Volevano collegare delle aragoste vive a OpenClaw. Il buonsenso è morto prima dei crostacei
Alla Biopunk House di San Francisco, legata alla rete di Sam Altman, Elliot Roth e William Joy volevano impiantare un kit da scarafaggio in aragoste vive e collegarle a OpenClaw. L'esperimento è naufragato prima della chirurgia
di Andrea Bai pubblicata il 03 Luglio 2026, alle 17:04 nel canale Scienza e tecnologiaAlla Biopunk House, una delle hacker house della Bay Area che fanno capo alla rete The Residency (di cui Sam Altman è adviser), due residenti hanno provato a fondere biologia e intelligenza artificiale in un discutibile esperimento casalingo. Elliot Roth, 32 anni, e William Joy, 19 anni, volevano impiantare in alcune aragoste vive un kit commerciale pensato per telecomandare scarafaggi, per poi controllarne le chele e collegare i crostacei cosi' modificati all'agente AI open source OpenClaw.

A raccontarlo è stato un reporter di The Atlantic, al lavoro su un reportage sulle hacker house della Bay Area, a cui Joy ha dichiarato: "Sono abbastanza sicuro che sarà il primo vero caso di un agente di intelligenza artificiale complesso che interagisce con un organismo biologico". I due si erano posti anche il problema del benessere animale, dichiarando l'intenzione di somministrare un anestetico alle aragoste prima dell'intervento chirurgico; Joy aveva aggiunto che gli animali erano comunque "già previsti per la cena" e che sarebbero stati mangiati a esperimento concluso.
OpenClaw è un agente AI autonomo open source con licenza MIT, sviluppato dall'austriaco Peter Steinberger e pubblicato a novembre 2025 con il nome Warelay prima di essere rinominato più volte; il suo logo, non a caso, è un'aragosta. Il progetto sfrutta modelli linguistici come Claude, DeepSeek o GPT tramite interfacce di messaggistica come Signal, Telegram, Discord e WhatsApp, e a marzo 2026 aveva già raccolto 247.000 stelle su GitHub. Steinberger ha annunciato il proprio ingresso in OpenAI a febbraio 2026, dopodiché il progetto è passato in gestione alla OpenClaw Foundation.
L'esperimento e' finito prima ancora di cominciare
Quando il reporter dell'Atlantic è tornato a verificare, settimane dopo, ha trovato una messa da requiem: le aragoste erano morte ancora prima che la chirurgia potesse avere luogo. Joy ha condotto un'autopsia "preliminare" sugli esemplari, attraversando quella che viene descritta come una vera crisi etica sul se e come procedere, e ha ammesso che il problema potrebbe essere stato un errore nella salinità dell'acqua. Le aragoste, va detto, non sono stati mangiate come inizialmente promesso.
Ci sarebbe da chiedersi com'è possibile che due "biohacker" potessero essere convinti di operare su un'aragosta, quando non sono stati nemmeno capaci di determinare la corretta concentrazione di sale nella vasca. Ma del resto l'episodio è in qualche modo lo specchio di una superficialità etica che percorre l'intero settore dell'AI, manifestandosi anche in forme disparate: chatbot dannosi, deepfake non consensuali e l'impatto ambientale della domanda energetica generata dai data center.
Il personaggio Ian Malcolm, nel Jurassic Park di Crichton, critica così l'idea dietro la clonazione dei dinosauri: "I vostri scienziati erano così presi dal chiedersi se potevano farlo, che non si sono fermati a chiedersi se dovevano", condannando la tracotanza che scavalca la domanda sul dovere. Alla Biopunk House è successo il rovescio su entrambi i fronti: se dovessero se lo sono chiesto davvero, visto che l'autopsia ha aperto una piccola crisi etica, ma alla domanda se potessero ha risposto la vasca, con una salinità sbagliata che ha ucciso le aragoste prima del bisturi. Ai due va riconosciuta l'ambizione, non l'acquacoltura: prima di pilotare un crostaceo con un agente AI, converrebbe saperlo tenere vivo.










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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIn ogni caso le aragoste non è che abbiano un vero e proprio cervello, hanno dei gangli, grappoli di neuroni funzionali che reagiscono agli stimoli, è estremamente improbabile che provino esperienze soggettive. Sono dei piccoli robot biologici, solo che la Disney ce le ha sempre fatte vedere che cantano, ballano, parlano, e questa antropomorfizzazione crea un legame empatico che però ha ben poche ragioni di esistere.
In ogni caso le aragoste non è che abbiano un vero e proprio cervello, hanno dei gangli, grappoli di neuroni funzionali che reagiscono agli stimoli, è estremamente improbabile che provino esperienze soggettive. Sono dei piccoli robot biologici, solo che la Disney ce le ha sempre fatte vedere che cantano, ballano, parlano, e questa antropomorfizzazione crea un legame empatico che però ha ben poche ragioni di esistere.
quindi se la Disney le ha antropomorfizzate quando si buttano in pentola con acqua bollente, vive
e si fa con altri animali, e si disperano con sofferenze inumane questo si crede che sia passabile
MA il fatto avveniva anche prima che Disney le avesse antropo-shittizzate
c'era anche una santa, santa teresa di Gesù bambino che ignorava le sofferenze di questo povero animale, divertendosi con gli altri pagliacci del convitato che il povero animale si fosse prodotto in furia mentre era nell'acqua bollente quando per questo è stato calzato lo stato di "animale indemoniato"
animale, con altri, come gli astici, che viene cucinato dalla specie umana in banchetto shittico, con cuore posticcio e sensibilità tronca per ciò che non è AUTOREFERENTE
https://rivistacattolica.it/santa-t...letto-di-morte/
e DISNEY ANCORA NON ERA NEMMENO PRODOTTA IN QUELLE "ANTROMORPHIZZAZIONI"
e per quanto li riguarda auguro il bollimento delle mani a tutti coloro che le mangiano,
a chi si incarica di cucinarle li auguro per il cuore, che è già insensibile, il che dovrà avvenire quando
dovranno subire qualcosa,
quanto agli idioti che hanno fatta santa questa santa Teresa, è, dissonante, che abbia avuto spunto di divertirsi sulle sofferenze di quel povero animale in quel modo... e che non abbia così "espiato" e offerto le proprie sofferenze in "santità"
il profilo di chi aveva bisogno di soffrire divertendosi per le risa dei balordi nel caso dell'animale
e che viene venerata, o cosa sia, da gente che si è scalzata dalla propria umanità
e si fa con altri animali, e si disperano con sofferenze inumane questo si crede che sia passabile
E' questa la distorsione cognitiva, un'aragosta non si "dispera", può reagire meccanicamente al pericolo e al dolore, ma non ha un'esperienza soggettiva come possono avere gli animali superiori che hanno una corteccia cerebrale.
Ovviamente nessuno può entrare nella "testa" di un'aragosta, ma gli studi di neurologia dicono questo, poi uno è libero anche di pensare che le piante soffrono e si disperano, ma non è quello che dice la scienza.
Il fatto è che si tende ad attribuire caratteristiche "umane" a tutto ciò che ci assomiglia anche da lontano, cioè che ha gli occhi, le braccia, respira, cammina... Penso che persino prendere a calci un robot antropomorfo con viso ed espressioni umane ci risulterebbe più difficile che prendere a calci un cestino dei rifiuti, ma entrambi provano le stesse cose, cioè nulla.
E' molto meglio bollire un'aragosta che mangiare una mucca, dal punto di vista etico, perché una mucca un'esperienza soggettiva ce l'ha
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