Un nuovo studio conferma che la cometa interstellare 3I/ATLAS potrebbe essere più antica del Sistema Solare

Un nuovo studio conferma che la cometa interstellare 3I/ATLAS potrebbe essere più antica del Sistema Solare

In queste ore è stato rilasciato un nuovo studio su Nature Astronomy basato sui dati raccolti dal Very Large Telescope dell'ESO che confermerebbe come la cometa interstellare 3I/ATLAS sarebbe più antica del Sistema Solare.

di pubblicata il , alle 12:01 nel canale Scienza e tecnologia
ESO
 

Circa un anno fa la cometa interstellare 3I/ATLAS entrò nel Sistema Solare interno permettendo la sua rilevazione (inizialmente come A11pI3Z), andando così a unirsi ad altri due oggetti interstellari conosciuti in precedenza (1I/'Oumuamua e 2I/Borisov). Questo genere di oggetti sono molto interessanti per gli scienziati perché permettono di esplorare l'Universo al di fuori del Sistema Solare con modalità diverse rispetto a quelle dei telescopi.

Nel corso del tempo sono stati raccolti molti dati sulla cometa interstellare 3I/ATLAS anche se le sue dimensioni relativamente modeste, la sua velocità elevata e l'impossibilità di avere un preavviso del suo arrivo hanno reso arduo modificare missioni già lanciate (con altri obiettivi primari) e dedicare tempo-telescopio per la sua osservazione. Gli sforzi congiunti a livello globale hanno comunque permesso di avere un'idea delle caratteristiche di questo oggetto interstellare, che attualmente ha superato l'orbita di Giove e sta per arrivare nella zona dell'orbita di Saturno.

cometa 3I/ATLAS

Cometa interstellare 3I/ATLAS: le indagini del Very Large Telescope

Un gruppo di astronomi ha utilizzato il Very Large Telescope (VLT) dell'ESO per analizzare nel dettaglio la composizione chimica della cometa interstellare 3I/ATLAS. I dati sono stati inseriti all'interno dello studio dal titolo High nitrogen and carbon isotopic ratios in the interstellar comet 3I/ATLAS pubblicato in queste ore su Nature Astronomy.

Grazie alle potenzialità degli strumenti del sito scientifico è stato possibile eseguire misurazioni precise di specifiche impronte chimiche sull'oggetto interstellare, le prime di questo genere condotte su una cometa formatasi al di fuori del Sistema Solare.

Secondo quanto riportato, i ricercatori hanno scoperto che la cometa interstellare ha probabilmente avuto origine ai margini di un sistema stellare molto antico, come già ipotizzato in precedenza, che potrebbe essere significativamente più vecchio del Sole stesso. Il risultato apre nuove prospettive sulla storia di formazione della cometa e di oggetti simili che potrebbero visitare il nostro Sistema Solare in futuro.

cometa interstellare

Cyrielle Opitom (Università di Edimburgo) ha dichiarato "le comete interstellari sono corpi ghiacciati nati attorno a stelle diverse dal Sole, che a volte si avventurano nel nostro Sistema Solare. Sono come fossili di un processo di formazione planetaria avvenuto molto lontano, ma che abbiamo la possibilità di studiare da una distanza molto più ravvicinata".

cometa interstellare

cometa

La luminosità senza precedenti di 3I/ATLAS ha permesso a Opitom, Manfroid, Hutsemékers (gli altri ricercatori coinvolti nello studio) di misurare i rapporti isotopici della cometa, ossia le proporzioni relative tra le diverse forme dello stesso elemento chimico. In particolare è stato impiegato lo strumento UVES (Ultraviolet Visual Echelle Spectrograph) installato su VLT che ha permesso di misurare rapporti tra gli isotopi di carbonio e azoto presenti nelle molecole di cianuro rilevate nel gas che avvolge la cometa.

Questi rapporti sono considerati un ottimo indicatore dell'origine di una cometa, poiché risultano molto sensibili alle condizioni fisiche dell'ambiente in cui si sono formati, e non si prevede che subiscano variazioni significative durante il lungo viaggio della cometa nello Spazio. Aravind Krishnakumar (ricercatore dell'Università di Liegi) ha aggiunto "a differenza delle comete del Sistema Solare, questo visitatore interstellare presenta rapporti isotopici di carbonio e azoto insolitamente elevati".

I dati raccolti dal VLT farebbero presumere che la cometa si sia formata nelle regioni più esterne di un sistema planetario attorno a una stella antica e a bassa metallicità (quindi con pochi elementi più pesanti dell'elio), tipica di un Universo ancora giovane. Per questo motivo gli scienziati ipotizzano che 3I/ATLAS provenga da una stella molto più vecchia del Sole.

cometa interstellare

Nello studio si parla di un rapporto di 151 tra ¹²C/¹³C (intervallo di incertezza tra circa 107 e 261) e un rapporto di 363 tra ¹⁴N/¹⁵N (intervallo di incertezza tra circa 210 e 996). Come scritto sopra, entrambi questi valori sono più alti di quelli di comete del Sistema Solare, dove solitamente i rapporti sono di 90 e 150 rispettivamente.

Nello studio si specifica anche che la lunga permanenza della cometa nello Spazio interstellare (miliardi di anni) potrebbe aver alterato chimicamente gli strati superficiali a causa dei raggi cosmici influenzando quindi i risultati. Questo effetto potrebbe però essere stato ridotto in quanto le misurazioni (tra il 6 dicembre e il 26 dicembre 2025) sono avvenute dopo il perielio, quando la cometa 3I/ATLAS aveva già perso parte degli strati superficiali lasciando esposto materiale più profondo e meno alterato. Ora che questo oggetto si sta allontanando per non fare più ritorno, si guarda alle future possibilità con i nuovi "visitatori" del Sistema Solare che potrebbero essere studiati con maggiore efficacia grazie a strumenti come l'Extremely Large Telescope (ELT).

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