NVIDIA detta le regole del gioco: ecco perché NVLink Fusion non è davvero aperto
Il programma NVLink Fusion di NVIDIA annunciato al COMPUTEX di Taipei, pensato per aprire il suo ecosistema datacenter a chip custom, nasconderebbe dei vincoli che non renderebbero l'iniziativa davvero aperta come fatto intendere all'annuncio.
di Manolo De Agostini pubblicata il 22 Giugno 2025, alle 08:01 nel canale Server e WorkstationNVIDIA
NVIDIA ha recentemente annunciato il programma NVLink Fusion, un'iniziativa che punta a rafforzare la sua posizione nel mercato datacenter permettendo a partner selezionati di integrare i loro chip custom all'interno dell'infrastruttura NVIDIA, sfruttando l'interfaccia ad alta velocità NVLink-C2C.
In base alle prime confessioni raccolte dal sito taiwanese Digitimes, dietro l'apparente maggiore apertura si celerebbero una serie di vincoli tecnici e strategici tali da sollevare interrogativi sull'effettiva interoperabilità e apertura del programma, nonché sulle vere intenzioni di NVIDIA.
Al momento, otto aziende hanno espresso interesse nel partecipare al programma: Cadence, Synopsys, Alchip Technologies, Astera Labs, Fujitsu, Marvell, MediaTek e Qualcomm. Solo i progettisti di CPU, tuttavia, sembrano avere un accesso completo a livello sia hardware sia software. Gli altri partner, come Alchip, segnalano che pur potendo implementare l'intera infrastruttura hardware, restano vincolati da licenze software che NVIDIA gestisce in modo esclusivo.

Un nodo cruciale riguarda l'accesso ai protocolli che regolano la comunicazione e la coerenza della memoria tra i chip: mentre NVIDIA fornirebbe la proprietà intellettuale per tutto ciò che è legato all'hardware, come il physical layer protocol (PHY), manterebbe il controllo esclusivo sul software che inizializza e gestisce i collegamenti, limitando così la possibilità di realizzare sistemi davvero indipendenti o "mix-and-match".
Inoltre, qualsiasi sistema sviluppato all'interno di NVLink Fusion deve integrare almeno un componente NVIDIA, che si tratti di una CPU, una GPU o uno switch NVLink. Questo vincolo genera ulteriori entrate per NVIDIA, ma riduce la libertà progettuale dei partner. Anche l'uso degli NVSwitch è soggetto a licenze speciali, ostacolando una diffusione più ampia della tecnologia.
Tali condizioni sembrano configurare l'iniziativa come un gesto strategico di contenimento delle spinte aperturiste del settore, a fronte di iniziative come quella del consorzio UALink, una coalizione alternativa composta da colossi come AMD, Google e Intel. Lo standard UALink 1.0 promette connettività aperta e scalabile tra un massimo di 1.024 acceleratori di qualunque produttore, con l'obiettivo di garantire maggiore flessibilità e costi ridotti rispetto all'approccio NVIDIA.
In prospettiva, il vero rischio competitivo per NVIDIA non è rappresentato da un singolo prodotto rivale, ma dall'emergere di ecosistemi alternativi e interoperabili. Con NVLink Fusion, la società guidata da Jensen Huang sembra voler ritardare l'ascesa di queste soluzioni, proteggendo al contempo i suoi margini record e mantenendo una posizione dominante nella corsa all'hardware per l'intelligenza artificiale.










Tastiera gaming MSI GK600 TKL: switch hot-swap, display LCD e tre modalità wireless
DJI Osmo Pocket 4: la gimbal camera tascabile cresce e ha nuovi controlli fisici
Sony INZONE H6 Air: il primo headset open-back di Sony per giocatori
Il ridimensionamento di OnePlus in Europa potrebbe essere già iniziato
Il cofondatore di Netflix ha lasciato l'azienda: un nuovo inizio per la piattaforma di streaming?
ASUS porta in Italia il nuovo Zenbook Duo: ecco configurazioni e prezzi del notebook a doppio schermo
Assassin's Creed: Black Flag Resynced, svelata la possibile data di uscita
Xbox Game Pass cambierà: tra le novità un tier con giochi first party e un bundle con Netflix?
I nuovi Surface Pro e Laptop sono vicini: nuovi chip e prezzi ancora più alti?
OnePlus ci riprova con la fascia bassa: sta per arrivare il nuovo Nord CE 6 Lite
La Top 10 delle offerte Amazon del weekend: iPhone 16e a 499€ al minimo storico, DJI Avata 2 FPV a 526€, LG OLED evo G5 e Apple Watch Series 11
XGIMI MoGo 2 Pro a 339€: Google TV con Netflix, 4K, Dolby Audio e autofocus in un mini proiettore che trasforma ogni stanza in un cinema
Forum IT & Intelligence 2026: dall'AI che non funziona a quella che batte gli esperti umani. E cosa manca in mezzo
iPhone 16e per la prima volta a meno di 500€ su Amazon: chip A18 per il più potente entry-level Apple
Stop Killing Games: Ross Scott convince il Parlamento europeo, la Commissione avvia l'analisi
Annunciata la tuta di volo di Vast che sarà utilizzata a bordo della stazione spaziale Haven-1
Vast presenta il nuovo Large Docking Adapter, pensato per le future stazioni spaziali commerciali









2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIl programma NVLink Fusion di NVIDIA annunciato al COMPUTEX di Taipei, pensato per aprire il suo ecosistema datacenter a chip custom, nasconderebbe dei vincoli che non renderebbero l'iniziativa davvero aperta come fatto intendere all'annuncio.
Click sul link per visualizzare la notizia.
Inoltre, qualsiasi sistema sviluppato all'interno di NVLink Fusion deve integrare almeno un componente NVIDIA, che si tratti di una CPU, una GPU o uno switch NVLink. Questo vincolo genera ulteriori entrate per NVIDIA, ma riduce la libertà progettuale dei partner. Anche l'uso degli NVSwitch è soggetto a licenze speciali, ostacolando una diffusione più ampia della tecnologia
perchè veramente c'è qualcuno che ha pensato anche solo lontanamennte che una società regalasse il miglior sistema di BUS in circolazione aggratisss cosi da permettere a 2 aziende di fare sistemi senza il minimo guadagno per la societa creatrice ?
ma non si è mai vista una cagata del genere.
nVidia non vuole diffondere la tecnologia, vuole solo espandere il suo mercato in modo controllato e cicuro.
Non è mai stato "Nvidia regala il suo bus NVLink al mondo che lo può usare liberamente".
L'annuncio sin dall'inizio è stato, Nvidia apre alla collaborazione con chip realizzati da terzi.
Questo significa che ovviamente il sistema deve avere un componente Nvidia dentro, altrimenti non è collaborazione.
Detto questo è pure ovvio che Nvidia voglia detenere il controllo SW del protocollo. E' una protezione intelligente al fatto di poter mettere una qualsiasi CPU realizzata da chicchessia insieme ad una serie di acceleratori realizzati da un altro chicchessia connessi tramite NVLink e un componente Nvidia tra quelli opzionabili che fa un lavoro secondario, magari neppure collegato all'NVLink, praticamente un aggiramento dell'accordo di collaborazione che permette di realizzare un sistema con architetture aliene a quelle Nvidia usando però liberamente il suo bus, che per ora rimane il migliore sul mercato e gli altri devono al solito escogitare il modo di regalare la loro soluzione pur di avere un'arma che permetta di competere in qualche modo.
E' la solita questione "l'azienda X rende disponibile gratuitamente la propria tecnologia/codice/protocollo al resto del mondo" vs "Nvidia chiede soldi per l'uso della propria tecnologia". C'è un motivo se qualcuno deve regalare un investimento pur di farlo adottare e quindi sperare di guadagnare in altra maniera sempre legata ad uno sperato uso massivo della tecnologia regalata rispetto a chi invece il proprio investimento se lo fa pagare e anche profumatamente e gliene frega davvero poco che sia usato massivamente se questo non le fa guadagnare il giusto.
Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".