'Dovremmo spegnere metà del Paese': il Kenya frena il maxi datacenter Microsoft
Il progetto da 1 miliardo di dollari che avrebbe portato un nuovo datacenter Microsoft Azure in Kenya è in fase di stallo per problemi legati all'approvvigionamento energetico. La struttura, sviluppata con G42, avrebbe richiesto consumi elettrici enormi rispetto alla capacità disponibile nel Paese africano.
di Manolo De Agostini pubblicata il 12 Maggio 2026, alle 17:01 nel canale Server e WorkstationMicrosoftAzure
Il progetto con cui Microsoft e G42 puntavano a realizzare un grande datacenter in Kenya sta incontrando ostacoli importanti, soprattutto sul fronte energetico. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il governo keniano non avrebbe soddisfatto la richiesta di Microsoft relativa a garanzie sui pagamenti annuali della capacità energetica necessaria per alimentare l'infrastruttura.
L'iniziativa era stata annunciata nel maggio 2024 durante la visita negli Stati Uniti del presidente keniano William Ruto. Il piano prevedeva la costruzione di un campus alimentato da energia geotermica nella regione di Olkaria, nella Rift Valley, destinato a ospitare una nuova region cloud Azure per l'Africa orientale.
Il progetto sarebbe stato guidato da G42, società con sede ad Abu Dhabi attiva nel settore AI e infrastrutture cloud. La prima fase prevedeva una capacità iniziale di 100 megawatt, con l'obiettivo di entrare in funzione entro quest'anno. Nel lungo periodo, però, l'ambizione era quella di espandere il sito fino a 1 gigawatt.

Le dimensioni del progetto hanno sollevato dubbi concreti sulla sostenibilità energetica dell'infrastruttura. Durante un recente evento a Nairobi, Ruto ha dichiarato che per mantenere operativo il datacenter sarebbe stato necessario "spegnere metà del Paese", una frase che fotografa efficacemente il problema.
Il Kenya dispone infatti di una capacità elettrica installata compresa tra 3.000 e 3.200 megawatt, mentre il picco di domanda nazionale ha raggiunto recentemente i 2.444 MW. Un'infrastruttura da 1 GW assorbirebbe quindi circa un terzo dell'intera capacità produttiva del Paese.
Anche la fase iniziale da 100 MW rappresenterebbe comunque un carico rilevante. Il complesso geotermico di Olkaria, una delle principali fonti energetiche del Kenya, genera attualmente circa 950 MW attraverso tutti i suoi impianti. Una quota significativa della produzione sarebbe quindi destinata al solo datacenter.
Nonostante lo stallo, il progetto non sarebbe stato cancellato. John Tanui, segretario principale del Ministero dell'Informazione keniano, ha spiegato che i colloqui proseguono e che la portata dell'infrastruttura richiede ancora una fase di "strutturazione".
Parallelamente resta in discussione anche un secondo progetto da 60 MW sviluppato insieme alla società locale EcoCloud, dalle dimensioni più contenute e potenzialmente più gestibili dal punto di vista energetico.
Il caso keniano è solo l'ultimo a evidenziare un problema che sta emergendo a livello internazionale: la disponibilità di energia elettrica è diventata uno dei principali colli di bottiglia per l'espansione dei datacenter dedicati all'intelligenza artificiale.
Microsoft prevede investimenti in conto capitale per circa 190 miliardi di dollari nel 2026 e, secondo le stime riportate, aggiunge mediamente circa 1 GW di capacità datacenter ogni tre mesi a livello globale. Tuttavia, la crescita accelerata delle infrastrutture AI si scontra sempre più spesso con limiti legati alle reti elettriche e alla disponibilità energetica. Negli Stati Uniti, quasi la metà dei nuovi progetti di datacenter previsti quest'anno sarebbe stata ritardata o cancellata proprio a causa della carenza di infrastrutture elettriche adeguate.










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16 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoInsomma,collegando dei cavi nella nuca e facendo vivere gli esseri umani in un mondo virtuale credibile......
Se l'ostacolo per sviluppare e creare la divinità IA è solo questo, perché non sacrificare l'essere umano che,a confronto della IA, è un essere inutile?
Eh beh,ce lo stanno dicendo che la IA sostituirà l'essere umano in tutto e per tutto, è quello che ci promettono i superstalloni della IA,quindi deve essere assolutamente vero,per questo bisogna dare a loro più soldi e risorse possibili.
Sarcasmo velenoso eh,non fraintendetemi.....
Matrix?
Skynet?
Ci risolviamo la fame nel mondo?
Ci risolviamo le guerre del biondo e del nano?
Aumentano i posti di lavoro?
Abbiamo vissuto finora senza: ora è l'obiettivo primario americano e mondiale!
Io piuttosto metterei soldi in R&D per sviluppare un motore interspaziale piuttosto che sta m...e per avere i gatti ninja
Questo sì, lo ritengo probabile, il resto boh? Non saprei dirti, troppe incognite.
Le leggi della termodinamica dicono di no, malgrado Matrix abbia convinto un sacco di gente del contrario.
Matrix?
Skynet?
Ci risolviamo la fame nel mondo?
Ci risolviamo le guerre del biondo e del nano?
Aumentano i posti di lavoro?
Abbiamo vissuto finora senza: ora è l'obiettivo primario americano e mondiale!
Io piuttosto metterei soldi in R&D per sviluppare un motore interspaziale piuttosto che sta m...e per avere i gatti ninja
Qualunque cosa che vedi su internet ormai passa dai datacenter, mica si usano solo per l'AI. Vogliamo servizi che usano miliardi di persone in tutto il mondo disponibili in qualunque momento? Ecco, servono datacenter coi controcazzi.
E quindi è sufficiente cambiare le leggi della termodinamica!
Basta una maggioranza semplice o serve una maggioranza qualificata?
Soluzione giusta, universo sbagliato.
"Per questo nel 2208 gli scienziati hanno aumentato la velocità della luce" (Futurama)
Fino ad oggi però hanno usato tanta memoria di massa e pochissima potenza computazionale, webserver da migliaia di utenti girano alla grande su macchine di 10 anni fa.
Con l'AI i datacenter sono diventati qualcosa di molto più simile a supercomputer
Con l'AI i datacenter sono diventati qualcosa di molto più simile a supercomputer
Certamente, ma io rispondevo alla domanda " A cosa servono?"
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