato a OpenAI in Ohio. Il progetto, sviluppato da SoftBank con supporto governativo, potrebbe superare 500 miliardi di dollari includendo infrastrutture energetiche e hardware AI.

di pubblicata il , alle 11:21 nel canale Server e Workstation
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Stando a quanto riportato da Wall Street Journal, NVIDIA sarebbe coinvolta in una delle più grandi operazioni finanziarie legate allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, con l'obiettivo di fornire una garanzia del valore di circa 250 miliardi di dollari a supporto di un nuovo mega datacenter destinato a OpenAI. Il progetto, promosso dalla divisione energetica di SoftBank negli Stati Uniti, rappresenta una delle più ambiziose iniziative infrastrutturali mai annunciate per il settore AI.

Secondo quanto riportato da fonti vicine alla trattativa, la garanzia di NVIDIA servirebbe a facilitare l'accesso al credito per la realizzazione del campus in Ohio, consentendo ai veicoli finanziari coinvolti di ottenere condizioni più favorevoli. OpenAI, infatti, non dispone attualmente di un rating creditizio investment grade, essendo una società privata non ancora redditizia, e il coinvolgimento di un'azienda con una capitalizzazione di mercato prossima ai 5 trilioni di dollari aumenterebbe la fiducia degli investitori.

Il fenomeno viene definito nel settore come "credit wrapper": grandi aziende tecnologiche utilizzano la propria solidità finanziaria per agevolare l'accesso al credito di partner più piccoli o di società che necessitano di infrastrutture avanzate. Google, ad esempio, ha già adottato strategie simili per alcuni data center destinati ad Anthropic, anche con l'obiettivo di favorire l'adozione dei propri acceleratori Tensor Processing Unit.

Il progetto complessivo potrebbe superare i 500 miliardi di dollari di valore considerando sia la costruzione delle strutture sia l'acquisto dei sistemi di calcolo necessari per alimentare i modelli di intelligenza artificiale. La prima fase del datacenter dovrebbe entrare in funzione nel 2028 con una capacità energetica iniziale di circa 800 megawatt, mentre a regime il complesso richiederebbe circa 10 gigawatt di potenza, un quantitativo sufficiente ad alimentare diversi milioni di abitazioni.

L'infrastruttura sorgerà su un'ex area federale dedicata all'arricchimento dell'uranio situata circa 80 chilometri a sud di Columbus, in Ohio. La scelta di un sito già appartenente al governo statunitense punta a ridurre i problemi legati ai permessi e alle opposizioni locali che stanno rallentando numerosi progetti di data center negli Stati Uniti.

Il progetto è legato anche agli accordi energetici tra Stati Uniti e Giappone. Nell'ambito di un'intesa commerciale recente, Tokyo ha previsto un investimento da 33 miliardi di dollari in un impianto per la produzione di energia da gas naturale su territorio federale statunitense, che sarà gestito da SB Energy, società controllata di fatto dal gruppo di Masayoshi Son. L'energia prodotta verrebbe destinata al campus AI, con una ripartizione dei ricavi tra Stati Uniti e Giappone fino al recupero dell'investimento nipponico.

NVIDIA, oltre alla possibile garanzia finanziaria, starebbe discutendo anche un accordo separato per contribuire al finanziamento dell'acquisto dei propri acceleratori AI destinati a OpenAI. Questa componente potrebbe raggiungere un valore di circa 350 miliardi di dollari. Una struttura di finanziamento di questo tipo, nella quale fornitori di tecnologia contribuiscono indirettamente a sostenere la capacità di acquisto dei clienti, ha però sollevato interrogativi sulla sostenibilità del modello qualora il mercato dell'intelligenza artificiale dovesse rallentare.

Per OpenAI il progetto rappresenterebbe un passaggio significativo verso un maggiore controllo diretto dell'infrastruttura hardware. Attualmente l'azienda si affida principalmente a capacità di calcolo fornite da operatori cloud come Microsoft, Amazon e Oracle. La società ha recentemente aumentato le proprie stime di spesa per l'infrastruttura computazionale, portandole a circa 750 miliardi di dollari entro il 2030, rispetto ai circa 600 miliardi precedentemente previsti. 

2 Commenti
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giovanni6928 Luglio 2026, 12:47 #1
Chiamiamole pure fidejussioni circolari... cosa potrà mai andare storto, eh?!...
supertigrotto28 Luglio 2026, 18:35 #2
Originariamente inviato da: giovanni69
Chiamiamole pure fidejussioni circolari... cosa potrà mai andare storto, eh?!...


Si chiama economia circolare viziata.....

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