Il Texas dice basta: migliaia di datacenter finiscono improvvisamente in standby

Il Texas dice basta: migliaia di datacenter finiscono improvvisamente in standby

Il Texas ha sospeso temporaneamente l'approvazione di nuovi datacenter collegati alla rete ERCOT, imponendo verifiche su consumi energetici, utilizzo dell'acqua e impatto sul territorio. La misura riguarda circa 1.800 progetti, prevalentemente destinati all'intelligenza artificiale, con richieste complessive di potenza che superano di oltre cinque volte il picco della domanda elettrica.

di pubblicata il , alle 09:12 nel canale Server e Workstation
 

Il Texas, uno degli stati statunitensi che negli ultimi anni ha attirato il maggior numero di investimenti nel settore dei datacenter grazie a un contesto normativo favorevole e a una disponibilità energetica considerata competitiva, ha deciso di interrompere temporaneamente l'approvazione di nuovi progetti che richiedono l'allacciamento alla rete elettrica gestita da ERCOT (Electric Reliability Council of Texas).

Il governatore Greg Abbott ha ordinato alla Public Utility Commission of Texas (PUCT) e a ERCOT di sospendere le autorizzazioni fino al completamento di un processo di verifica destinato a raccogliere informazioni dettagliate sui progetti in attesa di connessione. La decisione coinvolge circa 1.800 richieste, delle quali circa il 90% riguarda nuovi datacenter.

Secondo i dati diffusi dall'ufficio del governatore, le richieste di connessione attualmente presenti nella coda di ERCOT corrispondono a una potenza complessiva di 474 gigawatt. Si tratta di un valore superiore di oltre cinque volte rispetto al picco di domanda registrato dalla rete texana e più che raddoppiato rispetto ai 233 GW censiti a gennaio.

Non tutti questi progetti sono destinati a diventare realtà. Nel settore è infatti prassi presentare la richiesta di connessione nelle fasi iniziali dello sviluppo, assicurandosi una posizione in graduatoria anche quando il progetto è ancora preliminare. Molte iniziative vengono successivamente ridimensionate o cancellate, ma le dimensioni raggiunte dalla coda hanno comunque sollevato preoccupazioni sulla capacità della rete di sostenere una crescita così rapida.

L'amministrazione Abbott intende quindi ottenere informazioni più dettagliate prima di autorizzare nuovi allacciamenti. I promotori dei datacenter dovranno fornire dati relativi ai consumi elettrici, sia sul sito sia eventualmente presso impianti esterni, ai piani di raffreddamento e all'utilizzo dell'acqua, alle misure previste per limitare rumore e inquinamento luminoso, all'eventuale ricorso a incentivi fiscali e alla struttura proprietaria delle strutture.

Abbott ha chiarito che i progetti che non rispetteranno tali requisiti non potranno essere collegati alla rete dello Stato. "La nostra massima priorità è proteggere la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini del Texas", ha dichiarato il governatore. "Qualsiasi progetto che non rispetti i requisiti stabiliti dalla PUCT, da ERCOT e dalla legge statale dovrà vedersi negare la connessione alla rete elettrica del Texas. In altre parole, i cittadini del Texas vengono prima di tutto".

La stretta arriva dopo un precedente tentativo della PUCT di raccogliere informazioni attraverso un'indagine volontaria. L'autorità aveva contattato 377 aziende operanti nel settore dei datacenter chiedendo dettagli sui consumi di energia e acqua, ma soltanto 28 società hanno risposto al questionario. Il limitato livello di collaborazione ha spinto lo Stato ad adottare un approccio più vincolante.

Il provvedimento non rappresenta un blocco totale dei nuovi datacenter. Rimangono esclusi i progetti situati al di fuori dell'area servita da ERCOT, come quelli previsti nell'area di El Paso, così come le strutture che dispongono di una produzione elettrica autonoma e non necessitano di collegarsi alla rete pubblica.

La misura potrebbe comunque avere conseguenze rilevanti per un settore che negli ultimi anni ha scelto il Texas come una delle principali destinazioni per nuovi investimenti, soprattutto grazie alla disponibilità di gas naturale, alla rapida crescita della produzione da fonti rinnovabili e a un quadro regolatorio tradizionalmente favorevole alle imprese.

Secondo i dati della Energy Information Administration (EIA), tra il 2021 e il 2025 la capacità fotovoltaica utility-scale (ovvero un grande impianto industriale per la produzione o l'accumulo di energia che supera 1 MW di potenza e immette energia nella rete statale) dello Stato è quadruplicata, contribuendo a sostenere la crescente domanda di elettricità e mantenendo relativamente contenuti i prezzi dell'energia. Negli ultimi anni, però, l'espansione dei datacenter e degli impianti dedicati al mining di criptovalute ha iniziato a esercitare una pressione crescente sul mercato elettrico, contribuendo all'aumento dei prezzi.

La decisione del governatore ha già suscitato reazioni sul piano politico. Il commissario per l'Agricoltura del Texas, Sid Miller, ha definito il provvedimento "molto rumore per nulla", sostenendo che "i cittadini del Texas hanno bisogno di leggi efficaci, non dell'ennesimo comunicato stampa pensato per dare l'impressione che si stia facendo qualcosa mentre i progetti hyperscale continuano ad andare avanti". Anche la deputata statale Gina Hinojosa, candidata alle elezioni per la carica di governatore del 2026, ha criticato l'iniziativa, giudicandola tardiva dopo mesi nei quali Abbott aveva promosso il Texas come destinazione privilegiata per l'industria dei datacenter.

Pur risultando meno restrittiva rispetto alla moratoria introdotta dallo Stato di New York, la decisione texana introduce un nuovo livello di controllo su uno dei mercati più importanti per l'espansione dell'infrastruttura destinata all'intelligenza artificiale e al cloud computing. L'esito delle verifiche potrebbe influenzare in modo significativo il futuro sviluppo dei grandi campus di datacenter nello Stato.

8 Commenti
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euscar05 Agosto 2026, 09:45 #1
Meglio tardi che mai.
giovanni6905 Agosto 2026, 10:07 #2
[I]>>Secondo i dati diffusi dall'ufficio del governatore, le richieste di connessione attualmente presenti nella coda di ERCOT corrispondono a una potenza complessiva di 474 gigawatt. Si tratta di un valore superiore di oltre cinque volte rispetto al picco di domanda registrato dalla rete texana e più che raddoppiato rispetto ai 233 GW censiti a gennaio.>>[/I]

Ma sono davvero impazziti?

Quante mazzette ci saranno sotto?....

E la popolazione (oltre che agricoltura, commercio ed industrie) che rischia di rimanere senza energia.
Micene.105 Agosto 2026, 10:16 #3
la domanda è sempre la stessa : ma tutta sta roba per fa che? cioe il beneficio per questa enorme disumano sforzo qual è?
the_joe05 Agosto 2026, 10:26 #4
Originariamente inviato da: Micene.1
la domanda è sempre la stessa : ma tutta sta roba per fa che? cioe il beneficio per questa enorme disumano sforzo qual è?


Al momento a muovere capitali enormi a beneficio di pochi, poi come per tutto il resto, passata la sbornia iniziale dove tutto deve essere "IA" resteranno in piedi le aziende che veramente forniscono servizi utili e che si fanno pagare per quelli.

Oramai chi ha vissuto le varie bolle, sa come vanno le cose e non se ne meraviglia più, soltanto che le ultime novità consumano risorse come non era mai accaduto prima e volenti o nolenti ne paghiamo tutti le conseguenze per dare i guadagni ai soliti pochi.
supertigrotto05 Agosto 2026, 16:57 #5
Groenlandia,Trump deve avere la Groenlandia così i datacenter stanno freschi e possono produrre energia da Tapirulan su cui correranno i groenlandesi
Darkon05 Agosto 2026, 17:48 #6
Originariamente inviato da: the_joe
Al momento a muovere capitali enormi a beneficio di pochi, poi come per tutto il resto, passata la sbornia iniziale dove tutto deve essere "IA" resteranno in piedi le aziende che veramente forniscono servizi utili e che si fanno pagare per quelli.

Oramai chi ha vissuto le varie bolle, sa come vanno le cose e non se ne meraviglia più, soltanto che le ultime novità consumano risorse come non era mai accaduto prima e volenti o nolenti ne paghiamo tutti le conseguenze per dare i guadagni ai soliti pochi.


In realtà è un po' più complicata di così:

Prima di tutto sfatiamo il mito che i datacenter AI siano tutti per le AI che noi conosciamo. Quelle sono una parte ma non certo tutto.

Ci sono datacenter di ricerca, sperimentazione, analisi, AI militari, AI di ogni tipo.

Senza contare che molti stanno investendo disperatamente in data center perché c'è chi ipotizza, non saprei dire quanto fondatamente, che si sia vicini alla singolarità e usa le AI per scrivere nuove AI sperando che esca qualcosa di imprevisto e che porti tutto al livello successivo.

Sicuramente vale anche quello che hai scritto sia chiaro ma non c'è SOLO quello.
Ripper8905 Agosto 2026, 17:50 #7
Originariamente inviato da: Micene.1
la domanda è sempre la stessa : ma tutta sta roba per fa che? cioe il beneficio per questa enorme disumano sforzo qual è?

Scavare un gap con la Cina nello sviluppo dei modelli AI e garantirsi una superiorità tecnologica per ambiti civili, militari e politici ?
Ripper8905 Agosto 2026, 17:52 #8
Originariamente inviato da: Darkon
In realtà è un po' più complicata di così:

Prima di tutto sfatiamo il mito che i datacenter AI siano tutti per le AI che noi conosciamo. Quelle sono una parte ma non certo tutto.

Ci sono datacenter di ricerca, sperimentazione, analisi, AI militari, AI di ogni tipo.

Tutta roba che venga eseguita attraverso modelli AI.

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