I data center AI consumano come intere nazioni: questa tecnologia potrebbe mettere un freno
Una nuova tecnologia sviluppata dall'Università dell'Illinois ha elaborato piastre in rame stampate in 3D per migliorare il raffreddamento dei chip AI. I test indicano una riduzione superiore al 95% dell'energia destinata alla dissipazione nei data center, con vantaggi importanti su consumi, efficienza e gestione termica
di Vittorio Rienzo pubblicata il 21 Maggio 2026, alle 17:46 nel canale Server e WorkstationUno dei temi più caldi quando si parla di intelligenza artificiale è indubbiamente il consumo energetico. Proprio in questi giorni abbiamo visto crescere le tensioni negli Stati Uniti, a causa di società di distribuzione sempre più interessate a soddisfare la domanda dei data center, anche a scapito dei cittadini locali: emblematici i casi di Lake Tahoe e dell'acquisizione di Dominion Energy da parte di NextEra. Tuttavia, un gruppo di ricercatori sarebbe riuscito a elaborare una soluzione per ridurre, seppur in maniera marginale, le esigenze energetiche dei data center.
Secondo i dati riportati dai ricercatori dell'Università dell'Illinois Urbana-Champaign, nel 2025 i data center hanno consumato 485 TWh di elettricità e circa il 30% di questa energia è servito esclusivamente per i sistemi di raffreddamento.

Per affrontare il problema, il team ha sviluppato una nuova tecnologia basata su piastre di raffreddamento in rame puro stampate in 3D, progettate con algoritmi matematici avanzati. I risultati mostrano una riduzione superiore al 95% dell'energia richiesta per il raffreddamento rispetto agli approcci tradizionali utilizzati oggi nei grandi impianti dedicati all'AI.
Il problema nasce dall'elevata densità energetica dei moderni acceleratori AI. Un singolo chip NVIDIA GB200 raggiunge infatti un assorbimento di 1.200 watt, equivalenti a circa 28,8 kWh al giorno. La quasi totalità di questa energia si trasforma direttamente in calore a causa dell'effetto Joule, fenomeno inevitabile durante il funzionamento dei semiconduttori.
La situazione diventa ancora più complessa nei grandi cluster AI. I ricercatori citano come esempio il data center Colossus 1 di xAI, struttura che utilizza circa 220.000 GPU con un consumo totale di 300 MW. Senza sistemi di raffreddamento adeguati, il calore prodotto raggiungerebbe livelli incompatibili con il funzionamento dell'hardware.

I tradizionali sistemi ad aria utilizzano dissipatori metallici e potenti ventole per distribuire il calore generato da CPU e GPU. Tuttavia, le nuove generazioni di acceleratori AI hanno raggiunto densità termiche che mettono sotto pressione queste soluzioni. Per questo motivo molte infrastrutture stanno passando al raffreddamento liquido direct-to-chip, tecnologia che utilizza piastre metalliche attraversate da microcanali nei quali scorre il liquido refrigerante.
Le soluzioni oggi disponibili sul mercato privilegiano però semplicità produttiva e costi di fabbricazione. I canali interni dei plate di raffreddamento presentano geometrie relativamente semplici, spesso rettangolari o cilindriche, costruite con leghe di alluminio oppure acciaio inox.
Il documento riportato su EurekAlert, spiega che il gruppo di ricerca statunitense ha deciso invece di riprogettare completamente la struttura interna delle piastre tramite un processo di "ottimizzazione topologica". Gli algoritmi hanno creato configurazioni molto più complesse, con superfici irregolari e appuntite pensate per massimizzare lo scambio termico e ridurre la resistenza al passaggio del liquido refrigerante.
Per realizzare queste geometrie, il team ha utilizzato una tecnica chiamata ECAM (Electrochemical Additive Manufacturing), un sistema di stampa additiva capace di lavorare il rame puro con dettagli compresi tra 30 e 50 micrometri, dimensioni inferiori allo spessore di un capello umano.

Secondo i risultati pubblicati dai ricercatori, i nuovi plate di raffreddamento garantiscono un miglioramento delle prestazioni di raffreddamento fino al 32% rispetto ai sistemi convenzionali. Parallelamente, la perdita di pressione del circuito diminuisce fino al 68%, fattore che riduce sensibilmente l'energia necessaria per il pompaggio del liquido.
Le stime elaborate dal team mostrano scenari particolarmente interessanti nei grandi data center AI. Una struttura da 1 GW basata su raffreddamento ad aria richiede normalmente circa 550 MW aggiuntivi dedicati al raffreddamento. Con la nuova tecnologia, il fabbisogno energetico scenderebbe invece a circa 11 MW.
Questo approccio permetterebbe di abbassare il parametro PUE (Power Usage Effectiveness) fino a circa 1,011, un valore estremamente vicino al limite teorico ideale di 1,0. Oggi i data center hyperscale più efficienti operano generalmente tra 1,1 e 1,3.
I ricercatori precisano che i dati relativi ai grandi impianti derivano ancora da simulazioni e modelli teorici. Non esistono al momento implementazioni operative su scala gigawatt. Nonostante questo, la tecnologia potrebbe offrire vantaggi molto importanti per il futuro dei data center AI, soprattutto considerando la crescita continua della domanda energetica legata all'intelligenza artificiale.









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7 Commenti
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intanto a Trento in questi giorni si riuniscono proprio per parlare di IA e consumi.. perchè mettere un freno non vuol dire quello che la gente crede.. vuol dire poter installare ancora di più.. non caleranno i consumi caleranno i tempi per installare nuova roba e si ridurranno le limitazioni ai nuovi allacci
il trend è tirato e prevede un aumento vertiginoso dei consumi e per fare prima (come potenza computazionale) stanno cercando di migliorare i chip per poter installare prima visto i tempi biblici per gli allacci di server che consumano come piccole nazioni
è un brutto segno vedere quante risorse e terreno vengono distrutti per questi server
giusto per le persone a cui interessa qualcosa, andate a vedere quanto inquina l'estrazione e raffinazione rame.. rame che si accompagna bene con arsenico e zolfo è una delle estrazioni più sporche che ci sono per via degli scarti generati..
tutti a salvarci
.
L'IA ci salverà dall'inquinamento, e ti spiego una cosa fondamentale
Sono decenni che si parla di inquinamento, i media generici, parlano in modo generico (anche la politica) di cosa crea più inquinamento e a seconda del periodo e interessi cambiano punti di vista (mirano ad altro).
Diversi miliardari intervistati, spesso gli viene posta una domanda, cosa si fa per l'inquinamento del pianeta.
Di norma il problema ricade sempre su un punto, e io mi ricordo tantissimo l'intervista di Gates, che disse chiaramente, l'inquinamento del pianeta non è il singolo oggetto etc, il vero inquinamento del pianeta è la sovrapopolazione, (attenzione non ha detto una cosa falsa specifico) ma la soluzione sarebbe che ci vorrebbe la metà della popolazione per poter riuscire a ristabilizzare.
Ora, come dicevo, l'idea di "dimezzare o diminuire in genere" la popolazione è un qualcosa che molti miliardari dicono, anche in conferenze come TED etc, e qui però unendo i puntini mi sorge un dubbio, L'IA andrà senza ombra di dubbio a fare il lavoro di centinaia di milioni di persone in un modo molto più preciso rapido e duratturo, le aziende stanno già da anni (in crescendo) licenziando per far posto all'AI. per ora chi viene licenziato ha ancora possibilità di trovare lavoro altrove ricollocandosi etc, ma effettivamente questa cosa diventerà sempre più sottile e complicata. Tu dici scherzando (le IA ci salveranno...) ma è possibile che sia in realtà la risposta corretta, le AI ci salveranno ma non come si pensa, ci salveranno perchè magari la popolazione mondiale divenendo (scarto) ...
Ovviamente è cosi pour parler
Ma il calore prodotto poi va smaltito insieme a quello prodotto dal resto dei chip sulla scheda, quindi i consumi legati a tutto il resto del sistema di raffreddamento non cambiano.
In un datacenter quel risparmio del 95% "sui chip" é tanto se diventa un 1% di risparmio sul raffreddamento del sistema.
Sono decenni che si parla di inquinamento, i media generici, parlano in modo generico (anche la politica) di cosa crea più inquinamento e a seconda del periodo e interessi cambiano punti di vista (mirano ad altro).
Diversi miliardari intervistati, spesso gli viene posta una domanda, cosa si fa per l'inquinamento del pianeta.
Di norma il problema ricade sempre su un punto, e io mi ricordo tantissimo l'intervista di Gates, che disse chiaramente, l'inquinamento del pianeta non è il singolo oggetto etc, il vero inquinamento del pianeta è la sovrapopolazione, (attenzione non ha detto una cosa falsa specifico) ma la soluzione sarebbe che ci vorrebbe la metà della popolazione per poter riuscire a ristabilizzare.
Ora, come dicevo, l'idea di "dimezzare o diminuire in genere" la popolazione è un qualcosa che molti miliardari dicono, anche in conferenze come TED etc, e qui però unendo i puntini mi sorge un dubbio, L'IA andrà senza ombra di dubbio a fare il lavoro di centinaia di milioni di persone in un modo molto più preciso rapido e duratturo, le aziende stanno già da anni (in crescendo) licenziando per far posto all'AI. per ora chi viene licenziato ha ancora possibilità di trovare lavoro altrove ricollocandosi etc, ma effettivamente questa cosa diventerà sempre più sottile e complicata. Tu dici scherzando (le IA ci salveranno...) ma è possibile che sia in realtà la risposta corretta, le AI ci salveranno ma non come si pensa, ci salveranno perchè magari la popolazione mondiale divenendo (scarto) ...
Ovviamente è cosi pour parler
bah.. sarebbe bello.. è dagli anni '70 che si parla del fatto che il vero problema era il sovrappopolamento che si avrebbe avuto in questo periodo a causa del rateo di crescita delle nazioni non sviluppate.. e dopo 50 anni siamo dove avevano detto che saremo arrivati visto che facevamo finta di niente
le IA toglieranno lavoro alle nazioni che non hanno un rateo di crescita positivo ma nulla faranno per le nazioni che sfornano figli senza pensare al futuro.. mi piacerebbe che l'IA risolvesse il problema della sovrappopolazione.. ho sempre detto che è il vero problema e non l'inquinamento perchè l'inquinamento deriva esclusivamente dal fatto che siamo troppi.. anche lo stesso Asimov (scrittore si ma professore anche..) ne parlava alle conferenze e non era l'unico preoccupato dell'aumento incontrollato della popolazione e dei suoi effetti devastanti.. ora che Bill ne parli è carino ma è arrivato molto in ritardo..
e la perdita di lavoro che causerà inevitabilmente la IA e gli androidi non colpiranno le popolazioni causa del problema purtroppo.. inoltre.. sono più facili guerre e carestie che IA per la soluzione del problema.. nel mentre le IA contribuiranno ad aumentare l'inquinamento aumentando l'asticella dei consumi purtroppo..
sempre per parlare.. ma qua non sta andando benino
le IA toglieranno lavoro alle nazioni che non hanno un rateo di crescita positivo ma nulla faranno per le nazioni che sfornano figli senza pensare al futuro.. mi piacerebbe che l'IA risolvesse il problema della sovrappopolazione.. ho sempre detto che è il vero problema e non l'inquinamento perchè l'inquinamento deriva esclusivamente dal fatto che siamo troppi.. anche lo stesso Asimov (scrittore si ma professore anche..) ne parlava alle conferenze e non era l'unico preoccupato dell'aumento incontrollato della popolazione e dei suoi effetti devastanti.. ora che Bill ne parli è carino ma è arrivato molto in ritardo..
e la perdita di lavoro che causerà inevitabilmente la IA e gli androidi non colpiranno le popolazioni causa del problema purtroppo.. inoltre.. sono più facili guerre e carestie che IA per la soluzione del problema.. nel mentre le IA contribuiranno ad aumentare l'inquinamento aumentando l'asticella dei consumi purtroppo..
sempre per parlare.. ma qua non sta andando benino
Nella storia la maggior parte delle guerre è stata causata proprio per il controllo e lo sfruttamento delle risorse naturali: terreno fertile, acqua, risorse minerarie, accesso al mare. Più la popolazione aumenta più queste risorse diventano scarse e sempre più saranno generatrici di conflitti ed emigrazioni di massa.
Per come la vedo io l'AI o, meglio, il modello di AI che si vuole vendere al mondo, è solamente un moltiplicatore di questi problemi, visto che il consumo energetico e di risorse come l'acqua aumenterà e la ricchezza reale, quella da lavoro, diminuirà. Un bel risultato direi...
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